Nolita: la special capsule Primavera/Estate 2021 e il rilancio sul mercato italiano

Unique Concept Wear segna il rilancio del brand

A volte bisogna cambiare rotta per trovare nuove strade e formule vincenti. Come nel caso di Nolita. Il brand è passato dalla produzione esclusiva di abbigliamento per l’infanzia a quella per uomo e per donna. Questa è la ricetta vincente per sconfiggere la crisi che attanaglia il comparto del mondo del fashion. Almeno per Francesco Pizzuti, imprenditore marchigiano trasferitosi a Milano, con una lunga esperienza familiare nel mondo dell’impresa. Proprio lui ha dato il via ad Unique Concept Wear. L’azienda nasce nel 2010 come Unique Childrenwear, dalla sinergia tra Tessilform (Patrizia Pepe e Claudio Orrea) e Zeis Excelsa (Francesco Pizzuti). La Società si rafforza affiancando allo sviluppo di licenze di brand di abbigliamento nel segmento kidswear anche nuovi progetti uomo, donna, calzature e accessori per marchi propri o in licenza. “La pandemia è stata un acceleratore formidabile per il cambiamento per UCW. Oltre all’accordo con Nolita, stiamo valutando diverse nuove partnerhip interessanti: il nostro DNA dinamico e multibrand ci porta ad essere alla costante ricerca di nuovi progetti, moderni e innovativi”, afferma Francesco Pizzuti, Amministratore Delegato UCW.

Francesco Pizzuti

Attualmente si apre per Nolita un nuovo capitolo con una capsule total white

Il debutto della nuova gestione da parte di Unique Concept Wear si concretizza con una proposta totalmente orientata al colore bianco. Questa sarà un tributo alla collezione di esordio di Nolita che, alla fine degli anni novanta, si affacciò al mercato con una proposta monocromatica. L’anima provocatrice del brand viene reinterpretata con una nuova visione di estetica femminile. Capi rubati dall’armadio maschile e alle rock star, si fondono in un look strong, contemporaneo. Si rivoluziona il DNA del brand, una nuova Nolita, iconica e unica nel suo genere, uno spirito libero, un’anima rock. Jeans, giacche, trucker, t-shirt, vengono rinnovati con volumi e silhouette oversize, con trattamenti destroyed e dall’aspetto vissuto.

Il denim sarà il fulcro della collezione e fungerà da passepartout, diventando un capo indispensabile per il look Nolita. Importante è la proposta dei materiali che è stata direzionata in gran parte sulla scelta di fibre naturali, come cotoni e sete. Ma non possono mancare anche materiali super femminili dall’aspetto shiny. Capi accattivanti, facili da indossare e da mixare, per una donna dalla femminilità eclettica, che ama confrontarsi con nuovi stili e indossare nuove forme per osare in libertà.

L’accordo del brand con Unique Concept Wear segna il rilancio del brand sul mercato nell’anno in corso, oltre al debutto della piattaforma e-commerce:

Il nuovo corso di Nolita nasce con una strategia mirata”, dichiara Lorenza Chiavarini, direttore artistico di Nolita: “Siamo ancora in una fase di passaggio dove c’è molta incertezza ma, come tutti i grandi eventi, è necessario un ripensamento globale dei sistemi e questo può trasformarsi in una grande opportunità. Da ciò non sfugge l’industria della moda che deve essere orientata a concepire nuovi modelli di progettazione, sia creativi che produttivi. Per questa evoluzione le aziende hanno uno strumento importante ma non facile da perseguire che è quello di rendere più compatte le collezioni primarie e rinnovare, con continuità, il prodotto all’interno del punto vendita attraverso micro capsul.” Ed ancora:

“Una proposta più mirata, veloce, innovativa e facile da comunicare, senza mai dimenticare che noi vendiamo desideri. Per il debutto di questo inedito percorso, che si concretizzerà già da aprile prossimo, la capsule Primavera/ Estate 2021 sarà composta solo da 14 capi mirati e con una proposta precisa e concreta. Credo in un futuro contingente in cui il mondo della moda dovrà essere sempre più impegnato dal punto di visto sociale e culturale, implementando la grande attenzione per l’ambiente. Sono certa che questa crisi sia anche un’opportunità per ridare valore all’autenticità e togliere il superfluo”, conclude Lorenza Chiavarini.

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