Meryl Streep, un volto e mille anime: mai nessuna come lei

Dagli Anni Settanta regna ormai incontrastata sul grande schermo ed è riconosciuta come una delle migliori attrici mai esistite

Poche volte nella vita è capitato che esistesse qualcosa di talmente eccezionale da mettere d’accordo tutti: è questo il caso di Meryl Streep. Ad oggi è riconosciuta a livello unanime come una delle più grandi interpreti di sempre, in grado di spaziare tra i generi.

Meryl Streep, un volto e mille anime: mai nessuna come lei
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Meryl Streep potrebbe interpretare Batman e sarebbe comunque la scelta giusta“, affermava Cam nella celebre sitcom Modern Family. Pur non avendo il phisique du role dell’Uomo Pipistrello, infatti, riuscirebbe sicuramente a trovare la quadra per calarsi al meglio nei panni. Nel corso di circa sei decenni, infatti, Meryl Streep ha fatto letteralmente di tutto. Dal comico al drammatico; dal fantasy al thriller, fino al musical: non esiste genere cinematografico in cui l’interprete non si sia cimentata.

Meryl Streep
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Vincitrice di tre Premi Oscar, uno come Non Protagonista (Kramer contro Kramer) e due come Protagonista (La scelta di Sophie, The Iron Lady) è l’attrice ad aver conseguito più nomination in assoluto, ad oggi ventuno. Detiene inoltre il record per il maggior numero di candidature e vittorie ai Golden Globes: a fronte di trentuno nomination, Meryl Streep ha portato a casa la statuetta per nove volte.

Mamma Mia… che talento Meryl Streep!

Nata il 22 giugno 1949 a Summit, nel New Jersey, Mary Louise Streep si è interessata seriamente alla recitazione solo nel 1969, a differenza di altri suoi colleghi, che già nell’infanzia hanno mostrato velleità artistiche. Di lei, infatti, il suo professore universitario Clinton J. Atkinson ha raccontato: “Non penso che nessuno abbia insegnato a Meryl a recitare. Se lo è insegnato da sola“. Dopo aver conseguito la laurea Yale, si è trasferita a New York, prendendo parte a diverse rappresentazioni teatrali del New York Shakespeare Festival. Fino ad allora, non l’aveva mai solleticata l’idea di tentare una carriera sul grande schermo: le cose sono cambiate radicalmente nel 1976, in seguito alla visione di Taxi Driver di Martin Scorsese.

Meryl Streep a Venezia
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La pellicola e, in particolare, la recitazione di Robert De Niro, hanno dunque spinto Meryl Streep a tentare diverse audizioni, fino all’ormai famigerato provino per King Kong. In quell’occasione, infatti, Dino De Laurentiis, che era il produttore del film, ha commentato causticamente l’aspetto dell’attrice, rivolgendosi al figlio: “Che brutta! Perché me l’hai portata?”. Senza scomporsi più di tanto, l’attrice, che capiva l’italiano, ha replicato: “Mi dispiace non essere bella abbastanza per il tuo film, ma la tua è solo un’opinione tra tante e ora vado a trovarne una più gentile.” Con il tempo, quella che poteva sembrare l’unica ‘pecca’, è divenuto uno dei punti di forza di Meryl Streep. Il suo volto caratteristico e spigoloso, simbolo di una bellezza non convenzionale, rivelò ben presto il suo potere magnetico sul grande schermo.

Meryl Streep Oscar
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Dopo il ciak di inizio riprese, Meryl si trasformava all’improvviso: nel corpo, nella voce, nelle movenze, in ogni singola sfumatura che quel volto, senza mai rinunciare alla sua particolarità, riusciva a conferire. Il consenso della critica non tardò ad arrivare. Dopo il suo esordio al cinema nel 1977, l’anno successivo è protagonista della miniserie Olocausto, che le ha fatto vincere il primo Emmy Award. Sempre nel 1978, ha ottenuto la prima nomination al Premio Oscar per Il cacciatore, vincendo la statuetta nel 1979 per Kramer contro Kramer. Solo quattro anni più tardi, con La scelta di Sophie, Meryl Streep ha ottenuto il secondo Oscar, primo come Protagonista. Dovrà aspettare circa trent’anni per ricevere la terza statuetta, per The Iron Lady.

Gli altri ruoli più iconici

Oltre alle mirabili prove drammatiche, Meryl Streep ha conquistato il suo pubblico anche grazie alle numerose commedie cui ha preso parte. Impossibile, in tal senso, non citare l’iconica Miranda Priestly ne Il diavolo veste Prada (2006). Quel fare da villain, con la replica piccata sempre pronta: da “avanguardia pura” al famoso monologo sul ceruleo che, ricordiamolo, “non è turchese, non è lapis” hanno lasciato un solco indelebile. Ciononostante, per sua stessa ammissione, la Streep non si è vissuta nel migliore dei modi quel momento. In occasione della reunion organizzata da Entertainment Weekly, per celebrare in quindici anni della pellicola, l’interprete ha confessato: “Ero nella mia roulotte e potevo sentirli tutti, gli altri membri del cast e i tecnici della troupe, che si divertivano e ridevano fra loro. Mentre io ero così depressa!

Come si potrebbe immaginare Meryl Streep senza la sua Francesca de I ponti di Madison County, diretto e interpretato da Clint Eastwood? Pur non avendo apprezzato l’omonimo romanzo da cui il film è tratto, l’interprete si è lasciata conquistare dalla sceneggiatura e dal personaggio da lei interpretato, una donna italo-americana. Per prepararsi al meglio, Streep ha preso ispirazione da Sophia Loren e Anna Magnani, in particolar modo visionando Mamma Roma.

Da Mamma Roma a Mamma Mia! è un attimo. Nel ruolo di Donna Sheridan, protagonista del musical basato sulle canzoni degli ABBA, Meryl Streep ci ha fatto ballare a suon di Dancing Queen, Money, Money, Money e le altre storiche hit del gruppo svedese. È impossibile inoltre non ricordare la sua Madeline Ashton ne La morte ti fa bella, al fianco di un’altrettanto esplosiva Goldie Hawn. Infine, tra le sue interpretazioni più iconiche, sono imprescindibili la Karen Blixen de La mia Africa, Karen Silkwood in Silkwood e Clarissa Dalloway in The Hours. Insomma, come direbbe Miranda Priestley: “È tutto!” O meglio: è tutto, per ora, nella speranza che ci regali nuove iconiche performance.

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.