Draghi e Macron, l’alleanza di ferro

Il premier italiano apre a Parigi la Conferenza dell’Ocse dopo l’incontro col capo di Stato francese

Si rafforza l’asse Italia-Francia nel panorama della politica europea globale. Il premier Mario Draghi apre giovedì 9 giugno la riunione dell’Ocse a Parigi, dopo aver incontrato il capo dello Stato francese, e presidente di turno dell’Unione europea, Emmanuel Macron.

Draghi e Macron, l’alleanza di ferro
Mario Draghi ed Emmanuel Macron all'Eliseo. Foto Ansa/Filippo Attili

Conclusasi all’Eliseo poco dopo la mezzanotte la cena di lavoro fra Draghi e Macron, stamattina il presidente del Consiglio italiano ha pronunciato nella sede dell’Ocse a Parigi il discorso di apertura della Conferenza ministeriale di questo organismo. A presiedere la ministeriale, quest’anno, è appunto l’Italia. “Gli sforzi che occorrono per le sanzioni verso la Russia – ha detto il premier all’Ocse – dovremo renderli sostenibili nel tempo“.

Draghi Macron
Draghi e Macron. Foto Ansa/Filippo Attili

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico è un’assemblea consultiva. I 38 paesi membri, di ogni parte del mondo, si scambiano informazioni di tipo economico e politico. E si coordinano per la risoluzione dei problemi comuni. Fra gli ultimi Stati che hanno aderito all’Ocse ci sono Colombia, Lituania e Costa Rica. Nella cena dell’Eliseo, Draghi e Macron hanno fatto il punto sui prossimi vertici del G7 e della NATO, in programma a fine mese, e sul Consiglio europeo del 23 e 24 giugno a Bruxelles. L’asse della cooperazione franco-italiana è sempre più stretto, differentemente da quanto avvenuto ancora nel recente passato. Una realtà che si è storicamente rafforzata già con il Trattato del Quirinale, firmato lo scorso mese di novembre. Un’intesa a lungo termine per una cooperazione sempre più ravvicinata su economia, cultura, giustizia e migrazioni.

Draghi accolto come uno statista

Sintomatico il modo in cui Emmanuel Macron ha accolto Mario Draghi all’Eliseo, l’8 giugno. Il presidente francese non ha aspettato, come da prassi, che Draghi uscisse dall’auto diplomatica e salisse la breve gradinata ma gli è andato incontro per non farlo attendere. Una cordialità, politicamente ben calcolata, che riflette però anche il sentimento di ammirazione di Macron verso l’ex governatore della Banca centrale europea.

Draghi
Foto Ansa/Ettore Ferrari

Emmanuel Macron ha accolto Draghi chiamandolo da lontano per nome, prima di abbracciarlo. Il presidente della Francia ha quindi ringraziato in italiano i media presenti, prima di avviarsi insieme al presidente del Consiglio verso i saloni dell’Eliseo, sede della Presidenza della Repubblica. Al centro dei temi affrontati, gli sviluppi della guerra in Ucraina e il sostegno a Kiev. Così come la sicurezza alimentare e il rafforzamento dell’autonomia europea in materia di difesa e di energia. Quest’ultimo aspetto, in particolare, nell’ottica di una strategia diversificata per gli approvvigionamenti, e di una minore dipendenza energetica dalla Russia.

Ocse
Il capo Ocse, Mathias Cormann, e la capo economista Laurence Boone. Foto Ansa/Epa Christophe Petit Tesson

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.