Ucraina, la guerra per il Donbass. Erdogan ritenta una mediazione

Il presidente turco telefona a Putin e a Zelensky per provare a portarli a un tavolo della pace

Precipita la situazione bellica in Ucraina. Le forze russe avanzano verso il centro della città di Severodonetsk, nell’oblast di Lugansk, in Donbass. Per il ministro degli Esteri di Mosca, Lavrov, la “liberazione” delle regioni di Donetsk e Lugansk “è una priorità assoluta”.

Ucraina, la guerra per il Donbass. Erdogan ritenta una mediazione
Recep Tayyip Erdoğan, 68 anni, presidente della Turchia. Foto Twitter @RTErdogan

Le forze russe hanno reso noto di avere distrutto una postazione ucrainadove i nazionalisti avevano posizionato artiglieria inviata dall’Italia“. La prima nave da carico lascerà intanto oggi 30 maggio il porto di Mariupol dopo due mesi di blocco. Lo riferisce il canale televisivo Rossiya-24 citato dall’agenzia russa Interfax. Mentre una forte esplosione si è avvertita questa mattina nel centro della città ucraina orientale di Melitopol. Per quanto riguarda Severodonetsk, nel Donbass, “i russi stanno avanzando verso il centro della città. I combattimenti continuano, la situazione è molto difficile“. Lo rende noto su Telegram Sergei Gaidai, capo della regione di Lugansk.

Erdogan

Gaidai aggiunge che i “soldati russi uccisi non vengono portati via, l’odore di decomposizione ha riempito la zona“. “La nostra priorità assoluta è la liberazione delle regioni di Donetsk e Lugansk, che ora la Federazione Russa riconosce come Stati indipendenti. Il nostro obiettivo è ovviamente spingere l’esercito e i battaglioni ucraini fuori da queste regioni“, dichiara il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, citato dalla Cnn. Alla domanda se la Russia intenda annettere i territori del Donbass, Lavrov risponde: “Non si tratta di annessione. Si tratta di un’operazione militare richiesta dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk“.

Ucraina, il ruolo della Turchia

Lunedì 30 maggio il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, intende telefonare a Putin e a Zelensky. L’obiettivo è invitarli a “utilizzare tutti i canali del dialogo e della diplomazia” per fermare la guerra. Erdoğan aveva già ospitato a Istanbul, senza successo, negoziati fra delegazioni di ucraini e di russi, lo scorso 29 marzo. Adesso la Russia non crede che le porte per la ripresa del dialogo con l’Occidente siano chiuse, afferma Lavrov. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, fa intanto visita alle truppe al fronte a Kharkiv, la seconda città del paese, e ammette che “le condizioni nel Donbass sono indescrivibilmente difficili“.

Lavrov Russia
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Foto Ansa

Embargo sul petrolio russo?

Gli ambasciatori dei paesi Ue si riuniscono per un ultimo tentativo di trovare l’intesa sull’embargo al petrolio russo, prima dell’avvio dei lavori del Consiglio europeo straordinario. Ieri nuova fumata nera per il veto del premier ungherese, Viktor Orbán, malgrado l’esenzione già stabilita per l’oleodotto che porta il greggio russo a Budapest. L’unità europeaha iniziato a sgretolarsi“, commenta la Germania. Quello che invece dovrebbe diventare “un colpo irreparabile all’Italia” lo minacciano gli hacker filorussi del collettivo Killnet. Pirati informatici già protagonisti degli attacchi delle ultime settimane su cui indaga la Procura di Roma. Il team di risposta dell’Agenzia di cybersicurezza nazionale dirama un alert per “possibili attacchi imminenti a soggetti nazionali pubblici o privati che erogano un servizio di pubblica utilità“.

Petrolio Russia Europa
Petrolio, resta difficile la possibilità di un embargo alla Russia. Foto Ansa

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.