Calcio, Nazionale: non si può vincere per sempre, purtroppo!

I fischi a Donnarumma, il nervosismo di Bonucci che promette: “questa Italia si rialzerà e sarà più forte che mai!”

Domenica non giocheremo la finale di Nations League a Milano. Ieri sera la Spagna di Luis Enrique – che alla vigilia aveva spiegato di conoscere bene il calcio italiano e non si è fatto smentire – ha giocato meglio e ha vinto. Tra i nostri il migliore in campo, quello che ci ha creduto fino in fondo è stato Federico Chiesa, il peggiore quello che francamente non ti aspetti, che questa Nazionale giovane, fino ad oggi l’aveva portata un po’ per mano sul campo, Leonardo Bonucci.

Calcio, Nazionale: non si può vincere per sempre, purtroppo!

Le scuse sono arrivate pubblicamente come era giusto che fosse: “Sono più arrabbiato di voi, prima di tutto con me stesso. Mi dispiace e chiedo scusa“. Semplice, diretto, come è nel suo stile. Sceglie i social nella notte per chiedere venia dell’espulsione nel finale del primo tempo, che ha compromesso la partita. Eravamo al 42′ del primo parziale, il difensore della Juve è già stato ammonito alla mezzora per proteste: segno che il clima dentro e fuori non era dei più sereni. Un giocatore della sua esperienza, sa come deve controllare se è lucido. Anche il Ct Roberto Mancini lo ha detto nel post partita: “Leo doveva stare più attendo, non avrebbe dovuto protestare così“.

La partita non la condanna un episodio, ma spesso la definisce. E ieri la Spagna ha giocato meglio – soprattutto in fase di possesso palla – ed è stata più cinica. Come con il 2 a 0 che ci ha affondato quando l’assetto della difesa azzurra era ancora del tutto precario con l’uomo in meno. Ora si volta pagina, si vola a Torino per la finale del terzo-quarto posto. L’avversario – uno tra Francia o Belgio – lo conosceremo stasera, ma serve che Bonucci e tutti gli Azzurri guardino indietro, metabolizzino. Perché come ha concluso lui stesso “questa Italia si rialzerà e sarà più forte che mai!”

 

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La Nazionale in campo avverso: e se i fischi a Donnarumma avessero penalizzato tutti?

Striscioni volgari, vicini all’albergo della Nazionale, e fischi tanti, davvero troppi in campo. Incomprensibili perché Donnarumma era prima di tutto il portiere della nostra Nazionale. E sono convinta, perché di stadi in vent’anni ne ho frequentati tanti per lavoro, che il clima si è trasferito per osmosi. Il nervosismo genera nervosismo, e in uno sport di contatto è come sparare con un lanciafiamme in un pagliaio. Per esprimere la contestazione – sempre in modi educati e i fischi non lo sono mai – sarebbe stato più opportuno attendere magari una partita di club. Il portierone italiano con la dichiarazione della vigilia – “A Milano ho sempre dato tutto, mi dispiacerebbe se ci fossero dei fischi. Spero non ci sia nulla e che i nostri tifosi possano aiutarci” – aveva tentato di evitare un clima ostile per lui. E per la squadra. Non ci è riuscito. Nonostante come ha scritto sui social stamani: “Lo spirito e l’impegno sono quelli che sempre ci accompagnano quando indossiamo i colori del nostro Paese”. La verità è che abbiamo perso tutti.”

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Direttore Responsabile
Pugliese di nascita, muove le sue prime esperienze giornalistiche tra Palio, Sport e Cronaca bianca a Siena durante il periodo universitario divenendo pubblicista subito dopo la laurea con lode in Scienze della Comunicazione. Con il trasferimento a Roma inizia il praticantato che la porterà a diventare professionista nel 2008. Si è occupata di gambling, dipendenze, politica estera (ha una seconda laurea sempre con lode in Scienze internazionali e diplomatiche), ippica, economia. Ha collaborato con giornali, TV (Telenorba), l'agenzia di stampa nazionale Il Velino-AGVNews e con diverse realtà specializzate. Diverse le esperienze in agenzie come account ed advisor del settore bancario, di associazioni di categoria, di comunicazione pubblica, turismo, trasporti, cybersecurity, compliance & risk management, telecomunicazioni, 5G e di gaming.
In parallelo si è occupata di Comunicazione strategica e Marketing come manager in azienda - trasferendosi a Rimini - assumendo spesso anche la responsabilità delle Relazioni esterne. Ha approfondito, con due diversi master, anche i temi della Corporate Social Responsibilty e della Sostenibilità.