Cher, la diva che ha “creato” il pop: prima di lei nessuna

Non una “semplice” cantante, non “solo” un’attrice: la diva statunitense non smette di sorprendere

Piaccia o non piaccia, Cher non si discute: diva iconica, ha attraversato diverse ere rimanendo sempre sulla cresta dell’onda. Grazie ai look strabilianti, la personalità unica nel suo genere e quella voce inconfondibile, anche oggi a 76 anni suonati… cantati e recitati.

Cher, la diva che ha “creato” il pop: prima di lei nessuna
Cher/Instagram

Non definiamola attrice, neanche cantante, o almeno non solo. Cher appartiene infatti alla vecchia scuola, quella dei fuoriclasse. Quella che richiedeva di saper fare tutto, per dimostrare di essere un’artista a tutto tondo. E lei lo ha fatto, a partire dagli Anni Sessanta. Al secolo Cherilyn Sarkisian LaPierre, vanta una carriera che si estende nel corso di sei decenni che ha attraversato diverse fasi. Dapprima famosa al fianco dell’ex celebre marito Sonny Bono, nell’iconico duo Sonny & Cher, ci ha intrattenuto con storiche hit tra cui I got you babe.

Cher
Cher/Instagram

Poi l’approdo sul piccolo schermo, i look stravaganti e scandalosi, sfoggiati con assoluta padronanza del proprio corpo e l’evoluzione di una bellezza atipica, a tratti esotica e in continua trasformazione, così come la sua voce peculiare. Cher non si è mai poggiata su una formula vincente, ma ne ha costantemente ricercata una nuova appena consolidata quella precedente, perché odia annoiare e annoiarsi. Ed è proprio ciò che non ha mai fatto.

Cher, diva anticonformista e icona pop: gli inizi con Sonny Bono

Figlia di John Sarkisian, rifugiato armeno, e di Jakie Jean Crouch, di origini irlandesi, inglesi, francesi e cherokee, Cherilyn Sarkisian LaPierre è nata a El Centro, in California il 20 maggio 1946. Dal secondo matrimonio della madre è venuta al mondo la sorella Georgianne: entrambe sono poi state adottate dal successivo marito della donna, Gilbert LaPierre. Affetta da dislessia, Cher ha lasciato la scuola a 16 anni, età in cui ha incontrato per la prima volta Sonny Bono, all’epoca 27enne. Fin da subito, la sua particolare voce ha attirato l’attenzione dell’allora produttore di Bono, Phil Spector, che le ha affidato il ruolo da corista. Ma a una personalità come quella di Cher, quella posizione è iniziata a stare stretta. Nel 1964 ha inciso il suo primo singolo, Dream Baby, come il nome Cherilyn.

Cher
Cher/Instagram

Nel 1967, Cher e Bono sono approdati al Festival di Sanremo: lei era in gara con Nico Fidenco, sebbene poi la coppia sia stata estromessa. Il duo ha iniziato poi a scrivere diverse canzoni e, dopo l’album di debutto, Cher è riuscita a lanciare anche la sua carriera da solista. Sono gli anni di The Sonny Side of Chér, da cui viene estratta l’indiscussa hit Bang Bang (My Baby Shot Me Down). Gli Anni Sessanta sono stati anche il periodo della controcultura hippy, che nell’artista vede un’icona di stile: i lunghi capelli neri, l’ombelico scoperto e il trucco eccessivo diventano gli stilemi dell’epoca, grazie al modello imposto dalla diva.

La fine del sodalizio

Al contempo, tuttavia, le tematiche delle loro canzoni non riflettevano i gusto dei tempi: l’uso di droghe e alcolici, decantato dalla nuova moda, non ha trovato terreno fertile nei loro testi. Dopo alcuni progetti fallimentari per il grande schermo, il decennio successivo si apre per la coppia nel migliore dei modi. Ai due viene proposto inizialmente uno speciale televisivo che è divenuto ben presto uno show: The Sonny & Cher Comedy Hour. “Promossa” al piccolo schermo, Cher è passata col divenire una presenza costante nelle vite degli americani, un’icona popolare. In quegli anni ha continuato a produrre musica, pubblicando hit come Dark Lady e Gypsy, Tramps & Thieves.

Nel frattempo, dopo il matrimonio, i due sono divenuti genitori nel 1969 di Chaz – nato Chastity che nel 2010 ha affrontato il percorso di transizione. L’unione di Sonny & Cher, però, non si è rivelata duratura e nel 1975, i due hanno divorziato. Tre giorni dopo l’ufficializzazione della fine delle nozze, Cher ha pronunciato il fatidico sì con Gregg Almann. Anche in questo caso, tuttavia, il rapporto è naufragato. In seguito alla fine di questa relazione, l’artista fa cancellare all’anagrafe il cognome dei suoi ex, divenendo semplicemente Cher.

“Mamma, sono io l’uomo ricco”

Era il 1975 e Cher era ormai sola. Nessuno con cui condividere la propria carriera, ormai era lei a decidere e a gestire. Ha iniziato così a dividersi sapientemente tra televisione, cinema e televisione, venendo a contatto con diverse personalità quali Dolly Parton e David Bowie. In questo periodo è arrivato anche l’album Take Me Home, tra i più celebri dell’artista. Ma, all’inizio della decade successiva, Cher ha sconvolto il suo pubblico con al sua ennesima metamorfosi: nel 1980 ha fondato una band rock-punk new wave, i Black Rose, pubblicando l’omonimo disco. Il repentino cambio di rotta, che è durato solo due anni, non convince. Al contempo, le sue doti recitative sono iniziate ad emergere in maniera sempre più decisiva.

Viene nominata al Golden Globe grazie a Come Back To The Five and Dime, Jimmy Dean, Jimmy Dean. Ma è stato con il successo di Silkwood, al fianco di Meryl Streep, che è divenuta un’icona del grande schermo. La pellicola le ha fatto ottenere il Golden Globe e la prima nomination al Premio Oscar, a cui ne è seguita una seconda nel 1988 per Stregata dalla luna, che in questa occasione si è concretizzata in una vittoria. La pellicola le ha fatto ottenere inoltre un David di Donatello come Miglior Attrice Straniera.

Stretta nel suo naked dress firmato Bob Mackie (lo stesso che aveva curato il Mohawk dress nell’edizione degli Oscar del 1986), Cher ha ritirato l’ambita statuetta, dando sfoggio della sua ennesima, provocatoria metamorfosi. Ciascuno di questi traguardi è stato raggiunto con la sola forza del suo talento, senza necessità di appoggio a qualcuno. Come lei stessa ha ricordato: “Mia madre mi disse ‘Sai, tesoro, un giorno dovresti sistemarti e sposare un uomo ricco’. Io le ho risposto ‘mamma, sono io l’uomo ricco“.

Belive: quando Cher ha “inventato” l’auto-tune

Se gli Anni Ottanta si sono chiusi per Cher con l’ennesimo, provocatorio look, ovvero quel completo total black succinto e retina sfoggiato nel video di If I Could Turn Back Time, la decade successiva è stata una vera miniera d’oro per l’artista. Nel 1990 è protagonista, insieme a Winona Ryder e Christina Ricci di Sirene, per cui incide la sua versione di The Shoop Shoop Son (It’s in His Kiss). A oltre trent’anni dal debutto, tuttavia, nel 1998 è la volta della sua hit più famosa di sempre: nell’ottobre di quell’anno, anticipando l’uscita dell’omonimo album, viene pubblicata Believe. Hit intramontabile, anche oggi a 24 anni di distanza, il singolo è divenuto celebre per l’uso pionieristico dell’auto-tune, ancora in fase germinale (e oggi ampiamente usato). Dall’album, che è valso il primo (e unico) Grammy Award dell’artista, sono stati tratti anche gli altri singoli Strong Enough, All or Nothing e Dov’è l’amore.

Cher
Cher/Instagram

Insomma, non c’è stata decade in cui, anche solo per un breve periodo, non si sia parlato di Cher. L’ultimo lavoro dell’artista eterna, in continua metamorfosi, risale al 2018 ed è nel sequel di Mamma Mia!, ovvero Mamma Mia! Ci risiamo, per il quale ha realizzato anche alcune cover di brani degli ABBA, uscite nell’album di cover Dancing Queen. Instancabile, eternamente diva, Cher è la quintessenza del pop. Di quello di qualità, che ancora oggi fa scuola.

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.