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Green Pass, verso il Cdm decisivo. In ballo c’è l’obbligo su treni, navi e aerei

Difficile però che scatti durante il mese di agosto. E i sindacati discutono col Premier Draghi della certificazione verde sui luoghi di lavoro

Potrebbe svolgersi domani 3 agosto, al massimo giovedì 5, il Consiglio dei Ministri decisivo sulle nuove regole per il Green Pass anti Covid relativamente ai trasporti pubblici. Sul tavolo di Mario Draghi però ci saranno anche la questione scuola e l’eventualità di un obbligo vaccinale per docenti e personale scolastico. Stasera 2 agosto, intanto, i sindacati si recheranno a Palazzo Chigi per affrontare il tema del Green Pass in fabbrica e sui luoghi di lavoro.

Tensione nella maggioranza

L’eterogenea maggioranza che sostiene il premier rischia di entrare in forte tensione. Mentre il Pd  e Leu spingono per introdurre tutto ciò che possa essere necessario a limitare la diffusione del contagio, la Lega vorrebbe rinviare le decisioni e, anzi, torna a ridiscutere della riapertura delle discoteche: un tema che sembrava archiviato.

La data del 15 settembre per il Green Pass

Ma il prossimo step è certamente quello del provvedimento sul Green Pass obbligatorio a bordo dei mezzi a lunga percorrenza. Nel mirino del Governo ci sono aerei, treni ad Alta velocità, navi. Il Governo ha chiesto alle Regioni un piano di potenziamento dei mezzi pubblici. In pratica di aumentare le corse visto che i limiti della capienza e la necessità di distanziamento rendono insufficiente l’attuale numero di mezzi in strada. Difficile dire, al momento, dove cadrà il punto di compromesso per la maggioranza. Già sul tema giustizia si è sfiorato il crac e la certificazione verde è un tema di confronto altrettanto aspro. Sembra escluso, in ogni caso, che l’obbligo di Green Pass sui mezzi riguardi il mese di agosto: fra le date più probabili circola il 15 settembre. C’è addirittura chi vorrebbe far scattare il provvedimento da ottobre.

Vaccino, troppi over 50 scoperti

Dal canto suo Mario Draghi è schierato fra i prudenti. Sia per provare a controllare l’onda dei contagi, sia per incentivare ancora di più la campagna vaccinale. Su questo fronte si registra il dato positivo del 60% degli italiani che hanno raggiunto l’immunizzazione grazie alla doppia dose. Restano però ancora oltre 4,5 milioni di adulti cinquantenni senza iniezione. E questo per propria decisione, in parte, ma anche perché molte persone si sono prenotare e sono semplicemente in attesa della vaccinazione.

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Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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