Matrimonio e diritti LGBTQIA+: la situazione in Italia e all’estero

Nonostante, in Italia, dal 2016 siano state approvate le unioni civili tra persone dello stesso sesso ci sono ancora molti passi in avanti da fare

A che punto è la situazione dei matrimoni e dei diritti LGBTQIA+ nel nostro Paese? Una riflessione che nel mese di giugno assume un’importanza particolare in quanto si celebra il Pride Month, il mese dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+. 

Matrimonio e diritti LGBTQIA+: la situazione in Italia e all’estero
ph. credits: Foto Senza Posa_via Matrimonio.com

Si tratta di un momento di particolare unità e solidarietà organizzato per protestare contro le violenze e le discriminazioni, basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Ciò a sostegno della parità di diritti civili delle coppie LGBT. Per questa speciale occasione matrimonio.com, portale di riferimento del settore nuziale in Italia del gruppo The Knot Worldwide e portabandiera dell’amore in tutte le sue sfumature, fa il punto della situazione sull’argomento. Si passa in rassegna i paesi che hanno legalizzato il matrimonio egualitario e/o le unioni civili. Si mettono in luce anche quelli in cui, purtroppo, c’è ancora moltissima strada da fare.

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La situazione in Italia: unioni civili sì, matrimonio no

Nonostante, in Italia, dal 2016 siano state approvate le unioni civili tra persone dello stesso sesso (legge Cirinnà, n.d.r.) c’è ancora molto da fare. Il tutto affinché il nostro Paese possa essere considerato queer friendly. L’approvazione di questa legge è stato il primo passo verso il riconoscimento dei diritti e doveri di quelle coppie che non avevano nessuna tutela legale.

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Tuttavia, nonostante l’unione civile abbia caratteristiche simili al matrimoniorimangono alcune importanti differenze tra i due. Le tempistiche per ottenere lo scioglimento del vincolo, pressoché azzerate nell’unione civile contro il minimo sei mesi di attesa nel matrimonio. Il non obbligo di fedeltà. Ma anche la scelta di un unico cognome che rappresenti la famiglia e, ultimo ma non per importanza, l’impossibilità di adottare un bambino o di ricorrere alla procreazione assistita. Rimane ancora in standby l’approvazione del DDL Zan, una proposta di legge che prevede l’inasprimento delle pene contro i crimini d’odio e le discriminazioni nei confronti dell’omofobia e non solo.

Matrimonio e diritti LGBTQIA+: i fornitori di nozze in Italia

Secondo un sondaggio dedicato alle coppie LGBT con data di nozze prevista fino al 2024, l’80% dichiara che i fornitori contattati durante l’organizzazione si stanno dimostrando disponibili nei confronti delle loro richieste. “È stato un giorno memorabile. Pieno di emozioni e gioia, già alla cerimonia praticamente tutti piangevano, rimarrà per sempre nei nostri cuori.”- affermano gli sposi Manuel e Mario. Solo l’8,6% ha avuto qualche problema con alcuni fornitori, spiegando che gli attriti più ricorrenti riguardano la poca flessibilità nell’accettare cambiamenti come data, condizioni etc. (66,7%). Dai dati emerge che nessuno dei partner contattati si è rifiutato di lavorare per il loro matrimonio.

Matrimonio egualitario legale vs pena di morte

Uno studio statunitense pubblicato nel 2019 sottolinea che la legalizzazione del matrimonio egualitario contribuisce a ridurre l’omofobia nella società. Da quanto si evince, il pregiudizio è diminuito due volte più velocemente laddove le unioni tra persone dello stesso sesso sono diventate legali. I paesi a livello mondiale ad aver recentemente legalizzato i matrimoni egualitari sono la Svizzera (2021), il Cile (2021), la Costa Rica (2020) e l’Austria (2019).

ph. credits: Michele Dell’Utri-via Matrimonio.com

Matrimonio e diritti LGBTQIA+: l’Europa

Questi paesi si sono aggiunti alla lista degli Stati in cui tutte le coppie godevano già degli stessi diritti e doveri. Attualmente, secondo il report annuale dell’ILGA (International Lesbian and Gay Association), in Europa sono diciassette i paesi in cui il matrimonio egualitario è legale. Paesi Bassi (il primo Paese al mondo, nel 2001), Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Portogallo, Spagna, Regno Unito, Svezia, Svizzera e Austria. A questi si sommano le dieci nazioni europei che riconoscono le unioni civili: Andorra, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Liechtenstein e Slovenia.

Al di fuori del nostro continente, oltre ai sopra citati, il matrimonio egualitario è riconosciuto in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Colombia, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Groenlandia, Ecuador, Islanda, Uruguay. Purtroppo esistono ancora paesi nei quali le relazioni tra persone dello stesso sesso vengono considerate un delitto punibile con la pena di morte. Tra questi: Brunei, Iran, Mauritania, Nigeria, Arabia Saudita, Yemen. 

Moda & Style

Giornalista di moda e costume, organizzatrice di eventi e presentatrice. Consegue la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa all’Università “La Sapienza” di Roma. Muove i primi passi lavorativi con gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari. Da oltre quindici anni è il Direttore Eventi della Coffee House del prestigioso museo Palazzo Colonna a Roma; a cui di recente si è aggiunto quello di Direttore Eventi della Galleria del Cardinale Colonna. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. Come consulente è specializzata nella realizzazione sia di eventi aziendali, sia privati. Scrive di moda, bon ton (con una sua rubrica), arte e spettacolo. Esperta conoscitrice dei grandi nomi della moda italiana, delle nuove tendenze del Fashion e del Made in Italy. Cura anche la rubrica di Velvet dedicata al Wedding.