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Hunger Games, come cambiano i giochi nel prequel: più grezzi e disumani

Ambientati circa sessant'anni prima rispetto alla saga principale, i giochi della fame presentano sostanziali differenze e introducono per la prima volta elementi inaspettati con il contributo di mentori come Coriolanus Snow

Esistono importanti differenze tra prequel e sequel di Hunger Games, soprattutto se intendiamo la modalità del gioco. Nel romanzo Ballata del serpente e dell’usignolo, siamo alla decima edizione dei giochi della fame, molto più grezzi, violenti e disumani.

Quando Hunger Games tornerà sui grandi schermi, presenterà un mondo molto diverso da quello introdotto nella saga principale con protagonista Katniss Everdeen. Nonostante la povertà dilagante, Panem viene presentato come uno stato tecnologicamente avanzato il cui benestare si riflette anche sull’arena dei giochi. Ma il prequel è ambientato circa sessant’anni prima, motivo per cui gli Hunger Games seguono un regolamento più grezzo e persino più violento e subdolo.

Hunger Games
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Tratto dal romanzo Hunger Games: Ballata del serpente e dell’usignolo, il nuovo film in lavorazione racconta la gioventù di Coriolanus Snow. Tutti lo ricorderanno come l’attuale presidente di Panem che dà del filo da torcere a Katniss. Ma, nel prequel, la storia introduce sfaccettature diverse di quel gioco, ancora considerato una brutale novità poiché introdotto soltanto da dieci anni. E Coriolanus, appena diciottenne, è soltanto un’altra pedina di Capitol City.

Hunger Games, i giochi più grezzi e violenti nel prequel

La saga principale di Suzanne Collins ha raccontato il mondo degli Hunger Games ambientandolo in un’epoca estremamente vicina alla nostra. Grazie alla tecnologia avanzata, l’arena dei giochi si trasforma in un vero e proprio survival show con colpi di scena. Gli strateghi, dall’area di controllo, possono inserire elementi improvvisi come creature ibride, scatenare incendi e altre calamità naturali mettendo in estrema difficoltà i concorrenti. Ma sessant’anni prima, gli Hunger Games erano semplicemente frutto della brutalità umana. Lo scopo di questi giochi, nella saga principale, è soprattutto rimanere in vita per portare gloria e denaro al proprio distretto. Ma, all’epoca del prequel, è ancora più chiara la stretta di Capitol City. I giochi della fame sono nati come promemoria della guerra civile scoppiata a Panem. I distretti, guidati dai ribelli, hanno cercato di distruggere Capitol City come risposta alla povertà.

Hunger Games
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Ma Capitol City, più potente sotto ogni punto di vista, non solo ha soffocato la guerra, ma ha anche punito le generazioni future imponendo gli Hunger Games. Ogni anno, ogni distretto è chiamato a offrire due tributi, uno per genere. Rinchiusi in un’arena e monitorati dalle telecamere, i 24 giocatori dovranno tentare di sopravvivere, consapevoli che soltanto uno può essere il vincitore. A differenza della trilogia principale, gli Hunger Games del prequel sono più rudimentali.

Hunger Games
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Ci troviamo in una realtà in cui gli ibridi, ad esempio, non sono mai stati introdotti nel gioco. Inoltre, nel romanzo, l’arena è molto più piccola e circoscritta. Le telecamere possono soltanto riprendere le immagini, ma non il suono. La luce di notte non è pervenuta e i tributi devono muoversi nelle ombre. Non esistono escamotage, per cui i tributi devono necessariamente uccidersi tra di loro per sopravvivere. Ma, a causa delle pessime condizioni di vita, molti arrivano già provati nell’arena, per cui potrebbero morire anche per cause naturali.

Le novità della decima edizione: mentori, droni, interviste televisive

Trattandosi del decimo anno di giochi, Capitol City introduce per la prima volta il sistema dei mentori. Coriolanus, ad esempio, affianca il tributo del Distretto 12, Lucy Gray Baird. E, redendolo più appetibile in TV, lo show permette ai tributi di guadagnare favoritismi, di conseguenza donazioni. Tra le novità introdotte nei giochi ci sono i droni che trasportano cibo e bevande all’interno dell’arena (mentre nella saga principale i tributi possono cacciare o avere uno zaino con vivande di sopravvivenza). Compito dei mentori è seguire la diretta dei giochi ma, prima ancora di scendere in arena, hanno la responsabilità di presentare al meglio il proprio tributo anche in TV.

Hunger Games
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Per quanto discutibile possa apparire, gli Hunger Games vogliono essere uno spettacolo d’intrattenimento. Peccato che nei distretti più poveri non esista neppure la televisione, per cui resta uno show destinato ai più ricchi. Ed è dalle famiglie benestanti che arrivano le donazioni che finanziano cibo e bevande per l’arena. Un’altra grande differenza, rispetto alla trilogia originale, riguarda il modo in cui vengono trattati i tributi. Le tracce della guerra dei ribelli sono ancora troppo fresche da mandar giù e Capitol City tratta i tributi come animali. Dimenticate i treni di lusso, le tavolate di cibo e le camere d’hotel comode e ariose. Nel prequel, i tributi arrivano a Capitol City in un camion, chiusi come animali in trappola, per poi essere scaricati in una gabbia dello zoo, all’aperto, esposti agli occhi dei curiosi.

Hunger Games
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E nessuno si preoccupa di nutrirli, ne tantomeno dare loro un letto o un bagno. Assenza di privacy, ma anche di umanità ed dignità. I tributi hanno perso ogni privilegio da essere umano nel momento in cui sono stati pescati alla mietitura ed è forse una delle differenze più importanti tra prequel e sequel. Eppure, grazie a quella decima edizione e all’impegno di Coriolanus, gli anni a seguire avrebbero potuto contare su una versione più moderna degli Hunger Games, rendendolo uno show (spietatissimo) a tutti gli effetti.

Cristina Migliaccio

Moda, Lifestyle & Glamour

Nata ad Ischia, ha studiato a Salerno dove ora vive Editoria e pubblicistica. Ha vissuto quattro anni a Roma diventando giornalista pubblicista.
Appassionata di libri e di tutte le dinamiche dell'intrattenimento televisivo, soprattutto riguardo le serie TV. Si occupa di Moda, analizzando nel dettaglio i red carpet e le tendenze. Sul blog www.velvetgossip.it di VelvetMAG è curatrice di curiosità ignote ai più.

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