Ucraina, gli ospedali e i civili nel mirino dei russi [IMMAGINI FORTI]

“A Mykolaiv usate armi illegali, a Pologi minato il nosocomio”. Zelensky denuncia: “A Borodyanka stragi peggiori che a Bucha”. La Ue studia sanzioni sul petrolio di Mosca

La guerra in Ucraina fa registrare nuovi orrori. Dopo le esecuzioni e le torture a Bucha, da cui si sono ritirati, i russi avrebbero colpito la città di Mykolaiv con armi illegali. Oltre a minare l’ospedale a Pologi. Oggi Zelensky parlerà per la prima volta al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e denuncia: “A Borodyanka stragi peggiori che a Bucha“. Corridoi umanitari ancora bloccati a Mariupol. La Ue studia sanzioni alla Russia su petrolio e carbone.

Un ospedale colpito dai russi a Mykolaiv, in Ucraina. Foto Twitter @mrchavezphoto

Nella città di Pologi, nella regione di Zaporizhia, nell’Ucraina sud-orientale, i soldati russi avrebbero sequestrato e minato un ospedale: il Central District Hospital. Lo ha riferito l’Amministrazione militare regionale di Zaporizhia, citata dall’agenzia di stampa Unian. E dovrebbero poter arrivare a 7 i corridoi umanitari in Ucraina, oggi 5 aprile. La vicepremier Iryna Vereshcuk ha precisato su Telegram che le forze russe, “nonostante le promesse, non consentono a nessuno di recarsi a Mariupol“. “Gli occupanti hanno bloccato a Mangush (nella regione di Donetsk, ndr.) i rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Dopo i negoziati, sono stati rilasciati nella notte e inviati a Zaporizhia“.

La situazione sul terreno di guerra. Foto Twitter @War_Mapper

Il governatore della regione di Mykolaiv, Vitaliy Kim, scampato pochi giorni fa a un tentativo di uccisione da parte dei russi, ha annunciato sui social che le truppe russe hanno colpito la città usando anche armi non convenzionali. Lo riporta l’inviata del Corriere della Sera, Marta Serafini. I russi avrebbero usato, secondo gli ucraini, le munizioni a grappolo vietate dalla convenzione di Ginevra. Mykolaiv si trova nel sud-ovest dell’Ucraina, non lontano da Kherson. Gli invasori avrebbero centrato “infrastrutture civili e mediche, tra cui un ospedale pediatrico. Ci sono morti e feriti, tra cui bambini“. Le vittime sarebbero 11, secondo Vitaliy Kim, e tra loro ci sarebbe almeno un bambino.

“In Ucraina centinaia di bimbi morti e feriti”

Sono 165 i bambini morti e 266 quelli feriti in seguito all’invasione russa in 40 giorni di guerra. Lo rende noto l’Ufficio del procuratore generale ucraino. “Il maggior numero delle vittime si concentra a Mariupol, in alcune aree delle regioni di Kiev, Chernihiv e Lugansk“. “I bombardamenti – aggiunge la nota – hanno danneggiato 869 scuole, 83 delle quali completamente distrutte“. A Konotop, nel nordest dell’Ucraina, i soldati di Kiev hanno trovato almeno tre corpi di civili con evidenti segni di torture. Lo ha denunciato il governatore regionale di Sumy, Dmytro Zhyvytsky. Il ritrovamento è avvenuto nelle zone dalle quali i russi si sono ritirati due giorni fa. In un tweet sulla città di Bucha, il Procuratore generale dell’Ucraina, Iryna Venediktova, ha postato la foto che vedete sotto. Si tratterebbe di vittime civili rinvenute in una “camera di tortura scoperta in un sanatorio per bambini“.

Civili ucraini torturati e uccisi a Bucha. Foto Twitter @VenediktovaIV

Zelensky: “Stragi anche a Borodyanka

Da parte sua il presidente Zelensky si rivolgerà al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, alle 16 ora italiana. Denuncerà le uccisioni dei civili a Bucha e in altre parti del paese da parte dei russi. “Attualmente, nella sola Bucha, sono state uccise e torturate più di 300 persone” ha detto nel corso di un intervento video stanotte. “È probabile che l’elenco delle vittime diventerà molto più ampio quando si ispezionerà l’intera Bucha. E questa è solo una città“, ha affermato Zelensky.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, 44 anni

Il numero delle vittime degli occupanti potrebbe essere ancora più alto a Borodyanka e in alcune altre città liberate” ha sottolineato. L’Ucraina vuole adesso “identificare quanto prima tutte le persone coinvolte nell’esercito russo in questi crimini per punirle tutte“. Tramite “un lavoro congiunto con l’Unione europea e le istituzioni internazionali, in particolare con la Corte penale internazionale“. Secondo il presidente ucraino Mosca sta cercando di coprire i crimini di guerra dei suoi soldati. “Stanno già lanciando una falsa campagna per nascondere la loro colpevolezza nell’uccisione di massa di civili a Mariupol“. “Faranno dozzine di interviste inscenate – ha detto Zelensky – e uccideranno persone per far credere che siano state uccise da altri“. Zelensky parlerà oggi 5 aprile anche al parlamento spagnolo.

Ucraina, i satelliti sbugiardano Mosca

Mosca ha respinto nuovamente tutte le accuse. “Sono solo una provocazione, una messa in scena, i nostri militari non hanno fatto nulla di quello di cui sono stati accusati. Non è quello che è successo e abbiamo prove che proporremo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu“, ha detto l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia. Mosca sostiene che i massacri di civili nelle città, e in particolare a Bucha, siano avvenuti dopo il ritiro delle sue truppe. Tuttavia, secondo quanto emerge da un’analisi delle immagini satellitari condotta dal New York Times, molti civili risultano uccisi più di tre settimane fa. Ossia quando i russi avevano il controllo della città di Bucha.

Sanzioni alla Russia sul petrolio?

Il presidente Usa, Joe Biden, ha chiesto un processo per crimini di guerra in Ucraina contro Vladimir Putin, mentre l’ambasciatrice Usa all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, ha proposto insieme a Londra di sospendere la Russia dal Consiglio per i diritti umani di Ginevra (organismo dell’Onu). Germania e Francia hanno deciso di espellere decine di diplomatici russi. Mosca ha risposto preannunciando “misure proporzionate“. Oggi 5 aprile riunione dei ministri europei delle Finanze all’Ecofin del Lussemburgo. “Siamo pronti a rafforzare le sanzioni” ha detto il ministro francese Bruno Le Maire. “Petrolio e carbone sono una possibilità, bisogna discuterne per costruire unità tra gli Stati membri“.

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Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.