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Coronavirus, il governo: “Situazione seria, non esclusa chiusura totale delle scuole”

Emergenza Coronavirus, sono giornate che possono rivelarsi decisive quelle che stiamo vivendo. Il premier Conte, secondo quanto riporta oggi 4 marzo il Corriere della Sera, non esclude la chiusura totale di tutte le scuole. “Anche se gli scienziati non ce l’hanno chiesta”.

Cosa vuol dire? Che “la situazione è seria” e perciò nulla si può prendere sottogamba. È vero che il numero dei contagi è in frenata ma il punto è che scienziati e ricercatori prevedono la crescita della diffusione, a livello mondiale, del coronavirus. Ancora per alcune settimane. Non si sa di preciso quante. Trattandosi di un virus di tipo nuovo è difficile fare previsioni certe. In sostanza: il picco del coronavirus in Italia non è stato ancora raggiunto e dunque il contagio potrebbe estendersi.

È atteso intanto, per oggi 4 marzo, il via libera al decreto del presidente del Consiglio con le nuove misure sanitarie contro il coronavirus. Mentre domani 5 marzo il Consiglio dei Ministri darà il via all’iter per la richiesta dello sforamento del deficit per 3,6 miliardi. Sarà avviato l’esame del disegno di legge con nuove misure economiche. L’economia italiana, e il turismo in particolare, stanno subendo un crollo.

Il bilancio del coronavirus in Italia è di oltre 2.260 malati e 80 vittime. L’Istituto Superiore di Sanità sta valutando di allargare la zona rossa. Questo sulla base di alcuni criteri epidemiologici, geografici e di fattibilità della misura, ha detto il presidente Silvio Brusaferro. “Stiamo analizzando con la Lombardia con grande attenzione su nuovi casi per comuni della cintura bergamasca – ha aggiunto – e stiamo vedendo con i dati d’incidenza e in base ai tassi di riproduzione del virus”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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