NewsPrimo pianoStorie e Personaggi

Strage di Bologna, cosa sappiamo 42 anni dopo

Furono 85 i morti e oltre 200 i feriti. Il messaggio di Mattarella: "Atto di uomini vili e disumanità senza eguali"

Ricorre oggi il 42° anniversario della strage neofascista di Bologna. Il 2 agosto 1980 una bomba sventrò la stazione uccidendo 85 persone e ferendone 200. Alcuni degli esecutori materiali sono già liberi, i presunti mandanti sono defunti. I processi sono ancora in corso.

Oggi la cerimonia di commemorazione si è svolta davanti alla stazione, oltreché nel cortile di Palazzo D’Accursio, sede del Comune. Il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: “Bologna e l’Emilia Romagna pretendono verità“. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo messaggio alla città, ha definito la strageun atto di uomini vili, di una disumanità senza uguali, tra i più terribili della storia repubblicana. Un attacco terroristico che pretendeva di destabilizzare le istituzioni democratiche e seminare paura, colpendo comuni cittadini impegnati nella vita di tutti i giorni“.

Corteo a Bologna il 2 agosto 2022. Foto Ansa

“Mio padre non arrivò mai”

Tra i familiari delle vittime, Repubblica Bologna riporta la testimonianza di Ivan Bonora: “Il 2 agosto 1980 mi trovavo alla colonia estiva, aspettavo mio papà ma purtroppo non arrivò mai, avevo 7 anni. Ogni anno si riapre la ferita, ma sento il bisogno di ricordarlo. La giustizia è lenta ma il suo cammino è inesorabile. Siamo in dirittura d’arrivo, i nodi verranno al pettine e presto avremo piena verità“.

Bologna, le parole del sindaco

Da settembre Palazzo D’Accursio sarà la sede dell’Associazione vittime del 2 agosto” – ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Il quale è al suo primo anniversario della strage con la fascia tricolore, nonché primo sindaco nato dopo la strage. “Tenere vicino al cuore l’associazione e i familiari delle vittime per proteggere chi in questi decenni si è battuto per la verità e la giustizia ha proseguito. “Troppo recenti i fatti di depistaggio, che hanno visto ancora soffrire chi ha cercato la verità per 42 anni“. “Qualcuno mi ha detto: ‘Non dobbiamo spaventare le persone, questi argomenti non interessano’. Ma io dico no, non voglio girarmi dall’altra parte quando il fascismo si ripresenta nelle sue forme, siano essere terrorismo o razzismo, odio, intolleranza“.

Bologna, strage di Stato

È intervenuto anche Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime. “È chiaro che il 2 agosto è un momento di ricordo e memoria però è anche un momento di conoscenza. È un anno particolare, c’è stato il processo ai mandanti, che con una sentenza ha confermato le nostre intuizioni. La Corte d’Assise – ricorda infatti Bolognesi – ha confermato che la strage è stata organizzata dai vertici della P2, protetta dai vertici dei servizi segreti italiani e messa in atto da terroristi fascisti. Diventa sempre più assurdo voler confondere le acque. I reati di depistaggio li hanno commessi nel 2019“. 

Bologna, esecutori e mandanti

La strage di Bologna, su cui ancora sono in corso procedimenti penali, è forse il più grave e spaventoso attentato terroristico che sia mai avvenuto nella storia della repubblica italiana. Come esecutori materiali sono stati condannati al carcere a vita militanti dell’estrema destra neofascista, quali Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini. I primi due sono già liberi, da anni.

Sergio Mattarella. Foto Ansa/Giuseppe Lami

Nel 2020 l’inchiesta della Procura generale di Bologna ha concluso che Paolo Bellini (ex Avanguardia Nazionale), esecutore della strage di Bologna insieme agli ex NAR già condannati in precedenza, avrebbe agito in concorso con alcune persone che sarebbero i mandanti, i finanziatori e gli organizzatori della strage. Ovvero il capo della loggia massonica deviata P2, Licio Gelli; Umberto Ortolani – banchiere legato alla loggia P2 -, Federico Umberto D’Amato – negli Anni Settanta al vertice dei servizi segreti italiani – e Mario Tedeschi, giornalista e senatore del MSI (erede del partito fascista).  Sono tutti deceduti.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

Pulsante per tornare all'inizio