Ucraina, Zelensky: “Italia garante nelle trattative con Mosca”

Ma Kiev chiede anche più aiuti, armi ed equipaggiamenti moderni

Volodymyr Zelensky si aspetta che la Russia intensifichi gli attacchi sul territorio dell’Ucraina la prossima settimana. E con sempre maggior forza chiede “armi ed equipaggiamenti moderni” ma anche “rifornimenti e alimenti”. Tuttavia pensa anche a possibili trattative e chiama in causa l’Italia.

Ucraina, Zelensky: “Italia garante nelle trattative con Mosca”
Foto Ansa/Telegram/Zelensky

Sul territorio i combattimenti continuano. “Dopo un allarme lanciato verso le 14 ora locale, a Odessa ci sono attacchi missilistici” scrive Ukrainska Pravda. Su Telegram il deputato Oleksiy Honcharenko lancia un appello a ripararsi “nei rifugi antiaerei“. Intanto, il Consiglio Ue esprime la “sua profonda preoccupazione” per il fatto che le popolazioni vulnerabili si trovino ad affrontare livelli d’insicurezza alimentaresenza precedenti“.

Ucraina Zelensky
Foto Ansa/Telegram/Zelensky

L’Ue è “pienamente impegnata a collaborare con i suoi partner globali” per gestire le peggiori conseguenze della guerra in Ucraina “sulla sicurezza alimentare” recita un documento del Consiglio. “La guerra di aggressione ingiustificata, non provocata e illegale della Russia contro l’Ucraina ha drammaticamente aggravato la crisi della sicurezza alimentare“.

Ucraina, la guerra sarà lunga

Sulla situazione della guerra in Ucraina, che dura ormai da quasi 4 mesi, nuovo intervento anche del segretario della NATO, Jens Stoltenberg via Twitter. “È bello dare il benvenuto alla Presidente Von der Leyen prima del vertice di Madrid la prossima settimana. La NATO e l’Ue sono al fianco degli ucraini che continuano a difendersi dalla brutale guerra della Russia. Continueremo a supportare a lungo l’Ucraina, nostro stretto partner“. Stoltenberg ha ricevuto lunedì 20 giugno la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

Ucraina Stoltenberg
Foto Ansa/Olivier Hoslet

Zelensky: “Grazie Italia

Ma oggi è stata una giornata significativa anche sotto un altro aspetto: quello apparentemente trascurato di possibili future trattive di pace per porre fine alla guerra in Ucraina. Sul tema è intervenuto Volodymyr Zelensky. Per eventuali trattative con la Russia ci servono “garanzie di sicurezza per il futuro, e crediamo che l’Italia dovrebbe essere tra i garanti. Ringraziamo per il sostegno il Governo italiano“. Sono appunto le parole che Zelensky ha pronunciato intervenendo in videocollegamento al Global Policy Forum dell’Ispi a Milano. “Sosteneteci“, ha aggiunto il presidente ucraino. “L’Ucraina ha bisogno di aiuto: rifornimenti, alimenti, armi ed equipaggiamenti moderni” ha sottolineato.

Ucraina, la risoluzione italiana

L’intervento di Zelensky si è svolto alla vigilia del voto, domani 21 giugno al Senato, per una risoluzione del Parlamento che consegni un indirizzo politico al Governo Draghi sulla guerra della Russia in Ucraina. E ciò in vista del Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles il 23 e 24 giugno. Sul tema è scontro all’interno del Movimento Cinque Stelle, la maggior forza parlamentare.

Ucraina Di Maio
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Foto Ansa/Alessandro Di Meo

Un più pieno e costante coinvolgimento del Parlamento con riguardo alle linee di indirizzo politico del Governo italiano nei più rilevanti consessi europei e internazionali” è ciò che chiede il Consiglio nazionale di M5S in una nota. Coinvolgimento del Parlamento anche sull’ “eventuale decisione di inviare a livello bilaterale nuove forniture militari, funzionale a rafforzare il mandato del presidente del Consiglio in tali consessi“. Sono questi i punti su cui M5S “auspica che l’intero Parlamento o, quantomeno, i gruppi parlamentari che sostengono il Governo possano convenire“.

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.