Tesla, Elon Musk vuole licenziare 10mila lavoratori

L’uomo più ricco del mondo è anche in polemica con i democratici americani ed alle prese con accuse di molestie sessuali

Il fondatore e amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, ritiene che la società automobilistica americana abbia bisogno di tagliare del 10% i propri dipendenti. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, significa che circa 10mila lavoratori rischiano di perdere il posto.

Tesla, Elon Musk vuole licenziare 10mila lavoratori
Elon Musk. Foto Ansa/Epa Justin Lane

La decisione, si legge in una mail che Musk ha inviato ai dirigenti del gruppo, svelata da Reuters, è legata “a una bruttissima sensazione sull’andamento dell’economia“. Tesla, che produce auto elettriche, in alcuni casi avveniristiche, ha fabbriche negli Stati Uniti ma anche in Cina e a Berlino. E impiega 99.290 dipendenti. Il messaggio arriva a due giorni dalla comunicazione dello stesso Ceo contro lo smart working in azienda. “Chiunque desideri svolgere un lavoro a distanza – ha infatti comunicato Musk ai suoi dipendenti – deve essere in ufficio per un minimo (e intendo minimo) di 40 ore settimanali“. L’alternativa è “lasciare Tesla“.

Elon Musk
Foto Ansa/Epa Justin Lane

L’amministratore delegato ha sottolineato che considererà personalmente le eccezioni per casi specifici. In una mail successiva ha scritto che la nuova regola varrà per tutti. E che non sarà sufficiente lavorare in un generico ufficio di Tesla, bensì in quello più propriamente legato alle attività di ogni singolo dipendente. Ha aggiunto inoltre che, secondo lui, le aziende che stanno consentendo lo smart working non stanno ottenendo buoni risultati sul mercato.

Musk, le accuse di molestie

È un periodo particolare per l’uomo più ricco del mondo, per quanto ciò possa sembrare strano. Adesso si vedrà come reagiranno i lavoratori delle sue fabbriche, messi in stato d’allerta dall’oggi al domani sulla possibilità di perdere il lavoro. E si vedrà anche cosa accadrà di accuse gravi sul piano personale. Secondo Business Insider, una ex dipendente di SpaceX – l’azienda aerospaziale fondata dallo stesso miliardario americano – lo accusa di molestie sessuali. Nel 2016 Musk avrebbe mostrato i genitali alla donna. E le avrebbe proposto un rapporto sessuale. Due anni dopo SpaceX avrebbe versato alla donna 250mila dollari. Obiettivo: chiudere il contenzioso in via stragiudiziale, con l’aggiunta di un accordo di non divulgazione.

Musk Tesla
Foto Twitter @Tesla

Appena la notizia è emersa, nei giorni scorsi, il Ceo di Tesla e di SpaceX ha immediatamente respinto le accuse. E ha definito l’articolo di Business Insider come “politicamente motivato“. “Se fossi incline alle molestie sessuali, difficilmente verrebbero alla luce per la prima volta proprio oggi, in oltre 30 anni di carriera” ha dichiarato Musk. Aspetta intanto di essere risolta un’altra questione di affari. Come è noto Musk è da settimane al centro delle cronache globali per l’acquisto di Twitter. Musk Twitter

Un’operazione che egli stesso ha sospeso, minacciando poi di far saltare l’intesa. Nei giorni scorsi, dopo settimane di polemiche coi democratici (il partito del presidente Biden), che lo accusano di voler dare carta bianca alla disinformazione su Twitter, il miliardario americano ha reagito. “Gli attacchi politici nei miei confronti si intensificheranno drammaticamente nei prossimi mesi” ha detto.

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.