Il cantautore Morgan (Marco Castoldi) è stato protagonista di un’udienza presso il tribunale di Lecco per le accuse di stalking avanzate da Angelica Schiatti. Si tratta della cantante della band ‘La Rappresentante di Lista’. Le accuse nascono da una serie di minacce e molestie via messaggi che Morgan avrebbe inviato alla collega. Durante il processo, Morgan ha chiesto di ricorrere alla giustizia riparativa. Si tratta di un approccio innovativo che pone l’accento sul ripristino delle relazioni e la risoluzione dei conflitti tra vittima e colpevole attraverso il dialogo e il risarcimento morale.
Cos’è la giustizia riparativa?
La giustizia riparativa rappresenta un metodo alternativo rispetto alla giustizia tradizionale, che si basa sulla punizione del colpevole. In questo modello, l’attenzione si concentra sulla riparazione del danno subito dalla vittima e sulla responsabilità del reo nel processo di riconciliazione. Il percorso prevede l’incontro tra vittima e autore del reato, supportato da mediatori, per cercare una soluzione che vada oltre la semplice sanzione penale.
Nel caso di Morgan, questa richiesta potrebbe portare a un accordo tra le parti senza la necessità di procedere con una condanna definitiva. Il cantante ha dichiarato che le presunte minacce a Schiatti erano, in realtà, delle “poesie bellissime” e che la sua intenzione non era quella di molestarla, bensì di esprimere il proprio stato emotivo.
Le posizioni delle parti
La difesa di Morgan si è mossa con fermezza verso questa direzione, sottolineando come il cantautore abbia sofferto a sua volta per la vicenda. E come la giustizia riparativa possa essere la soluzione ideale per ricomporre i rapporti tra le parti. D’altra parte, l’avvocato di Schiatti ha espresso il proprio disaccordo, chiedendo che venga imposto il divieto di avvicinamento a Morgan, considerando le minacce e i comportamenti ossessivi del cantante.
Il caso Morgan
Il caso Morgan ha aperto un dibattito su come trattare reati come lo stalking all’interno del sistema giudiziario. La giustizia riparativa, sebbene sia stata già applicata in altri contesti, è meno comune nei casi di violenza psicologica e molestie. Tuttavia, potrebbe rappresentare una nuova strada da esplorare, specialmente quando la relazione tra vittima e carnefice ha radici personali profonde, come nel caso di Morgan e Schiatti.
L’esito del processo potrebbe definire un precedente importante per l’applicazione della giustizia riparativa in situazioni di stalking, offrendo un’alternativa alla mera punizione e favorendo il dialogo. Morgan, da parte sua, continua a dichiararsi innocente, sostenendo di non aver mai voluto fare del male ad Angelica Schiatti. Rimane da vedere come si evolverà il caso e se la sua richiesta di giustizia riparativa verrà accolta dal giudice.