Consiglio europeo: “Ucraina e Moldavia presto nell’Unione”

Storico vertice per l’allargamento della Ue ai paesi dell’Est, compresi Georgia, Albania, Serbia e Macedonia

Il Consiglio Europeo che si apre oggi 23 giugno a Bruxelles sarà un summit geopolitico. I capi di Stato e di Governo si concentreranno su tre grandi temi. Il primo è la concessione all’Ucraina e alla Moldavia dello status di paesi candidati all’adesione all’Unione. 

Consiglio europeo: “Ucraina e Moldavia presto nell’Unione”
Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Foto Ansa/Epa Stephanie Lecocq

Una concessione che “tutti i leader dovrebbero sostenere“, spiega un alto funzionario del Consiglio Ue. Alla Georgia, come proposto dalla Commissione, l’Unione dovrebbe garantire una “prospettiva europea“. Con il programma di tornare a valutare la concessione dello status di candidato dopo che Tbilisi avrà attuato una serie di riforme. La concessione dello status di candidati si accompagnerà alla richiesta alla Commissione di riferire al Consiglio su ogni passo del processo e sui progressi fatti dai Paesi.

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Foto Ansa/Epa Stephanie Lecocq

Anche la presidente Ursula von der Leyen, parlando alla miniplenaria del Parlamento Europeo a Bruxelles, si è detta certa che i leader del Consiglio valideranno la proposta della Commissione.  Perché “la storia della nostra Unione è una storia di democrazie giovani che si fanno più forti unendosi. È la storia della rinascita della Germania dopo la guerra, la storia della Grecia, della Spagna e del Portogallo che si lasciano rapidamente alle spalle la dittatura a favore della democrazia“.

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L’Ue si appresta dunque a fare un passo storico, dando una prospettiva europea a tre Paesi che hanno sul proprio territorio truppe di occupazione russe. Si tratta dell’Ucraina in Crimea, nell’est e nel sud, la Moldavia in Transnistria e la Georgia in Abkhazia e Ossezia del Sud. I leader del Consiglio ribadiranno il sostegno finanziario all’Ucraina, anche se sul pacchetto di 9 miliardi cui lavora la Commissione non si registra grande urgenza. Kiev, infatti, per ora disporrebbe di risorse a sufficienza per far funzionare lo Stato. Anche stampando moneta.

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Da sin.: Von der Leyen, Osmani-Sadriu (Kosovo), Michel e Macron. Foto Ansa/Epa John Thys

Altro grande tema è quello dei Balcani Occidentali e l’allargamento, che con questo Consiglio, dopo anni in cui aveva perso centralità, torna prepotentemente in primo piano. Per i paesi della ex Jugoslavia e dell’Albania ci sarà un summit ad hoc, il 24 giugno. Parteciperanno anche i leader di Serbia, Albania e Macedonia del Nord. Con l’ok alla candidatura di Ucraina e Moldavia, accelerato dalla guerra che Mosca ha scatenato, i paesi dell’area balcanica che sono da tempo in fila temono di vedersi scavalcati. I leader Ue intendono adesso rassicurarli. Si dovrebbe giungere a un compromesso nei prossimi giorni. Il veto della Bulgaria dovrebbe non esserci più. In cambio, tra l’altro, dell’inserimento di garanzie per la minoranza bulgara in Macedonia nella Costituzione di quest’ultimo Paese.

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La presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola. Foto Ansa/Epa Stephanie Lecocq

 

 

 

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Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.