Ucraina, la Russia convoca l’ambasciatore italiano a Mosca

Guerra sempre più feroce nel Donbass. Per Kiev gli invasori hanno deportato in Russia oltre un milione di persone fra cui 240mila bambini

Peggiorano i rapporti fra Italia e Russia a causa della guerra in Ucraina. Il ministero degli Esteri di Mosca ha convocato l’ambasciatore italiano, Giorgio Starace. Non è un buon segno: può preludere a un ammonimento se non all’espulsione di diplomatici italiani.

Ucraina, la Russia convoca l’ambasciatore italiano a Mosca
L'ambasciatore italiano in Russia, Giorgio Starace

Il ministero russo non ha reso note le ragioni della convocazione dell’ambasciatore Starace. Ma ciò avviene oltre un mese dopo l’espulsione di 24 diplomatici italiani per rappresaglia all’espulsione di 30 diplomatici dell’ambasciata russa a Roma. La guerra in Ucraina è ormai giunta al suo 118° giorno. A Kherson, nel Sud, gli occupanti filorussi promuoveranno un referendum per l’annessione a Mosca. Dovrebbe svolgersi in autunno. Kiev aggiorna intanto il numero dei deportati ucraini: “I russi hanno portato via 1,2 milioni di civili, 240mila sono bambini“. E Zelensky attacca Mosca. “La Russia – dice – è un male che va fermato sul campo di battaglia“. Il Cremlino, secondo cui quella in Ucraina “sarà una guerra di lunga durata“, invece richiama, come detto, l’ambasciatore italiano.

Starace ambasciatore Italia Russia
L’ambasciatore italiano in Russia, Giorgio Starace

I bombardamenti devastano il Donbass. L’esercito russo sta infliggendo “distruzioni catastrofiche” a Lysychansk, una città ucraina vicina a Severodonetsk nella regione orientale del Donbass. Lo ha dichiarato il governatore della regione di Lugansk, Sergei Gaidai. “Combattimenti in corso nella zona industriale di Severodonetsk e distruzioni catastrofiche a Lysychansk“, ha scritto Gaidai su Telegram. Il governatore del Lugansk ha affermato inoltre che che “le ultime 24 ore sono state difficili” per le forze ucraine.

Ucraina all’attacco sul Mar Nero

Tuttavia, l’Ucraina ha “in gran parte neutralizzato” la minaccia rappresentata dalla Russia nel Mar Nero nord-occidentale. Lo riporta l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese. Il rapporto, pubblicato dal ministero della Difesa su Twitter, sottolinea che Kiev ha utilizzato con successo contro i russi i missili anti nave Harpoon donati dall’Occidente. E ha così distrutto il rimorchiatore Spasatel Vasily Bekh mentre era in missione di rifornimento vicino all’Isola dei Serpenti.

Quella in Ucraina sarà una crisi di lunga durata” ha dichiarato, dal canto suo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista al canale televisivo statunitense MSNBC. Durante questa crisi, l’Occidente ha dimostrato il suo vero atteggiamento nei confronti della Russia, ha sostenuto Peskov. “Noi non ci fideremo mai più” ha aggiunto.

Sanzioni alla Russia

E sulle guerra delle sanzioni alla Russia, cui si accompagna, come ritorsione, il taglio del gas all’Occidente da parte di Mosca, è intervenuto il cancelliere tedesco, Olaf Scholz. Le sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina “fanno male anche a noi, alle nostre imprese, ma sono giuste” ha detto Scholz. Il successore di Angela Merkel ha parlato in occasione della Giornata dell’industria, organizzata a Berlino dalla Bdi – Federazione dell’industria tedesca. Scholz ha sottolineato che “libertà, democrazia e solidarietà hanno un prezzo e siamo pronti a pagarlo“. E ha poi ringraziato il mondo produttivo e industriale tedesco per il sostegno alle sanzioni contro la Russia.

 

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Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.