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Ucraina, Draghi e Biden: “Impegno per la pace”

Dal Papa le mogli dei soldati del battaglione Azov, asserragliato nei tunnel dell'acciaieria Azovstal a Mariupol sotto i bombardamenti russi

La guerra in Ucraina fa registrare nuovi attacchi russi nelle regioni di Chernihiv a Nord e Sumy a Nord-Est. Gli Usa stanziano altri 40 miliardi per aiuti, anche militari, a Kiev. Dal colloquio fra Biden e Draghi emerge la volontà di cercare la pace.

Non solo Mariupol e l’assalto all’acciaieria Azovstal: i russi bombardano quotidianamente e ripetutamente Chernihiv e Sumy. Lo ha riferito il portavoce del Servizio delle guardie di frontiera ucraine, Andriy Demchenko, citato da Interfax Ukraine. Adesso “non c’è la solita protezione delle frontiere con il pattugliamento lungo la linea di confine, poiché c’è il pericolo delle mine nella zona, delle operazioni di gruppi di sabotaggio e soprattutto i bombardamenti effettuati dalla Russia dal suo territorio sull’Ucraina” ha detto Demchenko.

Chernihiv Ucraina
Hanna Selivon, la sua casa di Chernihiv è distrutta, lei va a recuperare ogni giorno qualcosa. Foto Reuters / Zohra Bensemra

Mogli dei soldati dal Papa

Si apprende intanto che al termine dell’udienza generale di oggi 11 maggio in Piazza San Pietro a Roma, papa Francesco incontrerà e saluterà le mogli di due ufficiali del battaglione Azov. Si tratta della controversa unità militare degli ultranazionalisti ucraini, i cui combattenti sono asserragliati nei cuniculi dell’acciaieria Azovstal di Mariupol per resistere ai russi. Le mogli dei militari di Azov hanno scritto nei giorni scorsi al Pontefice. E, a sorpresa, è arrivato loro l’invito per l’odierno incontro in udienza.

Papa Francesco

Il colloquio Biden-Draghi

Della guerra in Ucraina hanno discusso il 10 maggio il presidente degli Usa, Joe Biden, e il premier italiano, Mario Draghi, che si è recato a Washington. “Nel loro incontro nello studio Ovale, Joe Biden e Mario Draghi hanno sottolineato il loro impegno a perseguire la pace sostenendo l’Ucraina e imponendo costi alla Russia“, si legge nella sintesi del colloquio che la Casa Bianca ha diffuso. Per la prima volta dopo lungo tempo il presidente americano usa la parola “pace“, su cui ha insistito il capo del Governo italiano. Biden e Draghi “di fronte alle sfide economiche globali create dalle azioni russe, hanno discusso misure volte a rafforzare la sicurezza alimentare e a rimodellare i mercati energetici globali“.

Draghi Quirinale Mattarella
Il premier italiano, Mario Draghi

Draghi: “Negoziati credibili per l’Ucraina

Da parte sua Draghi si è fatto portavoce presso Biden della volontà italiana ed europea di ricercare una via per la pace in Ucraina. E anche della necessità concreta, urgente, di sbloccare al più presto i porti ucraini sul Mar Nero per evitare di innescare una crisi alimentare mondiale. Per il presidente del Consiglio italiano occorre aprire un canale diplomatico che porti a negoziati “credibili.

Molti in Europa condividono la nostra posizione unita nell’aiutare l’Ucraina, e nel sanzionare la Russia” ha detto Draghi a Biden. “Ma si chiedono anche: come possiamo mettere fine a queste atrocità? Come possiamo arrivare a un cessate il fuoco? Come possiamo promuovere dei negoziati credibili per costruire una pace duratura?“.

Gli Usa: “Noi pronti, Russia non vuole

Continuiamo a essere aperti a una soluzione diplomatica in Ucraina ma non vediamo nessun segnale da parte della Russia che voglia impegnarsi in questo percorso“, ha detto la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. Sulla pace, le prime parole che emergono dal colloquio tra i due sono legate alla sola necessità che sia “l’Ucraina“, e non altri, a indicarne le condizioni. Ma nella delegazione italiana, riporta l’Ansa, c’è stato ottimismo sul fatto che la Casa Bianca abbia recepito il messaggio.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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