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Premio Nobel per l’Economia a Card, Angrist e Imbens

La decisione dell'Accademia reale delle scienze svedese, il giorno dopo l'assegnazione del Nobel per la Pace

Il giorno dopo l’assegnazione del Premio Nobel per la pace, l’Accademia reale delle scienze svedese ha assegnato il Nobel per l’Economia. Lo hanno vinto per metà David Card e per l’altra metà congiuntamente Joshua D. Angrist and Guido W. Imbens. Nei giorni scorsi sono stati assegnati quelli per la medicina, la fisica, la chimica e la letteratura. L’importante riconoscimento per l’economia non è tecnicamente un Nobel come gli altri. Si tratta infatti di un premio della Banca di Svezia per le scienze economiche, ma sempre in memoria di Alfred Nobel.

Nobel per l’Economia, la motivazione

Nella motivazione ufficiale del Premio, gli accademici svedesi spiegano che David Card ha vinto il Nobel “per i suoi contributi empirici all’economia del lavoro“; Joshua D. Angrist e Guido W. Imbensper i loro contributi metodologici all’analisi delle relazioni causali.” “I laureati di quest’anno – si spiega in un comunicato su Facebook – ci hanno fornito nuove intuizioni sul mercato del lavoro e hanno mostrato quali conclusioni su causa ed effetto possono essere tratte da esperimenti naturali. Il loro approccio si è diffuso in altri campi e ha rivoluzionato la ricerca empirica.” 

Il Nobel per la Pace

L’assegnazione arriva il giorno successivo al Premio Nobel per la Pace, vinto dai giornalisti Maria Ressa e Dmitry Muratov “per i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è una precondizione per la democrazia e una pace duratura.” Maria Ressa è la co-fondatrice di Rappler, un sito di giornalismo investigativo. E “usa la libertà di espressione per esporre l’abuso di potere, l’uso della violenza e il crescente autoritarismo” nelle Filippine. Dmitry Muratov è invece il direttore di Novaya Gazeta, il giornale in cui lavorava Anna Politkovskaya, la giornalista russa assassinata il 7 ottobre 2006 da ignoti e di cui si sospetta che Putin sia il mandante. Muratov si è rifiutato di abbandonare la politica seguita dal periodico russo, difendendo l’indipendenza e i diritti dei giornalisti e per questo è stato premiato.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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