Lucio Battisti per Millennials: le cinque canzoni da ascoltare su Spotify

Lucio Battisti è finalmente uscito sulle piattaforme di Spotify, Deezer e Tim Music e la libertà di poterlo ascoltare in streaming lo ha fatto schizzare ai primi posti nelle classifiche della settimana. Il cantante di Poggio Bustone riesce a spalmarsi in maniera omogenea, vista la prolificità dei suoi lavori, tutti amatissimi, che hanno rivoluzionato non solo la musica pop italiana degli anni ’60 e ’70, ma sono stati anche il linguaggio emotivo del sentire comune di intere generazioni di giovani.

Ecco secondo noi le cinque canzoni da ascoltare assolutamente su Spotify, come una trasmissione di emozioni che non hanno tempo, per questo da sentire fresche, come se fossero appena uscite:

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  1. Emozioni (1970): il classico, può essere considerato il Manifesto di Mogol/Battisti e del loro modo di fare musica. Le origini del brano risalgono al viaggio a cavallo da Milano a Roma che i due artisti avevano compiuto nell’estate del 1970; probabilmente questa circostanza influì sul risultato finale, costituito da versi lunghi e irregolari. Il testo fu ispirato inoltre dalla libertà che avevano respirato nel corso del viaggio a cavallo e dal contatto con la natura. Una chicca: nella registrazione accompagnarono Battisti il batterista Franz Di Cioccio, il chitarrista Franco Mussida e il tastierista Flavio Premoli che l’anno dopo formeranno, con altri musicisti, la Premiata Forneria Marconi.
  2. La Canzone del Sole (1971): non c’è ragazzo di quegli anni che non abbia imparato a suonare la chitarra seguendo gli accordi (tre, ripetuti a rotazione) de La canzone del Sole di Battisti. Per questo motivo, non c’è giovane di oggi che non la conosce, avendola sentita da padri e madri entusiasti e nostalgici. Mogol ricorda di come l’ispirazione per il testo del brano arrivò ripensando ad una vacanza estiva trascorsa da bambino a Silvi Marina, dove conobbe un’amica chiamata “Titty“. Le sensazioni della sessualità adulta si scontrano con l’innocenza dell’infanzia, trasformando tutto in un “mare nero“, che inquina le emozioni, chiare e trasparenti.
  3. Acqua azzurra, acqua chiara (1969): tormentone estivo ante litteram (arriva terzo al Cantagiro e vince il Festivalbar), la canzone è un inno alla giovinezza, all’amore, alla spensieratezza dell’estate e dell’adolescenza.
  4. Una donna per amico (1978): la canzone parla del rapporto di amicizia tra un lui ed una lei che pur scambiandosi confidenze e consolazione reciproca lascia trapelare un sentimento di sana gelosia. Chi non è mai stato nella difficile situazione di non saper scindere amicizia e amore? Il testo di Una donna per amico, scritto da Mogol, è dedicato a un’amica dell’autore di nome Adriana.
  5. Il mio canto libero (1972), capolavoro assoluto di Battisti: libertà di espressione, ottimismo dell’innamoramento giovanile, malinconia inconsapevole. La gioia della vita, nei suoi dolori e nei suoi piaceri. Il testo del brano ha spunti autobiografici: Mogol lo scrisse dopo la separazione dalla moglie e l’incontro con la nuova compagna, la pittrice e poetessa Gabriella Marazzi, insieme a cui acquistò un mulino (trasformato poi nello studio di registrazione Il mulino) e un vecchio cascinale («ricoperto dalle rose selvatiche») in cui andò ad abitare. Esistono versioni in inglese, spagnolo e tedesco, sempre cantante da Battisti in persona.

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