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Giuseppe Fata: “Le mie teste sculture, uniche al mondo, consacrate anche a Dubai”

Lo stilista calabrese definito "genio dell'arte sulla testa" si racconta in un'intervista esclusiva a VelvetMAG

Il Genio dell’arte sulla testa“, così viene definito dalla stampa Giuseppe Fata, stilista calabrese, ambasciatore del nostro Made in Italy nel mondo grazie all’ideazione delle sue originali teste sculture. Fata è conosciuto come Creative Director Head Sculpture International Art Designer e riconosciuto come Hair Stylist delle Dive e Hair Designer D’Alta Moda. Il designer, nel corso della sua carriera, ha lavorato con personaggi di fama internazionale come la costumista premio Oscar Gabriella Pescucci durante il Festival Internazionale del Cinema di Roma, e a stretto contatto con celebrities dal calibro di Sean Connery, Nicole Kidman, Monica Bellucci. Fata ha firmato l’immagine di Dionne Warwick, Randy Crawford, Bryan Ferry, Lionel Richie, Claudia Cardinale, Anastasia, Lenny Kravitz, Noa, Natalie Imbruglia, Lauryn Hill.

Giuseppe Fata ha ricevuto il Premio Sergio Valente nel 2001, è stato consacrato nel 2002 con il World Award “La Rose d’Or” de Paris, nel 2015 viene insignito della nomina di Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer. Negli anni si è interfacciato con molti esponenti della moda, tra questi: Chiara Boni, Krizia, Gattinoni, Valentino, Fendi, Armani, Scervino, Ferrè, Biagiotti, Balestra, Sarli, Barocco, Gai Mattiolo, Fiorucci, e tanti altri. Le sue teste scultura hanno calcato le passerelle più illustri:  Milano, Parigi, Roma, Taormina, Cannes, New York e Londra. Pochi giorni fa lo stilista ha ricevuto il prestigioso Oscar della Moda e Design a Dubai dai rappresentanti della Famiglia Reale. Su VelvetMAG si racconta in un’intervista esclusiva. Anche tutte le foto che ammirerete in questo articolo sono in esclusiva per i nostri lettori.

Intervista a Giuseppe Fata

Recentemente è stato insignito del prestigioso Oscar della Moda e Design a Dubai, ci può raccontare questa esperienza? 
Dubai, nell’immaginario collettivo, è la città in cui tutti sognano di andare almeno una volta nella vita. Per me, però, non è stato cosi. Percepisco questo posto come un luogo moderno e futuristico, ma sono maggiormente legato alla storia del passato, quando la creatività aveva un livello davvero alto, al punto da influenzarci tutt’ora. Per questa ragione non era tra i miei sogni andare a Dubai.
Come è riuscito a cambiare idea?
Il mio ufficio stampa mi ha avvisato che desideravano avermi negli Emirati Arabi. Dapprima sono rimasto incredulo, ma la vita è davvero imprevedibile. Ricordo la comunicazione da parte del Ministero della Cultura di Dubai che richiedeva la mia disponibilità in quanto il mio nome era sul tavolo delle nomination di questo importante premio.
Come si è sentito in quell’istante?
Ero letteralmente con la testa tra le nuvole, ma felice di aver ricevuto questa convocazione e di essere tra la rosa dei premiati. Dopo pochi giorni ho ricevuto un’ altra documentazione, che ha richiesto la firma della mia partecipazione su oltre venti pagine del protocollo. E’ stato emozionante essere ricevuto dallo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e dai rappresentati della Famiglia Reale. Insieme a queste personalità ho partecipato a conferenze stampe, ricevimenti e tanti altri eventi. Mi sembra di aver vissuto un sogno.
Come si è svolta la premiazione?
Il giorno prima della consegna degli Oscar hanno organizzato una sfilata con le mie teste sculture, alla presenza di tanti ospiti importanti. E’ stato un successo. Sono felice che la mia arte crei emozioni anche all’estero, in luoghi che hanno grande stima e apprezzamento per l’arte e la moda italiana. Durante la cerimonia, tenutasi il giorno successivo, ho percepito l’ affetto e la devozione che mi hanno dimostrato nel momento della consegna. Mentre il Ministro della Cultura di Dubai e i Reali mi premiavano ho pensato alla mia famiglia, che avrei voluto avere vicino. Sono molto legato ai miei cari ed è grazie a loro che questo premio è arrivato. Dopo essere sceso dal palco un direttore di una tv, che poi ho scoperto essere uno sceicco e proprietario di tutte le televisioni a Dubai, ha voluto intervistarmi.
Giuseppe Fata si aspettava questa accoglienza così calorosa?
Sono rimasto esterrefatto dall’attenzione mediatica ricevuta. Dubai mi ha lasciato senza parole per il calore che hanno verso noi italiani e la nostra bellezza. Noi abbiamo il dovere di trasmettere al mondo la nostra cultura e l’arte del saper fare, così come è avvenuto in passato.
Come nascono le sue celebri teste sculture?
Ricordo molto bene il momento in cui è nata l’idea e quando ho realizzato la mia prima opera. Era un giorno di primavera, molti anni fa, quando ancora non sapevo cosa il mio futuro mi avrebbe riservato. Lavoravo su una testa dove si mettono le parrucche che si realizzano per il cinema. Mentre avevo questa testa nuda tra le mani mi sono messo pian piano a creare una struttura. Ideavo e mi lasciavo trasportare dalla creatività e dal mio stato d’animo. In quel momento prese vita la mia prima testa scultura che ho chiamato Giulietta, un nome forse banale, ma con il tempo ho capito il perché. La testa fu fotografata in modo amatoriale circa venticinque anni fa. Dopo qualche mese l’ho distrutta senza motivo, ma ricordo che guardandola dissi: “Un giorno ti riprenderò”.
Mantenne la promessa?
La ripresi dopo aver deciso di lasciare l’alta moda come lavorante. Ho collaborato con i grandi della moda italiana e stranieri, persone che mi hanno dato tanto, ma dentro di me era arrivato il momento di proseguire il sogno di realizzare qualcosa di personale e di unico. Volevo essere riconosciuto e ricordato come il creatore di questa nuova forma d’arte: le teste sculture per la moda, il teatro ed il cinema, associate al mio nome: Giuseppe Fata.
Ha frequentato dei corsi o la passione per la moda è avvenuta lavorando sul campo?
Ho scelto la strada dell’Accademia di Moda e Designer, una realtà che mi ha permesso di conoscere maggiormente questo settore. Sono stati sette anni intensi, che mi hanno fatto capire quale era il mio percorso. Dico sempre che ognuno di noi sa dentro di sé cosa vuole, basta scoprirlo. Io l’ho fatto grazie soprattutto ai grandi stilisti con cui ho avuto l’onore di lavorare per tanti anni. L’amore e la passione, ma soprattutto la determinazione, mi hanno fatto crescere.
Come si è sviluppata la sua attività negli anni?
Ho avuto un crescendo: dagli esordi nell’alta moda, come acconciatore e designer, una professione che mi ha permesso di perfezionarmi nel sistema moda e poi dopo anni di studi e ricerca. Attualmente viene riconosciuta questa mia forma d’arte unica nel suo genere apprezzata dalla moda internazionale.
A Parigi ha ricevuto persino una prestigiosa onorificenza. 
La Ville Lumiere mi crea molte emozioni professionali e sentimentali. Questa città mi ha accolto più di vent’ anni fa. Qui ho collaborato a molte sfilate per i più grandi stilisti. Parigi più volte mi ha regalato dei grandi riconoscimenti, come nel 2002 conferendomi il World AwardLa Rose d’Or” de Paris. Questo è un premio prestigioso per l’acconciatura, design d’alta moda. La consacrazione è avvenuta quando l’Università di Parigi mi ha elargito un altro importante tributo attribuendomi l’appellativo di “Il Genio dell’arte sulla testa“. Non avrei mai immaginato che in pochissimi anni, io, giovane ragazzo del Sud, potessi conquistare Parigi con questa mia forma d’arte, arrivando tra i grandi della moda. Desidero ringraziare la Francia per avermi accolto e apprezzato fin da subito.
In Italia come viene percepita la sua arte?
Nel nostro Paese le teste sculture sono state apprezzate perché il concetto, l’idea è innovativa. Le hanno ammirate stilisti che hanno fatto la storia della moda italiana e mi hanno sostenuto per andare avanti. Da buon calabrese determinato, ho creduto nel mio progetto e oggi siamo qui a raccontare quel mio sogno di creare qualcosa di mai visto prima che può rimanere impresso nella mente, ma soprattutto genera emozioni.
Ha vissuto a Roma per dieci anni lavorando anche con Sergio Valente, poi è tornato in Calabria. Come riesce ad esprimere la sua arte nella sua Regione?
Approfitto per ringraziare Valente, un maestro che continua ad essere sempre presente nella mia vita professionale e privata. Lui sicuramente ha avuto il merito di vedere in me qualcosa che gli altri non riuscivano a percepire. L’esperienza fatta con Sergio è stata poi espressa anche nelle mie teste sculture. Ho lavorato molti anni con il maestro, poi ho sentito il bisogno di rientrare in Calabria per capire se proseguire tutto ciò che avevo fatto, oppure fermarmi come acconciatore designer. Nei miei luoghi natali la mia mente è ritornata a quel sogno di creare qualcosa di diverso ed essere riconosciuto nella moda.
Poi lei mi chiede come esprimo la mia arte in Calabria?
Io dico che questa terra mi ha dato le giusta fondamenta per creare, in pochi conoscono questa Regione. Posso dire che questi posti vengono poco raccontati per la loro cultura e per l’arte. Basti pensare che sono passate molte civiltà nei secoli e millenni. Ricordiamo che siamo figli della Magna Grecia, con il mito di Gianni Versace. Nel nostro sangue scorre la bellezza. Versace prima di me ha donato e continua a donarla. Mi sento onorato di poter contribuire ad accrescere la visibilità della mia Regione e soprattutto dell’Italia, attraverso la creatività che la vita mi ha offerto.
Come si suddividono i suoi lavori, le collezioni dai pezzi moda ?
Il progetto testa scultura si divide in cinque sezioni. La prima è dedicata alle collezioni, ogni anno sono invitato a Milano e a Parigi per presentarle. La seconda sezione si sviluppa su pezzi unici per varie commissioni richiesti per shooting, riviste, ecc. La terza parte è dedicata al green, sono teste sculture realizzate solo con materiali che trovo in natura, stanno avendo un notevole riscontro, come i quattro pezzi ideati con i materiali di riciclo. La quinta sezione è denominata Simulacrum, rappresenta la moda attraverso il nostro patrimonio artistico, culturale e religioso italiano. E’ un progetto che mette in risalto le nostre bellezze attraverso le teste sculture realizzate nell’arte sacra.
Giuseppe Fata, il suo è stato definito un operato unico al mondo. C’è un artista dal quale si è lasciato suggestionare ?
Sono felice che le mie teste sculture siano uniche, posso dire che molti professori universitari e critici d’arte affermano che forse la mia arte c’era già nel periodo del Rinascimento e del Barocco. Potrebbe essere così perché dentro di me ci sono molti richiami e suggestioni di quei particolari periodi storici.
Queste bellissime foto in esclusiva per i nostri lettori di VelvetMAG rendono omaggio a Giorgio Armani. Come nasce il mood?
In questi anni ho voluto celebrare molti personaggi della moda: Chanel, Dior, Fendi, Versace, Ferrè, e tanti altri. Il mio omaggio a Re Giorgio, con queste due teste sculture molto raffinate, eleganti e sofisticate si ispira allo stile del grande maestro. L’idea era quella di creare qualcosa di semplice, ma soprattutto di buon gusto. Attraverso dei materiali, come tessuti bottoni e accessori, ho rispecchiato il mood dello stilista. Ho scattato le foto con un team di professionisti, come il fotografo Armando Grillo, il truccatore Dario Caminiti e la modella Emilia.
Lei è molto legato alla sua famiglia, loro hanno sempre appoggiato le sue scelte ?
Assolutamente, mi hanno sempre sostenuto e continuano a farlo in silenzio e con la discrezione che da sempre li contraddistingue.
Giuseppe Fata quali saranno i suoi progetti futuri?

Dopo questo periodo difficile per tutti speriamo di poter rinascere ed affacciarci al futuro con una nuova idea di bellezza. Sto lavorando a nuovi progetti che saranno presentati nel 2022.

Una piccola anticipazione?

Una testa scultura da indossare anche nel quotidiano e non solo per i red carpet.

 

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Elena Parmegiani

Giornalista di moda e costume, organizzatrice di eventi e presentatrice. Consegue la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa all’Università “La Sapienza” di Roma. Muove i primi passi lavorativi con gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari. Da più di dieci anni è il Direttore Eventi della Coffee House del prestigioso museo Palazzo Colonna a Roma. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. Come consulente è specializzata nella realizzazione sia di eventi aziendali, sia privati. Scrive di moda, bon ton, arte e spettacolo. Esperta conoscitrice dei grandi nomi della moda italiana, delle nuove tendenze del Fashion e del Made in Italy.
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