Ucraina, si tenta di evacuare Mariupol. Zelensky: “I russi si stanno solo riorganizzando”

Decine di bus verso la città dopo la promessa di Mosca di cessare il fuoco

Tregua temporanea in Ucraina, a Mariupol, dopo un annuncio in tal senso della Russia. Sono 45 i pullman che dovrebbero partire alla volta della città sul Mare d’Azov sotto assedio. L’obiettivo è di portare in salvo quante più persone possibile. Sempre che la tregua regga davvero.  

Mariupol, Ucraina, distrutta dalla guerra. Foto Twitter @Agenpress

Abbiamo ricevuto un messaggio dal Comitato Internazionale della Croce Rossa” ha scritto su Telegram la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk. “Circa la conferma della Russia di essere pronta ad aprire un corridoio umanitario da Mariupol con transito per Berdyansk”. “Per oggi sono stati inoltre concordati i seguenti corridoi. Per la consegna degli aiuti umanitari e l’evacuazione delle persone dalla città di Melitopol”. Ma anche “per un convoglio di persone con mezzi propri dalla città di Energodar a Zaporizhia”. Queste ultime si trovano nella zona della centrale nucleare che i russi hanno attaccato lo scorso 4 marzo.

Iryna Vereshchuk, vicepremier del Governo ucraino

I primi autobus diretti a Mariupol per l’evacuazione dei civili sono partiti: 17 bus si sono mossi da Zaporizhzhia, circa 220 chilometri a nord-ovest. Lo ha detto la vicepremier Iryna Vereshcuk. Altri 28 bus sono in attesa dell’autorizzazione a passare al checkpoint russo di Vasylivka, vicino a Zaporizhzhia. “Faremo tutto il possibile per assicurare che i bus arrivino a Mariupol oggi e carichino le persone che non hanno ancora lasciato la città“, ha detto Vereshcuk. Ieri sera Mosca ha annunciato di essere pronta ad un cessate il fuoco temporaneo oggi 31 marzo a Mariupol.

Ucraina e Russia, nuovi negoziati

Per domani, venerdì 1 aprile, si attende la ripresa dei negoziati fra le delegazioni ucraina e russa, dopo il round di due giorni fa, il 29 marzo, a Istanbul in Turchia. In un discorso televisivo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che i colloqui di pace con la Russia continuano. “Ma per il momento ci sono solo parole, niente di concreto”. Zelensky ha dichiarato di non credere alle promesse della Russia di ridurre la sua presenza militare a Kiev. Quanto a una telefonata con il presidente Usa, Joe Biden, ha riferito che il sostegno americano è vitale per il suo Paese e che “questo momento è un punto di svolta“.

Foto Twitter @olex_scherba

Rispetto invece agli annunci russi su una de-escalation del conflitto in alcune regioni dell’Ucraina, Zelensky ha affermato di non credere a nessuno. E ha aggiunto che le truppe russe si stanno riorganizzando solo per attaccare nella regione orientale del Donbass. Negli Usa l’amministrazione Biden continua nel frattempo a valutare opzioni per ulteriori sanzioni contro Mosca. La direttrice della comunicazione della Casa Bianca, Kate Bedingfield, ha precisato che Vladimir Putin avrebbe ricevuto informazioni errate sull’offensiva russa dai capi delle forze armate. E che quindi avrebbe delle “tensioni” con alcuni suoi consiglieri.

Ritirata russa da Chernobyl

Per il Pentagono le forze russe in Ucraina hanno iniziato il ritiro dalla zona della centrale nucleare di Chernobyl. Ma “non possiamo ancora dire se siano andati via tutti“, ha precisato un funzionario del ministero della Difesa americano. Oleksandr Markushin, sindaco di Irpin, subito a nord di Kiev, ha invece rivelato che “metà della città è stata distrutta e che le macerie non sono state rimosse“. Nella regione di Mykolaiv, non lontano da Odessa, si traccia un bilancio delle vittime dall’inizio dell’offensiva russa. Sarebbero 134 i civili uccisi. Igor Terekhov, sindaco di Kharkiv (la seconda città dell’Ucraina dopo Kiev, nell’est) ha affermato che l’esercito russo ha distrutto il 15% degli edifici residenziali.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, 44 anni

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Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.