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Festa del Cinema di Roma: il giorno di Martin Scorsese

Alla Festa del Cinema di Roma, lunedì 21 ottobre è stato il giorno di Martin Scorsese. The Irishman, il suo ultimo film in uscita in Italia lunedì 4 novembre, è stato presentato in anteprima alla Sala Sinopoli dell’Auditorium. Uno dei lavori cinematografici più belli dell’anno, così lo hanno etichettato, e con tutte le carte in regola per concorrere alla vittoria di alcuni dei Premi Oscar 2020. Il film, ispirato all’omonimo romanzo di Charles Brandt, racconta la storia di Frank Sheeran, un veterano della Seconda Guerra Mondiale che si ritrova a collaborare con i mafiosi. Per il cast Scorsese ha scelto due di ‘Quei bravi ragazzi’ che tanta gloria gli hanno procurato, Robert De Niro e Joe Pesci, in aggiunta a nientemeno che Al Pacino.

The Irishman di Martin Scorsese

Martin Scorsese era, senza ombra di dubbio, uno degli ospiti più attesi della Festa del Cinema di Roma. Asso nella manica della quattordicesima edizione della kermesse, il regista ha svelato cosa lo ha spinto a realizzare un altro film sulla criminalità dell’America del Dopoguerra.

«Io e Robert abbiamo realizzato tanti film insieme – ha raccontato ai microfoni di RaiNews24 – alcuni sullo stesso ambiente, quello della malavita e dei gangster. Quindi ci chiedevamo cos’altro potessimo raccontare su quel mondo e su noi stessi in questo momento delle nostre vite. E c’è sembrato che il personaggio di Frank ci consentisse di guardare in un modo diverso a quel contesto e a noi stessi a quest’età. Quindi diventa più un film sul passare del tempo, sullo scorrere della vita».

Gli altri eventi in programma

Non solo Martin Scorsese. La quinta giornata della Festa del Cinema di Roma ha visto anche la proiezione di Moka Noir: A Omegna non si beve più caffè, documentario di Erik Bernasconi, Deux, film di Filippo Meneghetti sull’amore segreto tra due donne, Turi Ferro, l’ultimo prospero, di Daniele Gonciaruk, e di Nomad: In the Footsteps of Bruce Chatwin, un docu-film diretto da Werner Herzog dedicato all’amico Bruce Chatwin.

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