Ucraina, 100 giorni di guerra: “Russia verso controllo totale del Donbass”

L’intelligence britannica spiega che Mosca sta pagando un alto prezzo militare

Si compiono 100 giorni di guerra in Ucraina. La Russia, affermano i servizi d’intelligence britannici, ha ottenuto ormai “un successo tattico” nel Donbass. Nell’Oceano Pacifico la flotta di Mosca ha cominciato un’esercitazione che coinvolge oltre 40 navi da guerra e 20 aerei da combattimento ed elicotteri. 

Ucraina, 100 giorni di guerra: “Russia verso controllo totale del Donbass”
Palazzi bombardati a Donetsk, in Donbass. Foto Ansa

Il ministero della Difesa di Mosca precisa che la nave Maresciallo Krylov e la fregata Maresciallo Shaposhnikov prendono parte all’esercitazione. Assieme a grandi navi e corvette anti-sottomarino, piccole navi anti-sottomarino, dragamine, navi missilistiche e navi ausiliarie. Il programma di addestramento si svolgerà fino al 10 giugno. Per quanto riguarda l’Ucraina, “la Russia sta ottenendo un successo tattico nel Donbass“, sostiene l’intelligence britannica nel suo quotidiano aggiornamento sulla guerra: poche righe rese pubbliche sui social media.

Donbass bombardamenti
Foto Ansa

Mosca, “in seguito al fallimento del progetto iniziale, ha modificato la sua linea operativa concentrandosi sul Donbass“. Le truppe russe avrebbero “il controllo di oltre il 90% dell’oblast di Lugansk” che entro due settimane sarà completo. “Questi recenti successi tattici” spiegano i servizi segreti di Londra, arrivano “pagando un prezzo significativo in termini di risorse“. “Per ottenere il successo la Russia dovrà continuare a investire massicciamente nelle risorse umane e materiali e ciò richiederà probabilmente altro tempo“.

“All’Ucraina le armi Usa”

Dal canto suo il presidente dell’Ucraina, Zelensky, fa sapere in un video su Facebook che “gli Stati Uniti hanno confermato che invieranno nel nostro paese il moderno lanciarazzi HIMARS. “Queste armi ci aiuteranno davvero a salvare la vita del nostro popolo e a proteggere la nostra terra” ha aggiunto. “Sono grato al Presidente Biden, a tutti i nostri amici americani e al popolo degli Stati Uniti per il loro sostegno. Non vediamo l’ora“.

Dmitry Medvedev
Dmitry Medvedev. Foto Ansa/Epa Alexei Nikolsky

Medvedev e l’Ucraina

La risposta del Cremlino non si fa attendere. “Mosca colpirà mortalmente i centri decisionali se Kiev utilizzerà le armi ricevute dagli Stati Uniti contro i territori russi“, afferma il vice capo del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Dmitry Medvedev, in una intervista ad Al Jazeera. La Russia è inoltre pronta “a dialogare su qualsiasi questione, ma ci deve essere il rispetto“. “Abbiamo cercato un accordo attraverso la diplomazia sulle questioni riguardanti l’Ucraina, così come sulle questioni inerenti alle relazioni con la NATO e la sicurezza. Non è successo niente. Nessuno ci ascolta. Gli americani non ci ascoltano, gli europei non ci ascoltano.”

Usa, nuove sanzioni

Gli Stati Uniti hanno intanto annunciato nuove sanzioni contro la Russia. Nella black list del Dipartimento di Stato figurano, fra gli altri, l’oligarca Alexei Mordashov con i suoi famigliari e le sue società, una delle quali leader nella produzione di acciaio. Colpito anche l’oligarca immobiliarista God Nisanov. Non manca inoltre Sergei Roldugin (e familiari), che l’amministrazione americana considera stretto alleato di Putin, oltre che amico personale. E, soprattutto, il money-manager delle ricchezze offshore dello ‘zar’. Infine, il Dipartimento del commercio ha ristretto ulteriormente la capacità dell’esercito russo di ottenere tecnologia Usa e altro materiale necessario per sostenere il conflitto in Ucraina. Ha infatti aggiunto alla sua black list 71 entità in Russia e Bielorussia, portando il totale a oltre 300.

Donbass mappa Ucraina
Le arre di combattimento nel Donbass il 2 giugno 2022. Foto Twitter @TheStudyofWar

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.