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Tendenza Caftano, il capo dell’estate: la storia ed i modelli di Antonio Grimaldi

Una creazione poliedrica da sfoggiare in estate dalla mattina fino alla sera

Grace Kelly sulla spiaggia di Monte Carlo ne aveva fatto un simbolo di ribellione, per Marta Marzotto era una divisa d’ordinanza, Liz Taylor lo sfoggiava con i suoi famosi gioielli, Romina Power ancora oggi non si esibisce mai senza. Il caftano è un indumento irrinunciabile per moltissime donne, un vestito rassicurante in grado di farci sentire al meglio, in quanto nasconde le forme e le nostre insicurezze. Ma questa creazione non è soltanto una sorta “coperta di Linus”. Il caftano è un capo poliedrico in grado di essere sfoggiato dalla mattina in spiaggia, fino alla serate più glamour.

E’ realizzato in ogni forma e fattura e con innumerevoli materiali. Dal classico cotone o persino lana, fino ad arrivare alla raffinata seta, corto, a metà lunghezza o lungo fino ai piedi, annodato in vita sul davanti o lasciato scivolato. Si può indossare diritto o quasi svasato, senza maniche o cappucci, aperto o con bottoni e ornamenti dorati. Può essere sfoggiato da solo, o addirittura con i leggings o jeans, sarà poi la scarpa a fare la differenza: espadrillas o infradito per un tocco informale, sandalo gioiello o zeppa alta per una serata ad alto tasso di seduzione. Ma qual è la storia del caftano, come nasce questa creazione? Scopriamolo insieme.

Il caftano e la sua storia

Il caftano prende vita addirittura come veste lunga maschile. Nei paesi musulmani si utilizza lungo di stoffa colorata spesso a righe, aperto sul davanti per intero. Per qualche secolo fu portato anche dai Russi e dai Polacchi e dagli Ebrei della Polonia. La storia del caftano narra che il vestito trae le sue origine dalla civiltà persiana e dall’impero ottomano nel 1515. L’espansione dell’Islam ha in gran parte contribuito alla propagazione e alla progressiva trasformazione del caftano, chiamato anche Takchita. Il commercio e l’arrivo dei tessuti di altri paesi hanno permesso la trasformazione del vecchio caftano a quello che conosciamo oggi: il caftano marocchino.

Inizialmente, il caftano era destinato ai sultani. Tuttavia, nel tempo, questo capo si è democratizzato e oggi questo vestito tradizionale è alla portata di qualsiasi classe sociale. Il caftano è diventato la tunica tradizionale da indossare addirittura nei matrimoni e nel quotidiano. Questo tradizionale abito moderno si è evoluto e adattato ai secoli moderni, divenendo sinonimo di seduzione ed eleganza.

Antonio Grimaldi, caftano, collezione Primavera/Estate 2021

Il caftano e i raffinati modelli di Antonio Grimaldi

Diversi stilisti, persino di haute couture, hanno reso celebre questo indumento, che ha calcato le passerelle internazionali per essere poi sfoggiato dalle celebrities ed influencers. Il Maestro Antonio Grimaldi propone per la sua collezione Primavera/Estate 2021, intitolata Darkness of light, caftani d’ispirazione caprese, caratterizzati da tagli asimmetrici e da doppi tessuti. Su tutti prevale lo chiffon su catena di raso, altrimenti detto “charmeuse”, e crepe di cady mischiato con gazar. Questi materiali regalano un effetto ottico capace di snellire la figura. Ad impreziosire questo seducente indumento ci sono i ricami metallici che appaiono come delle giganti spille che adornano spalle e collo. La raffinata palette cromatica attinge dal fondo marino: madreperla, acquamarina, nero blu abisso, verde acqua, lilla, sono i colori che predominano sul catwalk.

Antonio Grimaldi, caftano, collezione Primavera/Estate 2021

Il commento in esclusiva di Antonio Grimaldi per VelvetMAG:

C’è un grande utilizzo dei caftani d’ispirazione caprese in questa collezione, poiché, a causa della recente pandemia, il red carpet non è più quello di una volta. Le occasioni sociali si concentrano maggiormente negli orari diurni, al massimo per un cocktail”- dichiara in esclusiva a VelvetMAG Grimaldi:– “La moda si adatta quindi alle nuove esigenze delle clienti, che cercano però sempre qualcosa di particolare, ma al contempo comodo. Il caftano è un indumento studiato per qualsiasi donna che non si sente a suo agio in un abito aderente. Sono realizzati in crepe cadì mescolate con gazar con dei lati più morbidi. E’ un capo in grado di snellire la figura, facilmente adattabile a qualsiasi circostanza”. 

Antonio Grimaldi, caftano, collezione Primavera/Estate 2021

Caftani come indossarli

Il bello di questo indumento trasformista è la sua poliedricità ed il fatto che possiamo interpretarlo a seconda del nostro umore e con i differenti accessori a disposizione. Persino in città il caftano può essere indossato con le giuste misure. Si può addirittura abbinare ad un caftano a tinta unita un pantalone a fantasia decisa, oppure il contrario, altrimenti per un effetto più chic e donante si può indossare un caftano e pantalone della stessa nuance. Riguardo gli accessori si può osare con lunghe collane, maxi orecchini o bracciali alti. Per le calzature puntate su un sabot o sandalo gioiello. Di sera una clucth o pochette gioiello, abbinate al vostro caftano, vi renderanno altamente raffinate.

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Elena Parmegiani

Giornalista di moda e costume, organizzatrice di eventi e presentatrice. Consegue la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa all’Università “La Sapienza” di Roma. Muove i primi passi lavorativi con gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari. Da più di dieci anni è il Direttore Eventi della Coffee House del prestigioso museo Palazzo Colonna a Roma. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. Come consulente è specializzata nella realizzazione sia di eventi aziendali, sia privati. Scrive di moda, bon ton, arte e spettacolo. Esperta conoscitrice dei grandi nomi della moda italiana, delle nuove tendenze del Fashion e del Made in Italy.
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