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Generali, scontro totale: licenziato il candidato alla poltrona più alta

Luciano Cirinà correva per succedere al Ceo Philippe Donnet. Dietro di loro la lotta fra Caltagirone e Mediobanca

Il Consiglio di amministrazione di Generali, uno dei più grandi gruppi assicurativi italiani a livello mondiale, ha licenziato in tronco Luciano Cirinà, fra i suoi top manager più importanti. Era candidato a succedere, fra un mese, all’attuale amministratore delegato, Philippe Donnet.

Cosa è Generali

Generali esiste dal 1831 e, si legge sul sito del Gruppo, è presente in 50 Paesi con una raccolta premi complessiva superiore a 69 miliardi di euro nel 2019. Vanta circa 72mila dipendenti nel mondo e 61 milioni di clienti. Oltre a una posizione di leadership in Europa e una presenza sempre più significativa in Asia e America Latina.

Chi è Caltagirone

Il manager Cirinà ha diretto per anni tutto il comparto Est Europa del Gruppo Generali. Era candidato al ruolo di nuovo amministratore delegato della lista di Francesco Gaetano Caltagirone. Quest’ultimo, noto imprenditore edile, è anche editore, proprietario dei quotidiani Il Messaggero (Roma), Il Mattino (Napoli), il Corriere Adriatico (Ancona), Il Gazzettino (Venezia).

Caltagirone Generali
Francesco Gaetano Caltagirone

Francesco Caltagirone è uno degli uomini più facoltosi in Italia, con un patrimonio stimato a 3,8 miliardi di euro nel 2021. È anche uno degli uomini più ricchi al mondo, 891° nella classifica planetaria che la rivista americana Forbes stila ogni anno. Ma soprattutto, per ciò che riguarda la vicenda in questione, Caltagirone è il secondo azionista di Generali con il 9 % delle quote di proprietà, dietro a Mediobanca, che detiene il 17,2%.

Cosa è successo il 25 marzo

Il vertice della società triestina ha stabilito oggi 28 marzo di “interrompere con effetto immediato il rapporto di lavoro con Luciano Cirinà” recita una nota. Cirinà era già sospeso dall’incarico di Austria & CEE Regional Officer, dallo scorso 23 marzo. Il 29 aprile si svolgerà il rinnovo del Consiglio di amministrazione del Gruppo Generali. Al piano industriale dell’attuale Ceo, Philippe Donnet, si contrapponeva il ‘contro-piano’ della lista Caltagirone. Un progetto, denominato Awakening The Lion, che lo scorso 25 marzo Luciano Cirinà ha svelato alla stampa al Four Seasons di Milano, assieme al candidato presidente della sua stessa lista, Claudio Costamagna.

Cirina Generali Licenziamento
Luciano Cirinà

Il tandem Cirinà-Costamagna, scelto da Caltagirone, si era presentato come concorrente della cordata MediobancaDe Agostini, che fa perno sulla riconferma di Donnet nel ruolo di ad. A seguito della presentazione dell’iniziativa, il Leone di Trieste ha definitivamente silurato Cirinà. “La decisione è motivata dalla violazione degli obblighi di lealtà e dalla grave violazione di altri obblighi previsti dal contratto di lavoro“, si legge nella nota della compagnia assicurativa triestina.

Cirinà, parole ‘proibite’ su Generali

Quella che presentiamo oggi è una strategia ambiziosa ma assolutamente realizzabile” aveva detto Cirinà il 25 marzo a Milano come riportava Radiocor. “Ci mettiamo la faccia, con le personalità che abbiamo in Generali è fattibile. Dobbiamo recuperare gap dal passato“. “Avevo chiesto l’aspettativa non retribuita che è stata rigettata a causa della crisi in Ucraina e questa settimana mi è stata comunicata una sospensione che, giuridicamente, non è un provvedimento disciplinare”. E poi aveva aggiunto: “Sono stato per 33 anni parte di Generali, ho partecipato per la parte di mia regionale competenza al piano e non lo rinnego“. Parole, quelle del top manager, che a coloro che detengono il controllo delle Generali sono forse apparse non solo come un guanto di sfida, ma quasi il tradimento di uno dei propri figli migliori.

Donnet Generali
Philippe Donnet, Ceo di Generali

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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