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Il 16 luglio 1969 il lancio dell’Apollo 11: nuovi documenti svelano le intenzioni di Kennedy

Le testimonianze nel giorno dell'anniversario spiegano perché John F. Kennedy decise di investire nella missione pur non credendoci molto

Lo sbarco sulla Luna del 1969 rimane uno dei più grandi successi dell’umanità, ma secondo un ricercatore alcuni nuovi file scoperti fanno venire a galla le vere intenzioni dell’ex presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. I documenti che hanno visto la luce negli ultimi anni, infatti, mostrano quale sarebbe stata la vera motivazione che spinse l’America ad investito sul progetto dell’Apollo 11.

Lo sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna: i dubbi del presidente Kennedy

Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins hanno compiuto la missione a bordo dell’Apollo 11 esattamente 52 anni fa. Il loro successo non solo ha fatto sognare milioni di persone nel mondo, ma ha anche fatto raggiungere al presidente John F. Kennedy l’obiettivo di far arrivare l’uomo sulla Luna entro la fine degli anni Sessanta. L’impresa, inoltre, ha posto fine a una durissima corsa allo spazio contro l’Unione Sovietica. Alcune registrazioni risalenti al 1963, però, hanno dimostrato che il presidente Kennedy aveva parecchi dubbi sulla missione, costata inizialmente 25 miliardi di dollari all’America. Ma l’autore e curatore della collezione Apollo dello Smithsonian, Teasel Muir-Harmony, ha scoperto dei nuovissimi documenti appartenenti alla US Information Agency. Il contenuto di questi documenti potrebbe spiegare per quale motivo gli USA abbiano perseguito lo scopo nonostante tutto.

Il contenuto dei documenti svela le intenzioni dello Studio Ovale

Stando alle informazioni contenute nei documenti venuti alla luce solo di recente, dunque, sembrerebbe essere confermata l’idea secondo cui Kennedy appoggiò l’Apollo 11 per dimostrare la grandezza dell’America. Come riportato dall’Express.co.uk Teasel Muir-Harmony ha affermato che il presidente “non l’ha appoggiato per il bene della scienza” ma soltanto per poter dare al mondo una “dimostrazione di ciò di cui era capace l’industria americana e una dimostrazione dei valori americani”. La riuscita della missione portò effettivamente moltissimi vantaggi economici e propagandistici all’America, ma John F. Kennedy non visse tanto a lungo da potervi assistere.

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Roberta Gerboni

Siciliana, vive a Roma. Appassionata di scrittura e giornalismo fin da giovane, inizia il proprio percorso in redazione a 17 anni, occupandosi di cultura e attualità. Per tre anni redattore del Corriere di Gela, si è dedicata alla redazione di articoli per varie testate online. Laurea Magistrale con Lode in Lettere Classiche all’ Università degli Studi di Siena, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere a Catania. Appassionata di salute, bellezza e delle vite dei reali di tutto il mondo.
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