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Lady Gucci, la storia di Patrizia Reggiani diventa un documentario [ESCLUSIVA]

La vicenda dell'omicidio Gucci, il famoso delitto degli anni Novanta, rivive in tv

Sguardo fiero e penetrante, voce soave, calma sconcertante. Cinta da un tailleur rosa e da gioielli sfavillanti si mostra così alle telecamere Patrizia Reggiani. L’ex signora Gucci fu condannata a 26 anni di carcere, perché, secondo gli inquirenti, era lei la mandante dell’omicidio di suo marito Maurizio. L’erede di una delle dinastie di moda più importanti al mondo, morto nel 1995 a causa di tre colpi di pistola. In occasione del documentario “Lady Gucci- La storia di Patrizia Reggiani”, andato in onda sulla nuova piattaforma Discovery+, in prima assoluta lunedì 11 gennaio 2020, grazie alla produzione della Videa Next Station, la “vedova nera” di Maurizio Gucci, a 72 anni ripercorre la sua esistenza. Affiorano i ricordi intensi di una vita glamour ed agiata, intrisa di lusso ed amicizie altolocate, culminata con i 17 anni di prigione, terminati nel 2017. Una storia dove l’amore sconfina nell’odio, la passione nell’irrefrenabile desiderio di vendetta. Una narrazione intensa ed accattivante, a cura di Giulia Cerulli, di 75 minuti, per la regia di Jovica Nonkovic, scritta da Marina Loi e da Flavia Triggiani. Sono proprio le due brillanti autrici, amiche e colleghe da diversi anni, a svelarci in anteprima ed in esclusiva per i lettori di Velvet Mag dei dettagli dell’opera.

Lady Gucci La storia di Patrizia Reggiani

Patrizia Reggiani: una donna dalla vita intensa, trascorsa nel lusso, ma con molte discese agli inferi

La fedele ara giallo blu fa capolino sulla spalla di Patrizia Reggiani, verso la fine di “un’intervista complessa, ma affascinante, che ci mostra una personalità forte, carismatica, ma anche a tratti contradditoria”, dichiara Flavia Triggiani.Io sono sempre cresciuta nel bello”, afferma Patrizia Reggiani, che ha terminato nel 2017 di scontare la reclusione di 17 anni al “Victor’s Residence” (come lei definisce il Carcere di San Vittore). Il racconto di Patrizia inizia mentre, seduta in auto, si muove tra i luoghi meneghini a lei più cari, in primis via Montenapoleone. Ma la vita della Reggiani, prima che divenisse la Signora Gucci, non è stata affatto facile. Patrizia nasce nel 1948, sua madre Silvana lavora in un bar nella periferia di Milano. La sua esistenza però improvvisamente cambia, quando la madre, con la quale ha un rapporto pessimo, si sposa con Ferdinando Reggiani, un ricco imprenditore. Patrizia dal padre adottivo riceve invece felicità, amore e sostegno materiale. “E’ lui che le compra la sua prima pelliccia ed il suo primo appartamento e la riempie di affetto e di attenzioni.”, ci svela Marina Loi. Ma la vera svolta per l’ex Lady Gucci arriva pochi anni più tardi.

Marina Loi
Marina Loi, autrice del documentario “Lady Gucci, la storia di Patrizia Reggiani”

Siamo nei mitici anni Settanta, nel pieno boom economico e Milano è in continuo fermento soprattutto per quanto riguarda la moda

Patrizia in quel periodo ad un party fa l’incontro che cambierà per sempre la sua vita: quello con Maurizio Gucci. Per l’erede della storica maison fiorentina è un vero e proprio colpo di fulmine, si innamora all’istante di quella ragazza bruna così bella ed esuberante che somiglia a Liz Taylor. Da lì a poco nel 1972 i due si sposano, una cerimonia faraonica con 500 invitati, di cui si ricorda però soprattutto l’assenza di Rodolfo Gucci, il padre di lui, che prende le distanze, poiché non condivide questa unione. “Rodolfo non accetta Patrizia, seppur benestante. Ancor più ritiene che la donna sia motivata da un interesse materiale e non da un vero amore. Anni dopo però la Reggiani entra a pieno titolo nel clan Gucci”, dichiara Flavia Triggiani. Sono gli anni d’oro di Lady Gucci. Lei e Maurizio, infatti, sono considerati all’epoca la coppia più bella del mondo, invidiati, osannati, fotografati su tutti i rotocalchi dell’epoca, al centro del jet set internazionale.

Flavia Triggiani
Flavia Triggiani, autrice del documentario” Lady Gucci- La storia di Patrizia Reggiani”

Patrizia Reggiani, grazie ad Aldo Gucci, zio di Maurizio, viene finalmente accolta in famiglia

Gli anni Settanta segnano anche il periodo di massimo fulgore per l’azienda Gucci, protagonista indiscussa della scena italiana. “Rodolfo regala a Patrizia e a Maurizio il famoso appartamento di New York, una penthouse di quasi 1000 mq sulla Fifth Avenue. Una magione dove Patrizia riceve il jet set internazionale. Lei non è abituata a sentirsi dire no”, ci svela Marina Loi.Facevo una vita incredibile, mi alzavo alle undici, mi truccavo e scendevo, dove c’era Jim, il mio autista, che mi aspettava con una Bentley pronta ad accogliermi”, ricorda Patrizia Reggiani. Il marchio Gucci negli anni Settanta è un brand in continua espansione, che si sta affermando sempre di più grazie anche al pret a porter che si affianca all’haute couture. E’ un periodo d’oro per tutta la moda italiana e anche per Gucci, naturalmente.

Patrizia Reggiani vorrebbe un ruolo all’interno dell’azienda, ma Maurizio non acconsente, le regala però il famoso Creole, il più bel veliero al mondo

Il Creole era una barca maledetta, sul maestoso tre alberi nero, di 65 mt, erano morte entrambe le due mogli di Niarchos, il precedente armatore. Maurizio non vuole mettere una nuova moneta antica sotto l’albero di maestra, simbolo di buon auspicio, al contrario di Patrizia, che non viene ascoltata.”, ci svela la Triggiani. “Il più bel ricordo che ho di Maurizio è quando lui mi ha raggiunto a Copenaghen, dove abbiamo preso un battello e siamo arrivati dove c’era il Creole e io mi sono innamorata di questa barca…Ho avuto altre storie, ma come Maurizio mai. Maurizio è stato il mio unico vero amore”, afferma senza la minima esitazione la Reggiani. Patrizia è un personaggio assoluto, rimane impresso, ha carisma, personalità. Ha un ritmo di pause, una gestualità che non può lasciare indifferenti, come le sue movenze della mano. Ama molto gli animali al punto da portare con sé in prigione un furetto. Non perde la sua allure nemmeno in carcere, che vive con disinvoltura. Passa con nonchalance da momenti di estrema leggerezza ad altri di assoluta profondità. Ha diverse magioni persino a Saint Moritz.”, dichiara Marina Loi.

La Milano degli anni Ottanta è una Milano straordinaria, soprattutto per la moda e per il Made in Italy che vive la sua stagione più fervida

In quel momento di massimo fulgore, comincia però a disgregarsi l’armonia in casa Gucci. La famiglia è alla sua terza generazione. Nel 1983 muore Rodolfo Gucci, a quel punto le sue quote passano a Maurizio. Patrizia pensa che il marito non sia coì incisivo per amministrare la Società, vorrebbe fare attivamente qualcosa. Nel frattempo Maurizio Gucci compra le azioni di suo cugino Paolo e riesce così a salire alla guida della Gucci nel 1989. Maurizio, forte del 50% delle quote ereditate dal padre e con il 15% delle azioni acquistate dal cugino Paolo, ha la maggioranza e ottiene la guida della Gucci. Maurizio non lo comunica però allo zio Aldo, il fulcro della Gucci, che dalla sera alla mattina si ritrova improvvisamente fuori dal Gruppo.

E’ di Maurizio l’intuizione di affidare a Tom Ford la direzione creativa del marchio e dell’apertura della prima boutique a New York

L’imprenditore però è sempre meno presente in famiglia, preso dalle preoccupazioni lavorative. “La prima crisi con mio marito è stata quando lui ha preso armi e bagagli e se n’è andato. Io mi sono sentita persa. Una casa enorme, due bambine, vabbè avevo sempre la tata.”, ricorda Patrizia Reggiani. Quella di Maurizio sarà però una gestione travagliata che lo porterà a vendere il suo 50% dell’azienda nel 1993 agli Arabi di InvestCorp per la cifra record di 270 miliardi di vecchie lire. Anche l’ultimo esponente della famiglia Gucci esce fuori di scena dal Gruppo fondato dal nonno, Guccio Gucci. Cala così il sipario sul leggendario marchio italiano che passa definitivamente in mano straniere.

Nel frattempo il matrimonio tra Patrizia e Maurizio subisce una battuta d’arresto, si separano, anche se lei rimane la Signora Gucci

Maurizio non torna più a casa dalla sera alla mattina. A Patrizia le viene comunicata la decisione da un amico di famiglia. Probabilmente lui vuole dedicarsi ad una vita più leggera, che in gioventù gli era stata preclusa dal padre Rodolfo, morto pochi anni prima”, racconta la Loi. Patrizia Reggiani affronta anche un’operazione al cervello. La situazione precipita ancora quando Maurizio, che ha una nuova compagna, Paola Franchi, chiede il divorzio alla moglie. Patrizia Reggiani ottiene comunque una buona uscita record: un vitalizio di un milione di euro all’anno. “Maurizio stava meditando di sposarsi nuovamente, a quel punto Patrizia non sarebbe stata più l’unica Signora Gucci e aveva paura che sarebbe venuta meno parte dell’eredità delle figlie”, racconta la Triggiani.  “La vita della Reggiani è un’esistenza intrisa da amore, odio, frequentazioni strabilianti e segnata dall’incontro con Pina Auriemma, sua intima confidente, appartenente ad un’altra classe sociale, con cui però la Reggiani ha un forte legame”, dichiara la Loi.

Maurizio Gucci viene ucciso a Milano il 27 marzo 1995

Una fine atroce per l’imprenditore, ucciso, a soli 47 anni, con tre colpi di pistola nell’atrio dei suoi uffici di via Palestro. Il delitto segna profondamente l’opinione pubblica negli anni Novanta. Le indagini inizialmente si concentrano su altre piste, prettamente sugli affari finanziari dell’erede Gucci. Dopo due anni dall’omicidio insieme a Patrizia Reggiani, vengono condannati Pina Auriemma e altri tre uomini. “Gli arresti avvengono grazie a Filippo Ninni, allora capo della Criminalpol di Milano, attraverso l’operazione “Carlos”, ci racconta la Triggiani. Patrizia, che si è sempre dichiarata “non colpevole” rispetto ai fatti, nella lunga intervista ammette spavalda: “Non pensavo che mi avrebbero beccato…Al processo non ero dietro le sbarre come gli altri imputati, perché sono e resto una vip…Scendevo in giardino a prendere il sole, stavo benissimo, sono stati anni di serenità.”, ricorda la Reggiani. E chissà se ora continuerà ad esserlo ancora anche al di fuori dalla prigione. Dal 2017 Patrizia Reggiani, dopo aver scontato la sua pena, è infatti tornata libera, si occupa delle sue proprietà e continua a vivere con i suoi amati animali a Milano. “Il carcere non l’ha cambiata, anzi è stata lei a cambiare il carcere”, afferma Daniele Pizzi, il legale della Reggiani.

Recentemente Ridley Scott ha acquistato i diritti del libro “The House of Gucci: A sensational Story of Murder, Madness, Glamour and Greed” di Sara Gay Forden

Il famoso regista americano ha in mente di raccontare trent’anni della famiglia Gucci e ha scelto Lady Gaga per vestire i panni di Patrizia Reggiani. “Su Milano stanno già cercando le location e le riprese dovrebbero avvenire in primavera. Lady Gucci ha vissuto una vita da romanzo e sono sicura che questo film sarà di grande successo”, svela la Triggiani. “Quella di Patrizia è una storia che non può lasciare indifferenti, una vita da romanzo noir. Il documentario rispetta fedelmente la verità processuale attenendosi ai fatti, ma personalmente ho dei dubbi su quanto lei fosse davvero consapevole della tragedia che stava innescando.”, conclude la Loi.

Ricostruzione tratta dal documentario “Lady Gucci- La Storia di Patrizia Reggiani” in onda su Discovery+ dall’11 gennaio 2020.

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Elena Parmegiani

Organizzatrice d’eventi e presentatrice. Consegue la Maturità Classica e la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Inizialmente organizza gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari.Da più di dieci anni è il Direttore Eventi della Coffee House di Palazzo Colonna a Roma. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. È consulente di eventi aziendali e privati e scrive di moda, arte e spettacolo.

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