"
MondoNewsPrimo piano

Ucraina, il cancelliere austriaco da Putin: “Incontro molto duro”

Mariupol sta per cadere. I filorussi di Donetsk avrebbero preso il controllo del porto: per i combattenti ucraini è l'ultima resistenza

Sulla guerra in Ucraina si è tenuto a Mosca, l’11 aprile, un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il cancelliere austriaco Karl Nehammer. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Interfax, spiegando che l’incontro si è tenuto nella tenuta presidenziale di Novo-Ogaryovo.

L’Austria è un paese che fa parte dell’Unione europea ma non della NATO. Dal 1955 è neutrale: ha un partenariato con l’Alleanza atlantica ma non può entrarvi come espressamente previsto nella sua Costituzione. “Il colloquio con Putin è stato molto duro e franco“, ha detto il cancelliere austriaco secondo l’agenzia austriaca Apa. “Non è stato un incontro amichevole“. Così la cancelleria austriaca, citata dal giornale online Kronen Zeitung. “Fa la differenza essere faccia a faccia e dirgli qual è la realtà: che questo presidente ha di fatto perso la guerra in Ucraina moralmente“, ha detto come riporta Cnn, il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg.

Putin Cremlino Russi Traditori
Vladimir Putin

L’ultima battaglia per Mariupol

Intanto il capo della repubblica separatista filorussa di Donetsk, nel Donbass, citato dalla Tass, sostiene che le forze amiche di Mosca hanno preso il porto di Mariupol. Lo scalo “è sotto il nostro totale controllo“, ha detto Denis Pushilin, parlando al primo canale della tv russa, Pervyj kanal. Secondo la commissaria ucraina per i diritti umani, Lyudmila Denisova, sono 33mila gli abitanti di Mariupol che i russi avrebbero letteralmente deportato a forza in Russia e nei distretti occupati della regione di Donetsk. Nelle zone occupate della città sul Mare d’Azov sarebbe “in corso una brutale retata di civili, condotta con l’assistenza di collaborazionisti locali“, ha detto Denisova.

Cina Russia Lavrov Wang
I ministri degli Esteri russo, Lavrov, e cinese, Wang Yi il 30 marzo in Cina

Dal canto suo il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha affermato che le ultime dichiarazioni sull’Ucraina dell’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Josep Borrell, sono preoccupanti per Mosca. La Ue, sostiene Lavrov, considera Kiev come “testa di ponte per sopprimere la Russia“. “Devo dire che ciò che Borrell ha detto in questo contesto aggressivo e senza precedenti, davvero, cambiano significativamente le regole del gioco“, dichiara Lavrov. Borrell aveva detto che l’Ucraina “vincerà la guerra sul campo di battaglia“. Il Cremlino inoltre critica l’ipotesi di un allargamento della NATO con il progetto di un ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza Atlantica.

Ucraina, “torture in chiesa

In Ucraina si moltiplicano i racconti delle torture che militari russi avrebbero compiuto ai danni dei civili. Alcuni casi si sarebbero verificati anche a Lukashivka, in un villaggio vicino a Chernihiv, a nord di Kiev. È quanto ha constatato l’inviato dell’Ansa sul posto, parlando con alcune delle vittime di sevizie. Uno di questi ha mostrato le ferite delle coltellate alle gambe: “Mi chiedevano dove fossero i soldati ucraini, ma non sapevo nulla“. Un’altra persona, un giovane di vent’anni, sarebbe stato legato e tenuto nudo al freddo per diverse ore. Le torture sarebbero avvenute nei pressi della chiesa dell’Ascensione, al centro del villaggio – diventato per 22 giorni il quartier generale dei militari russi. Un edificio ora quasi totalmente distrutto durante una battaglia.

Johnson Zelensky Ucraina Kiev
Boris Johnson e Volodymyr Zelensky a Kiev il 9 aprile

Ferrovie russe in fallimento?

Nel contesto della guerra in Ucraina e delle sanzioni occidentali verso Mosca, emerge che le ferrovie di Stato russe, Russian Railways, sarebbero in default. Non hanno effettuato il pagamento degli interessi su un green bond in franchi svizzeri, il mese scorso. Lo scrive Bloomberg, spiegando che il pagamento della cedola sarebbe dovuto avvenire entro il 14 marzo. Il mancato pagamento sarebbe conseguenza delle sanzioni internazionali inflitte alla Russia.

LEGGI ANCHE: Macron, Le Pen fa paura. “La mia sfida è per il bene di tutta l’Europa”

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button
Privacy