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Cinema

“Il cinema non si ferma”, il film che sconvolge le regole di sceneggiatura [ESCLUSIVA]

Il fumetto è il suo primo vero amore, ma ormai da molti anni la sua creatività si esprime anche nell’ambito della sceneggiatura. Ha lavorato a serie televisive come “Elisa di Rivombrosa” e “Rex”, e ha collaborato alla realizzazione di “Dracula 3D” di Dario Argento. Al momento lavora per la Sergio Bonelli editore sul progetto “Dampyr” e guida il pool di sceneggiatori de “Il cinema non si ferma”, il film di prossima uscita che dimostra che nemmeno l’emergenza Covid-19 può fermare la creatività della settima arte (con Kaspar Capparoni, Jane Alexander, Remo Girone, Ignazio Oliva, Nicolas Vaporidis e molti altri).

Stefano Piani è in piena attività, e confessa che in questo periodo di lockdown il lavoro per lui, a differenza di molte altre maestranze del mondo del cinema e dello spettacolo, non si è mai fermato e anzi, è addirittura aumentato. Lo disturbiamo al telefono per saperne di più a proposito del suo lavoro al film i cui proventi (ricavati dalla vendita dei diritti di trasmissione) saranno devoluti alla Protezione Civile, un progetto al quale Piani, come tutte le altre persone coinvolte, sta partecipando pro bono.

Stefano Piani è il capo sceneggiatore del film “Il cinema non si ferma”

Come sei stato coinvolto nel progetto “Il cinema non si ferma”?

Sono stato chiamato dall’ideatore e produttore Ruggero De Virgiliis, che avevo conosciuto ai tempi della prima stagione italiana della serie televisiva “Rex”. Mi ha spiegato il progetto, mi ha confermato il coinvolgimento anche del regista Marco Serafini (con il quale avevo già lavorato proprio in “Rex”), e così ho accettato all’istante. Ho capito subito che l’avventura era molto interessante!

Cosa hai pensato la prima volta che De Virgiliis ti hanno parlato del progetto?

Se non avessi visto il film di Steven Soderbergh da titolo “High Flying Bird”, girato interamente usando un cellulare di una famosa marca di telefonini, gli avrei dato del pazzo pazzo. Avendo però constatato la qualità di ripresa di quel telefono, ho pensato si potesse fare. Poi nutro grande stima per Marco Serafini, quindi ero sicuro che il risultato sarebbe stato decisamente buono, e devo dire che il girato che ho visionato supera le mie aspettative.

Un progetto i cui proventi andranno alla Protezione Civile

In che modo? Cosa ti ha sorpreso di più vedendo i primi materiali del film, che è ancora in fase di produzione?

Sono rimasto colpito dal fatto che sia tutto estremamente professionale, che anche laddove ci siano mancanze tecniche (dovute ai mezzi usati) si ha sempre la percezione di vedere un film vero. Ho visionato il premontato di diversi episodi, e la qualità è sempre molto alta. Quando poi vai a sbirciare da remoto sul set (usando sistemi di videoconferenza visto che lavoriamo tutti dalle nostre case) ti rendi conto che è un set vero. Ti arriva proprio l’atmosfera tipica delle riprese in corso.

Kaspar Capparoni, Jane Alexander e Nicolas Vaporidis tra gli attori del film

È strana l’idea che il set reale, normalmente affollato da tantissime persone e professionalità diverse, sia quasi vuoto, e tutte le maestranze siano collegate a distanza…

È una delle cose più strane ma esaltanti. Mi sono intromesso sul set dell’episodio in cui recita Kaspar Capparoni, e vedere i figli che battono il ciak, il lavoro di preparazione fatto a distanza dal regista (che coordina tutto in video chat) è stato quasi emozionante, mi sembrava di essere tornato ai tempi di “Rex”.

Come si articola il tuo lavoro?

Quando Ruggero mi ha chiamato, mi ha chiesto innanzitutto di mettere insieme un pool di scrittura. Poiché il progetto è del tutto pro bono, e ciascuno di noi offre il proprio lavoro e la propria professionalità al servizio del progetto, ho contattato degli amici. Vista la natura de “Il cinema non si ferma”, ho fatto attenzione a non scegliere solo colleghi provenienti dal mondo del cinema e della tv, e ho contattato anche autori di fumetti. Così facendo abbiamo ottenuto un gruppo di scrittura assai variegato.

A ognuno di loro ho spiegato le caratteristiche del format, ciò che potevano fare o no, e gli ho mandato loro le foto degli attori e delle case in cui giravano (in maniera che potessero lavorare su quello). Ho chiesto a tutti di prepararmi un po’ di soggetti di poche righe: li abbiamo letti con Marco e Ruggero, abbiamo deciso quali ci piacevano di più, e da lì abbiamo realizzato tutto il resto. Il mio lavoro principale poi è stato quello di editing sulle sceneggiature.

Stefano Piani, fumettista e sceneggiatore de “Il cinema non si ferma”

Quali sono i temi principali affrontati nei vari episodi?

La cosa importante era cercare di creare storie che partissero da episodi di vita quotidiana, eventi che possono succedere in qualunque casa in questo periodo di lockdown: se devi spiegare a tuo padre, che magari è anziano e digiuno di informatica, come deve stampare un modulo per l’autocertificazione, crei già una situazione comica. Un altro scenario divertente è, ad esempio, quello di un ragazzino che è rimasto chiuso in casa e ha finito il fumo; si parte da una base realistica e ci si mette sopra l’effetto comico.

L’idea era di partire da una situazione normale per far poi deflagrare la parte di commedia, con un po’ di cattiveria a volte. Con Ruggero siamo sempre stati d’accordo sull’idea di partire dai toni de “Il metodo Kominsky”, quindi parlare di cose serissime in chiave ironica e divertente. Io poi ho aggiunto un po’ di satira pungente, che potesse ricordare i film a episodi della commedia all’italiana come “I mostri” di Dino Risi.

Qual è stata la sfida più grossa nello scrivere questi episodi?

Beh, diciamo che per noi scrittori in questo progetto c’è stato un ribaltamento del metodo lavorativo. Di solito scriviamo le storie e poi troviamo gli attori, le location e il resto. In questo caso si trattava spesso di partire dagli attori a disposizione, di capire l’ambientazione nella quale poter far svolgere gli eventi e di usare gli oggetti presenti nelle case degli interpreti per scrivere sopra le storie. È proprio questa la cosa più divertente ed esaltante del progetto.

Come vedi la ripresa del cinema al termine di questo periodo?

Penso che il cinema si riprenderà poco a poco. Sono un romantico in questo senso, e credo che il cinema sia una di quelle forme d’arte di cui l’umanità non può fare a meno. Riprenderà un po’ alla volta e pian pianino ritornerà come lo conoscevamo. Certo, la ripartenza sarà dura, ci sono un sacco di film la cui uscita è stata rimandata, altri che sono usciti in streaming, molto produttori hanno perso dei soldi, tanti progetti sono fermi. Sono molto fiducioso che le cose ripartiranno. Ci saranno molte storie ambientate in questo periodo, tanti autori e sceneggiatori sono al lavoro su questo tema e probabilmente a un certo punto non ne potremo più dei film che si svolgono al tempo del Coronavirus!

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