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Ucraina, pace lontana. Cingolani: “Siamo in un’economia di guerra”

La Ue pensa a un secondo Recovery plan. Il Governo Draghi prevede rigassificatori a pieno ritmo fra un anno

Domenica 8 maggio si celebra in paesi come la Gran Bretagna e la Francia – ma anche nell’Ucraina in guerra – il V-E Day. Ovvero il Victory Day in Europe degli Alleati angloamericani sulla Germania nazista nella seconda guerra mondiale, 77 anni fa. L’Europa, compresa l’Italia, è ormai alle prese con un’economia di guerra.

Dal 2015 l’Ucraina celebra la giornata dell’8 maggio dopo averla rinominata Giornata della Memoria e della Riconciliazione. In precedenza, come repubblica socialista sovietica, aveva celebrato il Giorno della Vittoria nella data del 9 maggio. Dal 1965, infatti, l’Urss (unione della repubbliche socialiste sovietiche) aveva elevato a festa nazionale la celebrazione della vittoria sulla Germania nazista, in quella che i russi chiamano ancora oggi la Grande guerra patriottica. Nella seconda guerra mondiale perirono 26 milioni di russi. La formale capitolazione dei tedeschi avvenne a Berlino la sera dell’8 maggio 1945 – in Russia era già il 9 maggio – di fronte agli Alleati, presente una delegazione dell’Unione sovietica.

Zelensky e Putin, accuse di nazismo

In un video trasmesso sui social media dagli account ufficiali di Volodymyr Zelensky (vedi sotto), il presidente dell’Ucraina addita gli invasori russi a fanatici imitatori del regime hitleriano. La Russia, afferma, riproduce in modo maniacale il nazismo. A Mosca si svolgono intanto le prove generali per la parata del 9 maggio.

Domani il Giorno della Vittoria sarà celebrato senza risparmio di forze. Secondo voci non confermate i russi potrebbero costringere a sfilare anche prigionieri ucraini. “I nostri militari, proprio come i loro antenati, stanno combattendo insieme per liberare il loro suolo dalla feccia nazista” ha scritto il presidente russo, Vladimir Putin, in “telegrammi di congratulazioni” ai leader delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk. “La vittoria sarà nostra, proprio come nel 1945” ha aggiunto.

Mariupol, Azov all’ultima battaglia

In Ucraina il conflitto non si ferma. A 77 anni dalla fine della seconda guerra mondiale la guerra è tornata in Europa e minaccia di allargarsi ogni giorno che passa. Dopo l’evacuazione dei civili dall’acciaieria Azovstal di Mariupol, parla il battaglione ucraino Azov, in Occidente tacciato neonazismo.

Azovstal Mariupol Evacuazione Civili
Civili aiutati a uscire dalle acciaierie Azovstal a Mariupol. Foto Twitter @TV2000it

Ci sono molti militari feriti da evacuare ma combatteremo fino alla fine“, annuncia il comandante, Denis ‘Radis’ Prokopenko, dall’impianto siderurgico dove da settimane si trovano diverse centinaia di soldati. Dopo che Zelensky ha dichiarato salvi altri 300 fra uomini, donne e bambini, il capitano Svyatoslav Kalina Palamar, vice comandante, sostiene di non poter confermare che tutti i civili siano potuti uscire da Azovstal.

La strage dei bambini in Ucraina

Forti esplosioni si sono verificate a Odessa e Mykolaiv, riporta Ukraina 24. Un’anziana insegnante è morta e altri 27 civili sono rimasti feriti negli attacchi missilistici russi nella regione di Mykolaiv. Lo scrive su Telegram il capo del Consiglio regionale Hanna Zamazieieva, citato da Ukrinform. Secondo Zamazieieva l’esercito di Mosca ha bombardato senza sosta nella notte. Ma le sirene d’allarme antiaeree hanno risuonato al mattino dell’8 maggio in quasi tutte le regioni ucraine, riporta il Kyiv Independent.

Due ragazzi di 11 e 14 anni hanno perso la vita e due ragazze di 8 e 12 anni sono state ferite ieri in un bombardamento russo sulla città di Pryvillia, del distretto di Sievierodonetsk della regione di Lugansk, in Donbass. Lo riferisce l’ufficio del procuratore generale di Kiev su Telegram, citato da Ukrinform. Sono oltre 200 i bambini uccisi, secondo le stime ufficiali, dall’inizio della guerra.

Sofia, uccisa a 13 anni mentre scappava

I soccorritori hanno trovato senza vita Sofia, una ragazza di 13 anni scomparsa due giorni fa dopo il bombardamento dell’esercito russo su una colonna di mezzi che stavano evacuando civili nella regione di Kharkiv. I parenti l’avevano cercata con appelli sui social. Lo ha reso noto il capo delle indagini del dipartimento di polizia regionale Sergii Bolvinov su Facebook, riportato da Ukrinform. Sofia era in macchina con la sorella di 6 mesi e la madre. La donna è stata gravemente ferita nel bombardamento. Circa 60 civili risultano dispersi dopo l’attacco aereo russo di sabato 7 maggio contro una scuola nel villaggio di Bilohirivka, sempre nella regione di Lugansk. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale, Sergii Gaidai, su Telegram ripreso da Ukrinform. “Tutte le 60 persone rimaste sotto le macerie degli edifici sono molto probabilmente morte“, scrive Gaidai. Nel sotterraneo della scuola si nascondevano 90 persone.

Ucraina, la Ue in economia di guerra

La guerra in Ucraina sta producendo i suoi effetti in tutto il mondo. E se dall’ONU arriva un appello inascoltato a Mosca perché riapra i porti ucraini che controlla, in modo da non soffocare il commercio di grano, l’Italia apprende ufficialmente di essere in un’economia di guerra assieme agli altri paesi della Ue. “Siamo in un’economia di guerra” afferma il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al Festival Città Impresa di Vicenza. Perciò l’Unione europea sta pensando a un secondo Recovery plan, mentre stenta a decollare l’embargo alle importazioni di gas russo, come ulteriore forma di sanzione verso Mosca.

Gas Russia talia Guerra Ucraina
Il rigassificatore di Livorno. Foto @andrea_cioffi

E per un più ampio approvvigionamento energetico italiano, svincolato da gas e petrolio russi, “il rigassificatore lo piazzeremo nel posto che ci permetterà di fare più in fretta“. “Che sia a Piombino o a Ravenna, nel primo semestre del 2023 dovrà essere al lavoro“. “I punti fondamentali – ha aggiunto Cingolani – sono i prossimi 6-8 mesi. Dovesse esserci uno stop di fornitura russa ora, sarebbe un problema per il prossimo inverno“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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