NewsPrimo pianoTecnologia

Twitter contro Musk, schiaffo all’uomo più ricco del mondo

La giudice del Delaware dà ragione al social e fissa il processo a ottobre. La posta in gioco è alta: costringere il patron di Tesla a mantenere la promessa di rilevare la società

La saga legale di Twitter contro Musk fa segnare una prima tappa. Il social di San Francisco mette a segno una parziale vittoria nella battaglia che lo contrappone all’uomo più ricco del mondo.

La società che cinguetta ottiene infatti il via libera della giustizia americana a un procedimento veloce contro il patron di Tesla. Come è noto, dopo mesi di estenuanti trattative Musk si è definitivamente rifiutato di acquistare Twitter. Aveva fatto un’offerta bomba da 44 miliardi di dollari, salvo poi ritrattare a seguito del mancato, a suo dire, chiarimento da parte della società di microblogging.

musk twitter processo
Elon Musk. Foto Ansa/Epa Christian Marquardt

Il miliardario voleva che Twitter certificasse che i profili fake e spam presenti sulla piattaforma non superassero il 5% del totale. Ma il Ceo del social di San Francisco, Parag Agrawal, non avrebbe mai fornito sufficienti garanzie in tal senso. In parte anche perché è probabilmente impossibile, nel momento in cui, ogni giorno, molti utenti da tutto il mondo creano innumerevoli falsi profili su Twitter.

La decisione del tribunale

La giudice della Chancery Court del Delaware, Kathaleen St. J. McCormick, ha stabilito che il processo intentato da Twitter contro Elon Musk – affinché il magnate porti a termine la sua operazione di acquisto – si terrà in ottobre. Ben prima, cioè, del febbraio 2023, data che i legali di Musk avevano chiesto. Twitter chiedeva invece un avvio del procedimento già dal 19 settembre.

agrawal twitter ceo
Il Ceo di Twitter, Parag Agrawal

In pratica Parag Agrawal e i suoi accusano Elon Musk di “tentato sabotaggio“. I legali di Twitter hanno spiegato alla corte di aver bisogno di soli 5 giorni per dimostrare al mondo che Musk deve onorare il suo accordo per acquistare alla cifra di 44 miliardi di dollari. Ovvero come previsto dall’intesa fra le parti. Una soluzione rapida del contenzioso, hanno spiegato, è necessaria per evitare ulteriori danni al social media e rimuovere quell’incertezza che da mesi aleggia sulla società.

Twitter-Musk, botta e risposta

Elon Musk – ha messo in evidenza davanti alla corte Bill Savitt, legale di Twitter – “sta facendo del suo meglio per denigrare” Twitter. Ma anche per “metterlo in pericolo nel tentativo di svincolarsi dal contratto che ha promesso di onorare“. Gli avvocati di Musk hanno respinto seccamente le accuse, osservando come la società che cinguetta stia ingiustamente premendo per un processo alla “velocità della luce. Su un caso che invece richiede una “revisione e un’analisi forense di molti dati” sui bot e sugli account falsi o spam.

“Musk è in barca”

Musk, in questi giorni avvistato in barca in Grecia, non ha ancora commentato ufficialmente alla sua sconfitta. Come andrà a finire? Un’ipotesi che si fa strada è che le parti raggiungano un’intesa extragiudiziale. Il patron di Tesla potrebbe spuntare un prezzo inferiore a quello inizialmente accordato per rilevare Twitter. Ma una delle grandi incognite è se Musk rispetterà o meno un’eventuale decisione contraria ai suoi interessi.

La giudice del processo Twitter vs Musk, Kathaleen St. J. McCormick

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button