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Boris Johnson: “Immigrati illegali? Li trasferiamo in Ruanda”

Il premier britannico svela un'intesa col paese africano dove intende 'rimpatriare' i profughi che sbarcano sulle coste inglesi

La Gran Bretagna è sotto shock per le ultime dichiarazioni del premier Boris Johnson. Gli immigrati che arrivano illegalmente in Gran Bretagna saranno “trasferiti” in Ruanda ha infatti detto BoJo.

Le affermazioni sono giunte durante un discorso nel Kent, per spiegare nei dettagli il nuovo piano del Governo finalizzato a una drastica stretta sull’immigrazione. Il piano prevede che le autorità trasferiscano “alcuni dei richiedenti asilo” in Ruanda per la gestione dell’iter burocratico relativo alle loro richieste. Johnson sostiene che la situazione sia diventata insostenibile per la Gran Bretagna, a fronte di sbarchi record sull’isola. Oltre 600 persone sono arrivate nella sola giornata del 13 aprile dopo aver attraversato su barchini e gommoni il Canale della Manica. Il totale degli immigrati sbarcati dall’inizio dell’anno sulle coste britanniche è di oltre 5mila persone.

Johnson Immigrati Ruanda Gran Bretagna

Johnson ha parlato di una partnership su migrazione e sviluppo. Un progetto secondo cui “chiunque sia arrivato nel Regno Unito dal primo gennaio ora potrà essere trasferito in Ruanda“. Per il premier si tratta di “un approccio innovativo, spinto dal nostro impulso umanitario e reso possibile dalle libertà concesse dalla Brexit, che fornirà vie legali e sicure per l’asilo“. L’accordo con il Ruandanon ha limiti” di numeri. Il paese africano, ha detto ancora Johnson, “ha la capacità di ospitare decine di migliaia di persone negli anni a venire“. Il Regno Unito da ora sarà in grado di perseguire i migranti che arrivano “illegalmente” nel paese, mentre per gli scafisti che pilotano i barchini o i gommoni attraverso la Manica è previsto il carcere a vita.

Dalla Manica al Ruanda, sola andata

Allo stesso tempo, stiamo espandendo le nostre strutture di detenzione per immigrati“, ha aggiunto Johnson, al fine di accelerare il processo di espulsione di quanti non hanno diritto a rimanere nel Paese.

Il premier inglese Boris Johnson, 57 anni, con la compagna Carrie Symonds, 34 anni

Rispetto all’opzione che prevede il controverso trasferimento di alcuni richiedenti asilo in Ruanda, Johnson ha sottolineato che “nel tempo fungerà da grande deterrente” per chi vuole tentare il passaggio della Manica. Il primo ministro Tory ha promesso comunque che chi “fugge da Assad o da Putin” riceverà accoglienza.

“Da Johnson un piano crudele”

Johnson ha quindi puntato il dito contro i trafficanti di esseri umani. E ha aggiunto: “La nostra compassione può essere infinita, ma la nostra capacità di aiutare le persone non lo è“. Come si legge sul sito della Bbc, la ministra dell’Interno, Priti Patel, deve siglare col Governo del Ruanda un accordo da 120 milioni di sterline. In certi casi si prevedono rimpatri rapidi per i richiedenti asilo arrivati nel Regno Unito e la gestione dell’intero processo burocratico nel paese africano. Le organizzazioni non governative (ong) hanno fortemente criticato il piano di Johnson, definendolo “crudele“. Le ong hanno sollecitato un ripensamento del governo conservatore. Mentre l’opposizione laburista ha bollato il piano come “impraticabile e immorale“.

Gran Bretagna Priti Patel
La ministra dell’Interno, Priti Patel. Foto Twitter @pritipatel

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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