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Interviste

Daniela Galliano: “Il mio messaggio di speranza alle coppie che faticano ad avere un figlio” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

“Pillole di speranza. Sono quelle che col mio libro offro alle coppie che soffrono per le difficoltà incontrate ad avere un figlio”. La dottoressa Daniela Galliano, ginecologa specializzata in Medicina della Riproduzione e Direttrice della sede romana dell’Istituto Valenciano di Infertilità, rilascia a VelvetMag un’intervista in occasione dell’uscita del suo libro Quanto ti vorrei – come la scienza medica ti aiuta ad avere un figlio (Piemme). Una bussola per orientarsi nel mondo complesso ma affascinante delle nuove terapie contro l’infertilità e per la fecondazione assistita.

Giornate difficili, quelle che stiamo vivendo e nelle quali è uscito Quanto ti vorrei, per l’emergenza del coronavirus che stravolge la nostra vita quotidiana. Un tema che potrebbe toccare anche le donne in gravidanza naturale e in gravidanza a seguito di fecondazione assistita. Sul quale occorre non essere allarmisti ma di certo prudenti, come Daniela Galliano ha precisato in un articolo per VelvetMag. Proprio a causa delle misure di contenimento adottate contro la diffusione del coronavirus, inoltre, sono stati annullati gli eventi legati al mese dell’endometriosi, marzo appunto, per la conoscenza di una patologia che affligge un’ampia percentuale delle donne che hanno difficoltà a concepire.

Dottoressa Galliano qual è il messaggio del suo libro alle donne?

Ce ne sono diversi. Prima di tutto occorre che le donne, a cominciare da quelle più giovani, le ragazze, imparino a preservare la propria fertilità. Per non ritrovarsi, un domani, con problemi di infertilità in grado di pregiudicare la possibilità di avere bambini.

Come si realizza la preservazione della fertilità?

Il procedimento medico consiste essenzialmente nel prelevare ovociti dalla paziente e congelarli. Non si tratta di un processo difficile. Ma facciamo un primo step: innanzitutto è importante l’acquisizione di una nuova consapevolezza da parte delle coppie e delle donne, in particolare, che hanno un profondo desiderio di avere un figlio ma incontrano serie difficoltà nel realizzarlo.

Lei parla di consapevolezza, perché?

Ho lavorato a lungo in Spagna e posso dire che lì già le ragazze giovani hanno maggiore coscienza e familiarità con le problematiche legate alla fertilità. In Italia siamo indietro. Bisogna che le donne acquisiscano consapevolezza sulle questioni che si pongono e sulle soluzioni offerte dalla scienza, come la fecondazione assistita. Per essere poi in grado di sfatare falsi miti e combattere per tempo l’infertilità, che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) definisce una vera e propria malattia sociale.

Il suo è dunque un vademecum di carattere scientifico ma alla portata di tutti, maturato attraverso l’ascolto delle donne che incontra e cura. Quali sono i falsi miti che aleggiano attorno alla possibilità di avere o meno dei figli?

Ce ne sono non pochi, purtroppo. Le indico un esempio solo apparentemente banale. Non sono poche le donne, così come gli uomini, che credono che questa o quella posizione scelta nel compimento dell’atto sessuale favorisca o sfavorisca la possibilità per la donna di rimanere incinta. Non è così.

In base alla sua esperienza professionale e umana come vive, la coppia, i problemi di infertilità?

È una realtà che pesa molto sulla relazione amorosa. È il caso di dire che purtroppo in non pochi casi ‘la coppia scoppia’ per questo genere di problematiche. E a ciò ho dedicato una parte del mio libro. La donna poi, in particolare, rischia di maturare un forte senso di colpa.

Gli uomini come reagiscono?

La casistica che ho incontrato è molteplice. Se è vero che di solito l’uomo si sente meno coinvolto, sebbene ci siano casi, ovviamente, di infertilità maschile, non sempre la sua compagna si sente poco sostenuta. Anzi. Ci sono uomini che supportano molto le loro donne alle prese con la sofferenza causata dalla difficoltà di avere un figlio.

Perché molte donne oggi desiderano avere figli in età matura?

Nella società di oggi si diventa genitori sempre più tardi e questo accade per varie ragioni, sia economiche che sociali. Di conseguenza sono in aumento le coppie che si rivolgono alla scienza medica per cercare di realizzare il sogno di diventare genitori. E malgrado venga considerata ancora un tabù, l’infertilità è un fenomeno in costante crescita. Si calcola che una coppia su cinque non sia fertile. Un dato più che raddoppiato rispetto anche solo a 20 anni fa.

 

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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