MusicaPrimo piano

Rino Gaetano, 40 anni senza il suo talento: la rivoluzione in cinque canzoni

Ancora oggi la sua voce risuona negli stereo del popolo italiano

Oggi si festeggia l’anniversario numero 75 dalla nascita della Repubblica Italiana. Fin dal 1981 però questa ricorrenza è un po’ più triste per il nostro popolo. Il 2 giugno di quarant’anni fa ci lasciava infatti uno dei talenti più cristallini del movimento cantautoriale nostrano, corrispondente al nome di Salvatore Antonio Gaetano, ma conosciuto da tutti come Rino Gaetano. Crotonese, classe 1950 e dunque trentenne, si schiantò in piena notte contro un camion su via Nomentana, a Roma, probabilmente a causa di un colpo di sonno.

La sua musica continua a risuonare negli stereo degli italiani ancora oggi, a testimonianza del fatto che un cantautore dalle sue capacità è impossibile da dimenticare. Il suo era un talento puro. La sua arte è stata unica: nazionalpopolare ma allo stesso tempo ironica, irriverente e pregna di “vita vissuta”. Si pensi ad esempio che Rino Gaetano, con la sua Gianna, fu il primo cantante a pronunciare la parola “sesso” al Festival di Sanremo del 1978.

Chi ama l’amore e i sogni di gloria

Come capita ogni volta che si celebra un personaggio del genere, è bene lasciar parlare la musica piuttosto che fare della retorica scontata. Volendo fare una selezione dei suoi pezzi più significativi è impossibile evitare di nominare Ma il cielo è sempre più blu e Nuntereggae più, ancora oggi tra le canzoni più amate di sempre dal popolo italiano.

Ma Rino Gaetano non fu esclusivamente un acuto osservatore capace di descrivere alla perfezione l’Italia del suo tempo. Il cantautore, nell’arco della sua decennale carriera scrisse delle vere e proprie perle, delle poesie messe in musica del calibro di A mano a mano Sfiorivano le viole, dove un sentimento nobile come l’amore guadagnò il centro del suo universo.

Volendo ricordare una quinta canzone, è impossibile fare a meno di nominare La ballata di Renzo, scritta dalla sua penna nella prima metà degli anni ’70. In questo caso Rino Gaetano fu autore di una vera e propria profezia che lo avrebbe riguardato, appunto, nel 1981. Il protagonista della traccia infatti finisce per morire a causa di un incidente dopo esser stato rifiutato da diversi ospedali romani. Uno scherzo della sorte fece sì che al cantautore, conseguentemente al suo schianto notturno, toccò il medesimo destino. Ciò che conta, in ogni caso, è che la sua musica continui ad essere tramandata di generazione in generazione. In questo modo il talento di Rino Gaetano non verrà mai dimenticato e continuerà a rappresentare uno dei più grandi vanti della musica italiana.

 

LEGGI ANCHE: Gigliola Cinquetti e Yesterday: “I Beatles ascoltarono la mia Non ho l’età”

Pulsante per tornare all'inizio