IntervistePrimo piano

Giulia Accardi: «Il mio #perfectlyimperfect per combattere il bodyshaming» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Modella plus size, ma soprattutto modello di anticonformismo: è Giulia Accardi

Modella plus size, ma soprattutto modello di anticonformismo, Giulia Accardi ha ottenuto il successo nel mondo della moda grazie alla capacità di accettarsi per come è. Così in poco tempo ha elaborato il movimento #perfectlyimperfect, pensato inizialmente come un movimento contro il bodyshaming. Da lì la sua carriera è stata costellata di successi lavorativi, ma anche di soddisfazioni personali. Oggi il suo viso è l’icona della guerra ai modelli distorti della bellezza, e il suo hashtag il simbolo di una rivoluzione che fa parlare nel mondo del beauty e della moda. Con noi di VelvetMag ha voluto ripercorrere le tappe fondamentali della sua carriera, affrontando temi importante come l’inclusione e l’accettazione di sé.

Intervista esclusiva a Giulia Accardi: «Vorrei dare un’immagine della donna forte e indipendente, che combatte contro le etichette e aiuta le altre donne ad emanciparsi»

 

Vorrei cominciare l’intervista chiedendoti chi è davvero Giulia Accardi, quali sono i suoi sogni e i suoi obiettivi?

Io sono una modella, un’imprenditrice e una stilita. Ho iniziato a lavorare nella moda 10 anni fa e all’inizio per me è stata dura, perché la moda plus size in Italia (anche tuttora) non è che sia alla portata di tutti. Ed è per questo che dopo aver mosso i primi passi ho deciso di fondare il mio brand #perfectlyimperfect che nasce come un movimento per combattere il body shaming. Vorrei dare un’immagine della donna forte e indipendente, che combatte contro le etichette e aiuta le altre donne ad emanciparsi. Mi preme tantissimo dare un’immagine di me che sia totalmente diversa dai canoni tradizionali. Mi interessa comunicare che noi donne possiamo essere dei capi, donne in carriera, semplicemente contando su noi stesse e indipendentemente dalla forma fisica.

Dicendo che all’inizio hai avuto delle difficoltà ad inserirti nel mondo della moda, ti riferisci ad episodi particolari o era più una tua percezione?

Era proprio la realtà! Molta gente, anche fotografi e persone del settore mi ripetevano che dovevo perdere dei chili e che senza non sarei arrivata da nessuna parte. E poi, invece, sono arrivata a fare campagne mondiali, fare copertine, andare in tv, ecc… I primi tempi un fotografo mi disse: “Hai un viso perfetto, se perdessi 10 chili saresti perfetta”. Ma perfetta per chi? 

Quando hai capito che nonostante tutto potevi farcela?

Non ho mai desiderato fare la modella. Non pensavo di poter fare questo lavoro anche perché sono anche più bassa rispetto alle altre modelle. Non sono mai andata al di sotto della taglia 42, perciò nell’immaginario collettivo e anche nel mio la possibilità che potessi fare la modella era pari a zero. Poi quando mi sono trasferita a Roma per studiare moda ho avuto la fortuna di trovare un fotografo con cui ho fatto degli scatti. Lui mi ha spronato dicendomi che avevo la possibilità di fare questo mestiere. Poi ho scoperto che esisteva la moda curvy e ho deciso di andare a Milano. La mia vita è cambiata e mi sono dedicata con grande passione a questa attività. Mi piace essere definita una persona alternativa che va oltre i canoni.

Quanto tempo dopo è arrivato #perfectlyimperfect?

#perfectlyimperfect è arrivato poco dopo la mia partecipazione a Miss Italia. Lì mi sono sentita davvero come un pezzo di carne giudicata per ogni difetto fisico. E da qual momento in poi ho capito di essere satura di chi non mi considerata all’altezza solo perché non ero magra. Tutti mi volevano perfetta, ma secondo quale criterio? Ero stanca di incarnare l’idea di bellezza di qualcun altro.

Partecipando a Miss Italia volevi già rivoluzionare il mondo della bellezza dall’interno?

Era un po’ il mio obiettivo. Ho partecipato nell’anno in cui hanno inserito per la prima volta la categoria curvy e sembrava l’occasione perfetta. Partecipando, però, ho capito che non era come lo avevo immaginato. Quando mi hanno tolto la fascia per darla ad una concorrente taglia 38, mi sono sentita presa in giro. Tutto questo mi ha spinto a denunciare la cosa, a parlarne e a farne il mio obiettivo.

E da lì #perfectlyimperfect ha catalizzato l’attenzione dei social, ottenendo un vero e proprio successo…

Assolutamente sì! Sono stata contattata dalla mia attuale agenzia, ho scritto un libro, sono stata invitata in molti studi televisivi. #perfectlyimperfect è diventato il mio punto di forza perché non sono la modella che si attiene a fare i servizi fotografici. Ho una mia opinione e non ho paura di mostrarla apertamente. Mi importa poco nelle interviste parlare di moda o make up, ma ci tengo a lanciare un messaggio forte per le donne.

Ma se non avesse intrapreso questa carriera, chi sarebbe Giulia Accardi oggi?

In realtà ero una ragazza con le idee confuse. Mi piaceva il mondo dello spettacolo, ma volevo fare l’attrice. Ho scelto Roma perché per me era la città del cinema e volevo tastare il terreno e mettermi alla prova, così mi sono inscritta all’Accademia di Moda. Poi la mia vita ha preso una piega diversa. Inizialmente avevo solo voglia di ottenere una copertina, essere fotografata e apparire. Ma poi si è trasformata nella voglia di lottare, di trasmettere un messaggio e di portare avanti una piccola rivoluzione.

Giulia Accardi 2

Il sogno della recitazione è ancora nel cassetto o l’hai abbandonato?

Non abbandono assolutamente nulla! Credo che arriverà prima o poi, ma deve arrivare la cosa giusta. Credo che prima o poi le occasioni arrivino. Ho avuto pazienza e adesso mi sto prendendo le mie piccole soddisfazioni e penso che arriverà anche questa occasione.

E quale sarebbe la “cosa giusta”?

Hai presente quei film anni Cinquanta che sono rimasti nella storia? Vacanze Romane, La dolce vita… Ecco mi piacerebbe un film del genere, anche per il mio essere old style. Nonostante lavori in questo campo, la tecnologia non è il mio ambito e preferisco un ruolo romantico. Mi piacerebbe un remake di uno di questi film o una pellicola con grande regista. Mi piace sognare in grande!

Tornando a #perfectlyimperfect, si tratta di un movimento che mira a distruggere l’immagine tradizionale della donna, accentandosi per come si è. Ma tu riesci ad accettarti completamente? Oppure c’é qualcosa che cambieresti?

Penso che accettarsi al 100% sia impossibile per ogni essere umano, proprio perché siamo esseri umani. Ci sono giorni in cui mi sento bellissima e giorni in cui non mi piaccio, e così via. Ma mi accetto, non sono ossessionata dal mio aspetto. Il corpo cambia anche con la nostra mentalità, se un giorno mi rendo conto che il mio aspetto non rispecchia più il mio essere, allora mi do da fare in modo sano, ma non mi privo più di nulla. Ho vissuto un’adolescenza in cui mi privavo di andare a mare, di andare in vacanza coi miei amici perché non mi sentivo all’altezza. Adesso me ne frego!

Giulia Accardi 3

Nel lanciare questi messaggi non sei fortunatamente sola. Negli ultimi anni sono tante le influencer e le donne del mondo dello spettacolo che si battono per gli stessi obiettivi. Se potessi sceglierne una per una collaborazione, chi sarebbe?

A volte ho paura che molti personaggi parlino di questi argomenti per cavalcare un trend. Ne parlo da anni e non credo che alcuni siano in buonafede. Ma se dovessi scegliere un nome, sarebbe Vanessa Incontrada perché ho un ricordo bellissimo di quando l’ho conosciuta in uno dei primi lavori. Quando ha preso dei chili dopo la gravidanza è stata bombardata dall’opinione pubblica e posso solo immaginare quanto sia stata dura per lei. Non accetto il fatto che gli uomini, invecchiando, possano ingrassare senza essere criticati, mentre le donne vengono attaccate (anche dalle stesse donne) al primo piccolo cedimento.

A settembre uscirà anche il tuo primo libro. Di cosa parla? Quali sono le tue aspettative a riguardo?

Il libro doveva uscire lo scorso anno ma è stato rimandato a causa covid. Si tratta di un manuale di aiuto pensato per le donne e basato sulla mia vita personale. Diciamo che ne ho passate tante e, se anche non mi sento di essere nessuno per elargire dei consigli, questo libro è una confessione a cuore aperto, una sorta di diario in cui parlo dei miei episodi più difficili e dei miei pensieri. Per questo sono molto emozionata, perché affiderò agli altri degli spaccati di vita. Ma non è un’autobiografia, il senso è far capire che nonostante tutto ce l’ho fatta. Per questo ogni capitolo si conclude con una piccola vittoria.

Il libro è di per sé un obiettivo importante, ma cosa ti prefiggi per il tuo futuro?

Ho tantissimi obiettivi. Da poco ho creato insieme ad una mia amica fotografa un nuovo progetto che ci sta portando in giro per l’Italia e spero, a breve, anche in giro per il mondo. Vorrei andare in Africa per fare volontariato, un progetto che avevo intenzione di intraprendere lo scorso anno prima dello scoppio della pandemia. Vorrei che #perfectlyimperfect diventasse un vero e proprio brand. Vorrei creare una struttura alberghiera in Sicilia, perché la mia terra è sempre nel mio cuore. E poi vorrei avere una famiglia!

Photo Credit: Giulia Copercini

LEGGI ANCHE: Tv, addio a Enrico Vaime. Costanzo: “Era la persona più ironica che abbia mai conosciuto” [ESCLUSIVA]

Back to top button
Privacy