Quattro giorni dopo i negoziati di Istanbul fra Russia e Ucraina la guerra infuria più che mai. Poco o nulla sembra essersi mosso in direzione della pace. Oggi 2 aprile le forze russe hanno sparato su una manifestazione pacifica a Enerhodar, nella regione di Zaporizhzhia.

Si tratta di una zona dell’Ucraina meridionale dove si trova la centrale nucleare che gli occupanti russi avevano attaccato lo scorso 4 marzo, nei primi giorni della guerra. Ed è stata proprio la società per l’energia nucleare a riferire che i russi sono intervenuti pesantemente a Enerhodar. Hanno arrestato un numero imprecisato di persone che si opponevano all’occupazione. In un video diffuso sui social, che riproponiamo qui sotto, dall’account Facebook del media Ukraine24, si vedono persone in fuga da un raduno mentre si sentono spari e si levano nuvole di fumo.

Ucraina, morto il filmaker scomparso

Di oggi anche la notizia del ritrovamento del corpo senza vita di un fotoreporter e documentarista ucraino, Maksim Levin. L’uomo era scomparso da due settimane. È stato ritrovato morto vicino a Kiev. Il consigliere presidenziale ucraino Andriy Yermak ha confermato la notizia con un post su Telegram. Levin, classe 1981, collaborava con testate nazionali e internazionali tra cui Reuters, Bbc e Ap. Lascia la moglie e quattro figli. Ancora nessuna notizia del collega che lo accompagnava nel servizio giornalistico del 13 marzo scorso: Oleksiy Chernyshov. Dall’inizio della guerra in Ucraina sono molti i giornalisti vittime del conflitto, fra morti e feriti. Poco più di due settimane fa, il 15 marzo, si contavano, in un primo sommario bilancio, almeno 5 morti e 35 feriti fra i reporter e i fotografi di guerra, provenienti da varie parti del mondo. Numeri che sono ormai già cresciuti.

Maksim Levin, il reporter ucciso. Foto Twitter @Reuters

I corridoi umanitari in Ucraina

Malgrado tutto oggi 2 aprile risultano aperti 7 corridoi umanitari in Ucraina. Anche nella martoriata Mariupol dove, secondo il presidente ucraino Zelensky, sarebbero morte 5.000 persone, mentre 3.700 sono state evacuate. Proprio da Mariupol arrivano altre notizie drammatiche.

Marianna, in fuga dall’ospedale di Mariupol bombardato. AP Photo/Evgeniy Maloletka

La giovane Marianna, la ragazza incinta divenuta celebre in tutto il mondo per gli scatti fotografici che la ritrassero ferita e sopravvissuta all’attacco russo dell’ospedale, lo scorso 9 marzo, sarebbe stata deportata in Russia. Gli occupanti l’avrebbero portata via, in violazione degli accordi sull’evacuazione di Mariupol. Secondo l’attivista olandese Thomas Van Linge, “Non è un caso che Marianna fosse una dei profughi portati in Russia. C’erano soldati ai posti di blocco che la cercavano. È stata un bersaglio dal momento in cui le sue foto hanno fatto il giro del mondo.”


Intanto la Turchia è pronta a fornire navi per l’evacuazione di civili e feriti da Mariupol, ha affermato il ministro della Difesa turco Hulusi Akar. Dal canto suo Volodymyr Zelensky ha reso note le cifre di spesa per la guerra in questa prima fase del conflitto. La spesa dell’Ucraina per le operazioni militari è di circa 10 miliardi di dollari al mese, ha affermato il presidente ucraino.

La vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk, con alcune soldatesse liberate grazie a uno scambio di prigionieri con i russi. Foto Facebook / Iryna Vereshchuk

Addio all’ex campione di rugby

Fra le vittime della guerra anche l’ex sindaco di Smila, ed ex campione di rugby, Oleksiy Tsybko. Smila è una città di 70mila abitanti nella regione centrale di Cherkasy. L’ex sindaco sarebbe morto il 31 marzo nella battaglia per la liberazione di Bucha, nell’area urbana a nord ovest della capitale ucraina Kiev. Lo scrive il media ucraino Ukrinform che cita il profilo Facebook dell’attivista Dmytro Kukharchuk. “Ieri, vicino a Bucha, è morto il mio amico, l’ex sindaco di Smila, Oleksiy Tsybko – ha scritto sul social network – Una persona sana. Ricorderemo, ci vendicheremo“. Tsybko è stato sindaco di Smila dal 2015 al 2017. In passato fu premiato come miglior giocatore di rugby del campionato tedesco e ha anche guidato la Federazione di rugby dell’Ucraina.

Oleksiy Tsybko, ex campione di rugby in Germania. Foto Facebook / Eveline Berezanska

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