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State of The Union, l’Europa allo specchio. “Il mondo è cambiato, l’Ucraina vincerà”

Giornata clou, a Firenze, del meeting Ue. Con Metsola, Borrell, Gentiloni, Di Maio e il direttore dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus

In corso a Firenze The State of the Union, il Festival d’Europa (5-7 maggio), che torna dopo due anni pandemia. “C’è una realtà pre-24 febbraio (invasione russa dell’Ucraina, ndr.) e una realtà post-24 febbraio. Il mondo è cambiato” afferma nel suo intervento di apertura Roberta Metsola, presidente dell’Europarlamento.

L’Ucraina vincerà” dice ancora Metsola. Parlando dell’Europa sottolinea che “dobbiamo slegarci dalle nostre dipendenze dal Cremlino, metteremo fine alle importazioni di petrolio e dobbiamo portare a termine la nostra politica di zero gas dalla Russia“.

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Il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze. Foto Twitter @MBotta81

Dobbiamo capire che il peso dell’ordine globale democratico ora poggia in modo più pesante che mai sulle spalle dell’Europa. È il nostro momento whatever-it-takes. Un momento che arriva una volta ogni generazione. L’Europa è anche nelle strade di Bucha, nei tunnel di Mariupol, nelle cantine di Irpin, sulle rive dell’Isola dei Serpenti“. “Il grave errore di Putin è stato pensare che le nostre differenze e la difesa dei diritti fondamentali fossero un segno di debolezza. Ha sbagliato. In democrazie come le nostre, questi sono i nostri punti di forza.” E ora “abbiamo accelerato verso la costruzione di una nuova Unione della sicurezza e difesa“. “Continueremo con le sanzioni e gli aiuti all’Ucraina, perché dobbiamo ricostruirla“.

Ma l’Europa non è così solida

Le parole di Metsola arrivano oggi 6 maggio a poche ore di distanza da quelle pronunciate dal premier ungherese, Viktor Orbán. Affermazioni di segno opposto per ciò che riguarda l’embargo agli approvvigionamenti energetici dalla Russia. Un nodo molto delicato in Europa. Tutti i paesi dell’Unione, a cominciare dalla Germania e compresa l’Italia, sono in buona parte dipendenti da gas e petrolio russo. Finora l’Unione ha fatto muro, politicamente, di fronte all’aggressione della Russia all’Ucraina. Ma la compattezza dei 27 è sempre faticoso frutto di dialogo, intese e compromessi costanti.

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Il sindaco di Firenze, Dario Nardella (a destra) abbraccia Josep Borrell. Foto Twitter @DarioNardella

Il futuro? “Transizione ecologica”

Perciò sul tema degli approvvigionamenti di gas e petrolio dalla Russia, di cui l’Europa è dipendente al 40% circa, è intervenuta a The State of The Union anche la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson. “L’aggressione russa dell’Ucraina ha reso chiara la nostra dipendenza energetica che è disperatamente legata al passato” ha detto. “Noi guardiamo al futuro, la soluzione comune per ognuna di queste sfide è la transizione ecologica“.

Per Simson “i prezzi energetici un giorno torneranno al livello normale, la guerra in Ucraina un giorno arriverà alla fine“. Ma adesso “dobbiamo mettere da parte delle riserve e rinforzare la nostra sicurezza energetica. La transizione green rimane la soluzione più efficace che abbiamo per affrontare le sfide di breve e lungo termine. Il nostro obiettivo è rilanciare l’Ue“. Sulla difesa senza se e senza ma dell’Ucraina da parte dell’Europa insiste l’Alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell. “Non mi piace per niente la narrazione dell’Occidente contro la Russia” aggiunge. “C’è una questione di rispetto della Carta delle Nazioni Unite e della sovranità popolare (ucraina, ndr.) e degli Stati“.

Europa, cos’è lo Stato dell’Unione

L’annuale meeting sullo Stato dell’Unione nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze è “un’occasione di ripartenza nel segno dell’Europa” dichiara il sindaco Dario Nardella. “E sarà idealmente dedicato a David Sassoli che così tanto ha dato per le istituzioni comunitarie“. La conferenza The State of the Union è alla 12ª edizione, la organizza l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, e quest’anno s’intitola “Un’Europa per le prossime generazioni?“.

Il direttore dell’Oms, Thedros Ghebreyesus

Attesi gli interventi di politici di alto profilo, accademici e professionisti del settore privato provenienti da 40 paesi di tutto il mondo. L’elenco dei relatori confermati per la sessione plenaria del 6 maggio, a Palazzo Vecchio, comprende fra gli altri, in collegamento video, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Ma anche il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, e il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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