Tumore ai polmoni, il rischio non è uguale per tutti i fumatori: ecco il test intelligente

Una nuova scoperta scientifica dimostra che il rischio di contrarre il tumore ai polmoni non è uguale per tutti i fumatori e arriva il test per capirlo.

Tumore ai polmoni la nuova importante scoperta

Nel campo dei tumori vengono compiute nuove importanti scoperte di giorno in giorno, come dimostra l’ultima, che riguarda il tipo di cancro ai polmoni. Che il fumo sia uno degli elementi che mettono più a rischio la salute dei polmoni è una nozione assodata.

A quanto pare, però, il rischio di sviluppare un tumore non è uguale per tutti coloro che fumano. A parlarne è lo studio bioMILD dell‘Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che ha condotto una ricerca in proposito.

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Lo screening è stato compiuto con due tipologie di esami: per prima cosa una tac spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni (LDCT) e, in seguito, un test microRNA sul sangue.

Si tratta di due esami diagnostici che, combinati insieme, possono cambiare il destino del fumatore che corre il rischio di ammalarsi.

Verso una diagnosi precoce del cancro ai polmoni

Il cancro ai polmoni è la forma tumorale più diffusa in Italia, sia per le donne che per gli uomini, coi suoi 34mila casi di decesso ogni anno. Una vera e propria carneficina che potrebbe essere ridotta di molto grazie a questo studio.

La vera svolta riguarda il fatto che per la prima volta sembrerebbe possibile effettuare una diagnosi precoce del tumore ai polmoni, identificando chi sembra propenso a svilupparlo. In questo modo sarà possibile definire un piano d’azione con varie misure preventive e controlli.

Ecco la dichiarazione di Giovanni Apolone, Direttore scientifico dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano:

Lo studio ci permette di costituire le basi per l’avvio di programmi di controllo mirati per la diagnosi precoce del tumore al polmone e rappresenta una svolta che apre la strada a una metodologia di screening avanzato per i forti fumatori non ancora prevista. Abbiamo già provato che grazie allo screening prolungato per dieci anni è possibile ottenere una riduzione della mortalità per tumore polmonare pari al 39%.

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