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Covid, la variante Delta si mimetizza: “Sintomi diversi e più lievi, sempre meglio fare il test”

Dagli Stati Uniti un avvertimento a saper riconoscere la nuova e più diffusa forma del virus grazie a un comportamento più prudente

Sintomi più lievi e apparentemente non associabili al Coronavirus. Effetti esteriori, dunque, che alcuni potrebbero scambiare per un’allergia o un’altra malattia comune. Questo il risultato di un’analisi sulla variante Delta del Sars-CoV-2 che arriva dagli Stati Uniti. Della possibile confusione sui sintomi da variante Delta ha parlato in questi giorni Joe Kanter, un ufficiale sanitario dello Stato della Louisiana. Si tratta di uno degli Stati americani del Sud dove è meno forte la presenza di vaccinati. E le autorità sanitarie sono preoccupate per l’aumento esponenziale dei nuovi casi quotidiani di Coronavirus che hanno portato gli Usa a superare nuovamente la soglia dei 100mila contagi al giorno.

Sintomi, che fare

Dal canto suo Joe Kanter ha sottolineato che la mutazione del virus mantiene i suoi soliti sintomi come tosse, febbre e mancanza di respiro. Kanter sta visitando molti pazienti in queste ore. Tutte persone che presentano sintomi che sembrano essere malattie comuni: congestione sinusale, naso che cola, mal di gola. “Sintomi relativamente lievi che possono facilmente confondere, ma che potrebbero essere segni che i pazienti hanno la variante Delta“, ha detto l’ufficiale sanitario. “Se si ha qualche sintomo, non importa quanto lieve, è meglio andare a fare un test e limitare i contatti con altre persone fino al risultato”, ha aggiunto.

Efficacia dei vaccini

Come riportato dal sito Changing America, secondo i ricercatori del COVID Symptom Study (una app mobile inglese sulla ricerca epidemiologica a proposito del Coronavirus), anche starnutire eccessivamente può essere un sintomo della variante Delta. “I nostri dati mostrano che le persone che sono state vaccinate e poi risultate positive avevano maggiori probabilità di riferire di starnuti come sintomo rispetto a quelle senza vaccino“, hanno scritto i ricercatori. Changing America rileva inoltre che i vaccini Pfizer e Moderna sono efficaci per circa il 95% contro il Covid sintomatico; Johnson & Johnson è intorno al 66%.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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