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Ucraina, attacco russo a Leopoli: morti e feriti

Almeno 6 le vittime. Zelensky: "I russi hanno deportato 5mila bambini dalla regione di Mariupol"

La guerra in Ucraina sta per giungere a una nuova fase. La Russia starebbe preparando una grande offensiva nelle regioni orientali del paese che ha invaso il 24 febbraio. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che è tornato a chiedere armi all’Occidente. Ogni ritardo “è come un permesso alla Russia per uccidere” gli ucraini.

Stamani 18 aprile, lunedì dell’Angelo dopo Pasqua, un bombardamento missilistico russo è avvenuto nella regione di Leopoli, nell’ovest dell’Ucraina. A poche decine di chilometri dal confine polacco. Un primo provvisorio bilancio registra almeno 6 morti e 8 feriti. L’attacco è avvenuto poche ore dopo l’ultimo video messaggio del presidente ucraino Zelensky. “Circa 5mila bambini sono stati deportati dalla regione di Mariupol in Russia dall’inizio dell’invasione“, ha dichiarato. “Dove sono? Non lo sa nessuno“. Un gruppo per i diritti umani della Crimea ha denunciato inoltre che i russi avrebbero portato via con la forza da Mariupol circa 150 bambini, 100 dei quali ricoverati in ospedale, per condurli “nel Donetsk occupato e nel Taganrog russo (sul Mare d’Azov, vicino a Rostov sul Don, ndr.)”

Ucraina Mariupol Russia

Nella città martire di Mariupol un gran numero di civili, tra donne, anziani e bambini, si è rifugiato nell’acciaieria AzovStal. Lì si nascondono le ultime forze militari ucraine rimaste nella città assediata, compreso il battaglione ultra nazionalista Azov. Da giorni infuriano i combattimenti e i bombardamenti dei russi sull’acciaieria. I soldati di Kiev non hanno accettato l’ultimatum dei russi di arrendersi: ora si teme un massacro. Un consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andriushchenko, ha detto che le forze russe hanno annunciato la chiusura della città. Nessuno potrà entrare o uscire. Gli uomini che resteranno in città “saranno controllati” per essere “ricollocati“.

“Offensiva russa in Donbass”

Le truppe russe si stanno preparando per un’operazione offensiva nell’est del nostro paese. Che inizierà nel prossimo futuro“, ha detto Zelensky nel suo ultimo videomessaggio. “Vogliono letteralmente distruggere e mettere finire al Donbass” ha aggiunto. “Mentre stanno distruggendo Mariupol, vogliono spazzare via anche altre città e comunità nelle regioni di Donetsk e Luhansk“. E nelle ultime ore le autorità ucraine della regione di Luhansk hanno invitato i residenti a evacuare immediatamente. “La prossima settimana potrebbe essere difficile. Questa potrebbe essere l’ultima volta che abbiamo ancora la possibilità di salvarvi“, ha detto il capo dell’amministrazione regionale, Sergei Gaidai, riporta l’Ansa.

Donbass Mappa Ucraina
Ucraina, la mappa del Donbass e delle altre regioni del paese

Zelensky: “Più armi all’Ucraina

Per opporsi a tutto questo l’Ucraina ha bisogno di altre armi, ribadisce Zelensky. “Stiamo facendo di tutto per garantire la difesa“. “Siamo grati a coloro che aiutano davvero con tutto ciò che possono. Ma chi ha le armi e le munizioni di cui abbiamo bisogno e ritarda nella loro fornitura deve sapere che il destino di questa battaglia dipende anche da lui.” “Il mondo democratico – continua Zelensky – deve rispondere a ciò che stanno facendo gli occupanti nel sud del nostro Stato. Nelle regioni di Kherson e Zaporizhya. Lì i russi costruiscono centri di tortura, rapiscono le autorità locali. Gli insegnanti sono ricattati, i soldi per le pensioni rubati, gli aiuti umanitari bloccati e le persone muoiono di fame. Gli occupanti stanno anche cercando di spaccare sull’esempio delle cosiddette repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk. Ossia trasferendo questo territorio alla zona del rublo e subordinandolo alla macchina amministrativa russa“.

Zelensky Ucraina Soldati
Il presidente ucraino Zelensky in un’immagine del 2020. Foto Facebook / Volodymyr Zelensky

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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