Metaverso, Apple punta sui registi di Hollywood

Jon Favreau in pole position per diventare autore di contenuti

Non si ferma un istante la competizione per il metaverso ed emerge che Apple vuole reclutare registi di Hollywood. Obiettivo: produrre contenuti d’autore per il visore a realtà aumentata e virtuale.

Metaverso, Apple punta sui registi di Hollywood
Il regista Jon Favreau: Apple lo vorrebbe in 'squadra'. Foto Ansa/Epa Nina Pommer

Il primo che Apple vorrebbe reclutare a questo scopo sarebbe Jon Favreau che tra le altre cose ha diretto Iron Man con Robert Downey Jr. L’indiscrezione arriva dal New York Times. Secondo la testata, il dispositivo della Mela arriverà il prossimo anno. Vale a dire quasi quasi 15 anni dopo la rivoluzione dell’iPhone. La big tech di Cupertino starebbe quindi arruolando registi di calibro per sviluppare contenuti video. Il tutto per un visore che dovrebbe portare Apple nel settore della realtà mista, il metaverso, appunto. Parliamo del ‘terreno’ digitale del futuro, su cui stanno già scommettendo Microsoft, Google e la società madre di Facebook: Meta.

Apple Metaverso Favreau
Il regista Jon Favreau. Foto Ansa/Epa Nina Pommer

È la prossima frontiera” spiega al New York Times Carolina Milanesi, analista tecnologica di Creative Strategies. Per Apple “si tratta di una nuova esperienza e di una opportunità per coinvolgere i consumatori. Con un dispositivo e nuove esperienze anche con i contenuti“. Lo sviluppo di contenuti di realtà virtuale e strumenti software da parte di Apple è fondamentale per creare esperienze che diano uno scopo al suo visore. Per renderlo utile, spiegano gli analisti, dovrà disporre di contenuti molto più ampi e variegati rispetto a quelli rivolti al mondo di nicchia degli amanti dei videogiochi.

Apple, un lungo percorso

Apple ha iniziato questo percorso qualche anno fa: nel 2017 ha lanciato ARKit, che consente agli sviluppatori di utilizzare la fotocamera dell’iPhone e i sensori di movimento. L’obiettivo del programma è di posizionare oggetti digitali nel mondo reale e consentire alle persone di interagire. Secondo il New York Times i progressi sulla realtà mista non saranno in risalto alla conferenza degli sviluppatori di Cupertino che si apre oggi 6 giugno negli Stati Uniti. Una convention che gli organizzatori dedicheranno invece, in gran parte, all’aggiornamento dei software della Mela. Apple potrebbe anche annunciare un MacBook Air riprogettato con bordi più sottili rispetto ai modelli attuali e processori aggiornati. Di certo la Wwdc 2022 – Apple Worldwide Developers Conference – non tradirà le attese. La conferenza annuale per sviluppatori di Apple promette meraviglie.

apple metaverso

Ma cos’è il metaverso? La prima volta che si usò questo termine fu all’interno del romanzo di fantascienza Snow Crash del 1992 di Neal Stephenson, hanno ricordato su Agendadigitale.eu Laura Cavallaro e Beatrice Medved. Di fatto oggi il metaverso riguarda uno spazio di ibridazione tra realtà digitale e realtà fisica. Una sorta di nuovo mondo a cui può accedere un numero illimitato di individui. I quali poi possono svolgere azioni e interazioni di svago, commerciali, o di lavoro utilizzando e ‘incrociando’ diverse piattaforme e tecnologie.

Metaverso Apple
Foto Ansa

 

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.