Auto sulla folla a Berlino, un morto e 8 feriti. Fermato un uomo: “Stava scappando”

Bloccato il conducente, dinamica da chiarire. Il fatto vicino a dove nel 2016 fu compiuto un attentato

Investigatori al lavoro a Berlino sul caso di un’auto piombata all’improvviso sulla folla nel quartiere di Charlottenburg, oggi mercoledì 8 giugno. Una persona è morta, 8 i feriti. La polizia ha fermato poco dopo il guidatore: non si esclude un atto volontario.  

Auto sulla folla a Berlino, un morto e 8 feriti. Fermato un uomo: “Stava scappando”
Lauto piombata sulla folla a Berlino ha poi sfondato la vetrina di un negozio. Foto Ansa/Epa Filip Singer

AGGIORNAMENTO ORE 16:30 – La vittima sarebbe un’insegnante di 51 anni che accompagnava una scolaresca dell’Assia. Tra i feriti 5 persone sono in pericolo di vita e 3 in condizioni gravi. Il conducente della Renault Clio arrestato sarebbe un 29nne. Secondo il portavoce della polizia “non è ancora chiaro se si tratti di un incidente o di un’azione intenzionale“. Nel veicolo che si è scagliato contro la folla, riporta il quotidiano Bild, sarebbe stata trovata una lettera di rivendicazione e confessione.

Sono 8 le persone rimaste ferite e c’è una vittima a Berlino, dopo che un’auto ha investito un gruppo di persone nel cuore della capitale tedesca a Charlottenburg. Una precedente notizia in cui si indicavano in 30 i feriti era “la segnalazione avuta dai pompieri subito dopo il fatto“, ha chiarito un portavoce dei vigili del fuoco ridimensionando la cifra delle persone coinvolte in quello che, apparentemente, è un incidente. Ma la dinamica resta da chiarire.

Berlino incidente
Foto Ansa/Epa Filip Singer

La segnalazione ai pompieri è arrivata alle 10.30. Sul posto si sono recate oltre 60 unità dei vigili del fuoco. L’auto che ha travolto il gruppo è una Renault. Dopo aver colpito in pieno le persone il veicolo ha sfondato la vetrina di una boutique (foto sopra). Numerose le ambulanze accorse per soccorrere i feriti, alcuni dei quali sono in gravi condizioni. Sul luogo si è formato un primo punto di soccorso.

Berlino morti feriti auto folla
Foto Ansa/Epa Filip Singer

Lo shock nella capitale tedesca è ancora forte. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un incidente o di un atto deliberato. Ma il luogo è vicinissimo a quello dell’attentato in cui persero la vita 12 persone nel 2016. Ossia quando il tunisino Anis Amri dirottò un camion, uccise l’autista e, mettendosi alla guida, travolse la folla al mercatino di Natale.

Berlino, “passanti bloccano l’investitore

A fine mattinata di oggi mercoledì 8 giugno la polizia di Berlino ha confermato di aver fermato un uomo, il conducente della Renault. Al momento c’è riserbo sui dettagli. Dopo aver investito il gruppo di passanti, l’uomo alla guida dell’auto è tornato sulla corsia e si è schiantato contro la vetrina di un negozio 200 metri più avanti. È uno dei dettagli emersi dal prime indagini della polizia sul posto, che le forze dell’ordine berlinesi hanno rilasciato a giornalisti e tv circa la dinamica dei fatti. Gli inquirenti hanno subito messo sotto interrogatorio l’autista del mezzo per chiarire la natura del fatto.

Berlino morti
Foto Ansa/Epa Filip Singer

Secondo alcuni testimoni che hanno parlato con il popolare quotidiano Bild, il conducente dell’auto piombata sulla folla avrebbe provato a fuggire a piedi e sarebbero stati alcuni passanti stessi a bloccarlo e a consegnarlo proprio alle forze dell’ordine.

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.