Cannes 2020 rinviato: “Impossibile tenerlo nella forma originale”

È ufficiale: il Festival di Cannes 2020 è stato rinviato. Inizialmente la kermesse cinematografica francese era stata semplicemente fatta slittare rispetto alla sua data originaria, inizialmente fissata per i giorni compresi tra il 12 e il 23 maggio 2020. L’idea era quella di non cancellare la 73esima edizione del festival, ma di recuperarla poco più avanti, tra fine giugno e inizio luglio 2020. Una soluzione che, però, non è più attuabile. Il presidente francese Macron ha infatti stabilito delle nuove norme con le quali ha impedito lo svolgimento di grandi eventi fino alla metà del mese di luglio.

Il comunicato degli organizzatori

Gli organizzatori del Festival di Cannes 2020 dovranno quindi trovare una nuova soluzione per far sì che la kermesse abbia luogo. «In seguito alla dichiarazione del presidente francese, lunedì 13 aprile, abbiamo riconosciuto che il rinvio del 73 ° Festival Internazionale del Cinema di Cannes, inizialmente considerato per la fine di giugno all’inizio di luglio, non è più un’opzione». È con queste parole che inizia il comunicato diramato dalla direzione della manifestazione cinematografica. Poi, l’apertura a una soluzione diversa: «È chiaramente difficile presumere che il Festival di Cannes possa svolgersi quest’anno nella sua forma originale», si legge ancora.

Nuove forme per il Festival di Cannes 2020

Il Festival di Cannes 2020, quindi, non si arrende. E valuta nuove ipotesi per poter portare a compimento la amatissima kermesse cinematografica, avvalendosi con ogni probabilità di mezzi digitali, primo tra tutti lo streaming. «Da ieri sera abbiamo avviato molte discussioni con professionisti, in Francia e all’estero. Concordano sul fatto che il Festival di Cannes, un pilastro essenziale per l’industria cinematografica, debba esplorare tutte le contingenze che consentono di sostenere l’anno del cinema rendendo Cannes 2020 reale, in un modo o nell’altro». Questo quanto si legge ancora sul comunicato. La salute, ovviamente, viene prima di ogni altra cosa, ma – forse – è possibile non dover rinunciare a tutto.

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