Il vaccino contro il Covid di AstraZeneca sarà ritirato in tutto il mondo. Si tratta di un evento che ha del clamoroso, se si pensa a quanto il Vaxzevria è stato somministrato agli abitanti di vari continenti negli anni della pandemia. La decisione, che fa seguito all’annuncio del ritiro dalla sola Europa nei giorni scorsi, arriva dopo che il gruppo anglo-svedese ha riconosciuto per la prima volta che il vaccino può causare trombosi come effetto collaterale raro e pericoloso.
A riportare per primo la notizia è stato il quotidiano britannico The Telegraph. AstraZeneca ha annunciato che la decisione è dovuta ufficialmente a “motivi commerciali“. Ha inoltre dichiarato che il vaccino non viene più prodotto o fornito, essendo stato sostituito da vaccini aggiornati che combattono nuove varianti. La richiesta di ritiro del vaccino anti Covid è del 5 marzo ma è entrata in vigore il 7 maggio.

La decisione di AstraZeneca
“Considerata la quantità di vaccini disponibili ed efficaci per le nuove varianti di Covid-19, non c’è più stata domanda per il vaccino Vaxzevria” ha dichiarato il 4 maggio il gigante farmaceutico all’Adnkronos Salute. Di conseguenza “Non è più stato prodotto ne distribuito. Non prevedendo quindi una futura domanda” per il prodotto “AstraZeneca ha pertanto deciso di ritirare l’autorizzazione all’immissione in commercio“. Negli ultimi mesi, Vaxzevria, vaccino adenovirale in due dosi indicato dai 18 anni in su e autorizzato in quanto “efficace e sicuro“, è stato messo sotto osservazione.
E questo a causa di un effetto collaterale molto raro, che causa coaguli di sangue e un basso numero di piastrine. In un procedimento legale a Londra, AstraZeneca ha ammesso che il vaccino “può, in casi molto rari, causare sindrome da trombosi con trombocitopenia o Tts“. L’eventualità che il vaccino possa, in casi molto rari, essere un fattore scatenante di Tts era indicata nelle informazioni di prodotto disponibili al pubblico, aggiornate in questo senso nell’aprile 2021 con l’approvazione dell’Agenzia del farmaco inglese Mhra.
Real-world evidence continues to highlight the ongoing impact of COVID-19 for immunocompromised patients. Reinforcing that they carry a disproportionately large share of the disease impact compared to the general population. Learn more: https://t.co/Wq43AoNwa5 #ECCMID2024 pic.twitter.com/ag7ctDVmUG
— AstraZeneca (@AstraZeneca) April 29, 2024
“Secondo stime indipendenti, solo nel primo anno di utilizzo” del vaccino Vaxzevria “sono state salvate oltre 6,5 milioni di vite umane. E sono state fornite oltre 3 miliardi di dosi a livello globale” ha sottolineato AstraZeneca in una dichiarazione riportata dal ‘Telegraph’. “I Governi di tutto il mondo hanno riconosciuto i nostri sforzi – evidenzia il gruppo – e sono ampiamente ritenuti una componente chiave” che ha contribuito a “porre fine alla pandemia“ di Covid. “Ora lavoreremo con le autorità regolatorie e i nostri partner per allinearci su un chiaro percorso da seguire per concludere questo capitolo“.
La class action in Gran Bretagna
AstraZeneca ha ammesso la pericolosità, sia pure in casi rari, del suo vaccino anti Covid in una serie di documenti legali depositati nell’ambito di una class action. Ovvero una causa giudiziaria collettiva da cui la casa farmaceutica si sta difendendo presso l’Alta Corte di Giustizia del Regno Unito. I querelanti sostengono che il vaccino anti Covid di AstraZeneca – il Vaxzevria – sviluppato in collaborazione con l’Università di Oxford causi una pericolosa reazione avversa. L’accusa cita 51 casi e chiede un risarcimento danni complessivo che può arrivare a 100 milioni di sterline: quasi 117 milioni di euro.

Malgrado ciò, 12 delle 51 famiglie ricorrenti contro AstraZeneca hanno rinunciato a rivalersi nel corso di questi ultimi giorni. Il Telegraph ha scritto che il primo caso segnalato alla magistratura britannica è stato quello di Jamie Scott, che ha riportato danni cerebrali irreversibili in seguito alla formazione di un coagulo di sangue e a un’emorragia cerebrale. Aveva ricevuto il vaccino di AstraZeneca nell’aprile 2021.
In una lettera agli avvocati di Scott nel maggio del 2023, ricostruisce Wired, il colosso farmaceutico aveva inizialmente negato ogni responsabilità. “Non riconosciamo che la Tts sia causata dal vaccino a livello generico” affermava. Ma in un documento ufficiale inviato all’Alta Corte nel febbraio di quest’anno AstraZeneca ha modificato la propria posizione. “Ammettiamo che il vaccino di AstraZeneca può causare la Tts in casi molto rari. Il meccanismo causale è sconosciuto“, ha dichiarato l’azienda. Sul Covid e i suoi vaccini restano ancora cose da chiarire, dunque. In primo luogo sull’origine e i tempi con cui la Cina ha, per prima al mondo, saputo della nuova patologia respiratoria derivata dal virus Sars-CoV-2.