Assalto al Congresso, Trump sulla graticola: “Ha cercato di fare un golpe”

Negli Usa prima udienza della Commissione d’inchiesta parlamentare sui fatti del 6 gennaio 2021

Donald Trump al centro della prima udienza della Commissione d’inchiesta sull’assalto al Campidoglio di Washington, sede del Congresso Usa, del 6 gennaio 2021.

Assalto al Congresso, Trump sulla graticola: “Ha cercato di fare un golpe”
Un momento dell'udienza sull'assalto al Congresso. Foto Ansa/Epa Jim Lo Scalzo

L’atteso appuntamento si è tenuto venerdì 10 giugno. Secondo i parlamentari l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha acceso la miccia, metaforicamente parlando, del tentato golpe dello scorso anno. Come è noto, migliaia di persone, seguaci di Trump da poco sconfitto alle elezioni presidenziali da Joe Biden, assaltarono letteralmente il Congresso. Penetrarono all’interno travolgendo il cordone dei pochi poliziotti presenti e si scontrarono con le forze dell’ordine anche dentro l’edificio. Deputati e senatori furono fatti scappare da uscite secondarie.

Trump udienza
Secondo da sinistra, Bennie Thpmpson, terza, Liz Cheney. Foto Ansa/Epa Jim Lo Scalzo

Si stava svolgendo la cerimonia di ufficializzazione dei risultati elettorali, con la formale proclamazione della vittoria di Biden. Gli assalitori pro-Trump, contestando duramente i risultati, accusavano di brogli i democratici. Gli scontri tra manifestanti e polizia furono violenti. Alla fine si contarono 4 morti (più una quinta vittima dopo i fatti), decine e decine di feriti e 52 arresti. Nella prima udienza del 10 giugno la Commissione d’inchiesta sui fatti ha prodotto nuove immagini inedite in un filmato di circa 10 minuti. C’è anche la testimonianza di una degli agenti feriti. Nel video appaiono inoltre spezzoni di testimonianze a porte chiuse. La seduta odierna, durata due ore, è stata trasmessa in diretta televisiva.

“Democrazia ancora in pericolo”

Il 6 gennaio e le bugie che hanno portato all’insurrezione hanno messo due secoli e mezzo di democrazia a rischio. La nostra democrazia resta in pericolo. Il complotto” all’origine dell’assalto “non è finto” ha detto il presidente della Commissione di indagine sul 6 gennaio, Bennie Thompson. A suo dire quello dello scorso anno è stato un “tentato colpo di Stato“. E Trump il suo ispiratore. Nel 1814 “una forza straniera” aveva assaltato il Campidoglio, ha ricordato Thompson. Si riferiva al Regno Unito, nella guerra che vide contrapposti gli americani agli inglesi. Il 6 gennaio 2021, invece, si è trattato di “nemici interni” ha sottolineato.

Assalto Campidoglio
Un’immagine dell’assalto al Congresso il 6 gennaio 2021. Foto Twitter @Reuters

Tutte persone che, secondo il presidente della Commissione d’inchiesta, Trump aveva incoraggiato a dare l’assalto a Capitol Hill. Bennie Thompson ha quindi definito “patriota” e “amicaLiz Cheney, deputata repubblicana nemica giurata dell’ex presidente. La quale ha sostenuto che Trump aveva un “sofisticato piano in sette punti” per capovolgere il voto e restare al potere. “Vedrete le prove su ogni punto del piano“, ha detto. E ha ricordato la pressione esercitata da Trump sul suo vice Mike Pence affinché rifiutasse il conteggio dei voti elettorali.

Trump scaricato dalla figlia Ivanka

Liz Cheney ha quindi presentato spezzoni delle testimonianze dell’ex ministro della Giustizia di Trump, William Barr, e della figlia del tycoon, Ivanka. “Ho avuto tre discussioni con il presidente e gli ho detto chiaramente che non credevo che le elezioni fossero rubate“, ha detto Barr. “Rispetto Barr e ho accettato” quanto ha detto sulle elezioni ha messo in evidenza Ivanka. A descrive quelle ore drammatiche è stata Caroline Edwards, una poliziotta rimasta ferita. Ha raccontato “scene di guerra“, i “volti di quegli americani come lei” che l’hanno insultata. La sua testimonianza ha chiuso la prima udienza. Per il portavoce di Donald Trump, Taylor Budowich, si è trattato di un “circo“.

Trump Ivanka
Ivanka Trump nel video mostrato sui fatti del 6 gennaio 2021. Foto Ansa/Epa Jabin Botsford

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.