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Covid, positivo un vescovo durante il viaggio del Papa. Francesco: “Sto bene ma c’è chi mi vuole morto”

"So che ci sono stati persino incontri tra prelati, preparavano il Conclave". Sono le sorprendenti affermazioni del pontefice reduce dalla visita apostolica in Slovacchia

Alla fine Papa Francesco ci fa su dell’ironia. Ma il concetto espresso nel corso di un colloquio con i gesuiti durante il suo recente viaggio in Slovacchia è grave e chiaro. “Sono ancora vivo nonostante alcuni mi volessero morto – ha detto Francesco – So che ci sono stati persino incontri tra prelati, i quali pensavano che il Papa fosse più grave di quel che veniva detto. Preparavano il Conclave. Pazienza! Grazie a Dio, sto bene”.

Francesco, rischio di contagio

Del contenuto di questo colloquio si è venuti a sapere perché la Civiltà Cattolica, la rivista dei gesuiti (l’ordine religioso a cui appartiene Jorge Mario Bergoglio) lo ha pubblicato. Alcune anticipazioni sono apparse oggi sulla Stampa. A questa notizia s’intreccia quella di un potenziale pericolo per il pontefice, in relazione al Coronavirus. Il Papa ha infatti celebrato messa in Slovacchia accanto a un prelato poi risultato positivo al Sars-CoV-2. Si tratta di monsignor Jan Babjak, arcivescovo metropolita di Presov per i cattolici di rito bizantino. Francesco ha concelebrato con lui il 14 settembre. Babjak, 67 anni, è vaccinato; ora è in quarantena presso la sua abitazione. Nessun elemento fa ritenere, a ora, che il pontefice si sia contagiato.

Francesco: “Preferisco predicare…

Nel colloquio pubblicato dalla Civiltà Cattolica Francesco ha parlato anche delle critiche che riceve. “Per esempio, c’è una grande televisione cattolica che continuamente sparla del Papa senza porsi problemi. Io personalmente posso meritarmi attacchi e ingiurie perché sono un peccatore – ha detto il Papa – ma la Chiesa non si merita questo: è opera del diavolo. Io l’ho anche detto ad alcuni di loro. Sì, ci sono anche chierici che fanno commenti cattivi sul mio conto. A me, a volte, viene a mancare la pazienza, specialmente quando emettono giudizi senza entrare in un vero dialogo. Lì non posso far nulla. Io comunque vado avanti senza entrare nel loro mondo di idee e fantasie. Non voglio entrarci e per questo preferisco predicare“.

Messa in latino? “Chiedete il permesso

Alcune critiche riguardano anche la recente decisione sulla messa in latino. Francesco ha emanato norme stringenti che indicano le autorità alle quali chi intenda promuoverle dovrà chiedere esplicito permesso. “Adesso – spiega il Papa – spero che con la decisione di fermare l’automatismo del rito antico si possa tornare alle vere intenzioni di Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II. La mia decisione è il frutto di una consultazione con tutti i vescovi del mondo fatta l’anno scorso. Da adesso in poi chi vuole celebrare con il ‘vetus ordo’ deve chiedere permesso a Roma“.

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Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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