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Se non fosse stato per Christopher Robin, Winnie the Pooh non sarebbe mai nato

Alan Alexander Milne ha creato il celebre orsacchiotto che la Disney ha trasformato rapidamente in un'icona della cultura popolare, ma senza suo figlio non avrebbe mai avuto l'ispirazione

Winnie the Pooh ha accompagnato diverse generazioni con il suo pelo giallo e piccole perle di saggezza. A renderlo l’amico ideale di ogni bambino è stato Alan Alexander Milne. Prima ancora di diventare un personaggio di successo nel mondo letterario e molto presto un’icona del grande e piccolo schermo, Winnie Pooh ha esordito in un racconto natalizio del London Evening News nel 1925. L’autore tentò diverse strade, scrivendo racconti con un simpatico orsacchiotto di pezza destinati a giornali e radio. Quando capì che il mondo era interessato alle sue storie, allora le trasformò in un primo romanzo, intitolato Winnie Puh e pubblicato nel 1926.

I libri da recuperare

Winnie the Pooh

La storia dell’orsacchiotto che scriveva poesia ed era ghiotto di miele ha preso forma in diversi romanzi. Nel 1927, l’autore ha poi scritto la raccolta di poesie Winnie the Pooh. Ora abbiamo sei anni, mentre l’anno seguente ha scritto il secondo romanzo della serie, intitolato La strada di Puh. Mentre Milne si è occupato della storia, Ernest H. Shepard ha curato la parte grafica, realizzando le fattezze dell’iconico orsacchiotto. Si racconta che Shepard, per avvicinarsi al mondo dello scrittore, abbia frequentato per molto tempo casa di Milne, visitando anche il boschetto nei dintorni, che nel romanzo è diventato il Bosco dei Cento Acri. Quasi un secolo dopo, David Benedictus – con il consenso degli eredi dello scrittore – ha provato ad imitare lo stile di Alan Alexander Milne scrivendo il sequel del primo romanzo, intitolato Ritorno al Bosco dei Cento Acri.

Com’è nato Winnie the Pooh: merito di un bambino

Ma da dove arriva l’ispirazione per Winnie the Pooh? Tutto merito del figlio dello scrittore, Christopher Robin Milne, il cui nome risulterà famigliare a chi ha un po’ di dimestichezza con le storie dell’orsacchiotto giallo. Per il suo primo compleanno, il bambino ricevette in dono un orsacchiotto di pezza da parte della ditta Alpha Farnell. Christopher lo chiamò Edward. I due erano inseparabili e da quel legame Alan Alexander Milne trasse ispirazione, scrivendo la storia di un orso poeta.

Winnie the Pooh

A completare la sua idea fu un orso canadese, che si trovava allo Zoo di Londra: il suo nome era Winnipeg. Il piccolo Christopher a quel punto si lasciò convincere, chiamando il suo orso di pezza Winnie. I personaggi di Winnie the Pooh in realtà traggono ispirazione da tutti i pupazzi del piccolo Christopher Robin (non è un caso che il protagonista umano, amico dell’orso, si chiami come il figlio dello scrittore). Il piccolo battezzò Tigro, Ih-Oh, Cangu e Pimpi e tutti i suoi pupazzi originali sono esposti ad oggi nella biblioteca pubblica di New York.

I diritti ceduti alla Disney

Winnie the Pooh

Il fenomeno letterario ha presto contagiato anche il mondo dello spettacolo. Non passò molto tempo prima che la storia di Winnie catturasse anche il gigante dell’animazione cinematografica. Nel 1961, Alan Alexander Milne vendette i diritti alla Walt Disney, che rese Winnie the Pooh il protagonista di una serie animata. In un primo momento, restò fedele alle storie di Milne ma, man mano che cresceva l’interesse, Disney si ritrovò a dover allargare l’offerta, inventando quindi nuove storie. Per rappresentare l’orsacchiotto di pezza, la Disney attinse ai disegni di Shepard, cercando però di semplificarli. Molto presto il pupazzo giallo divenne volto della Disney, sfruttato anche con il merchandising, trasformandosi in uno dei personaggi più redditizi della casa cinematografica.

Film e serie TV

Winnie the Pooh

Il primo film, intitolato Le avventure di Winnie the Pooh, uscì nel 1997. Vent’anni dopo, arrivò Winnie the Pooh alla ricerca di Christopher Robin. Nel 1999 è la volta di Winnie the Pooh: Tempo di regali, mentre l’anno seguente è uscito T come Tigro… e tutti gli amici di Winnie the Pooh. E ancora film come Buon anno Winnie the Pooh (2002), Pimpi, piccolo grande eroe (2003), Winnie the Pooh: Ro e la magia della primavera (2004), Winnie the Pooh e gli Elefanti e Il primo Halloween da Elefante (2005) e Winnie the Pooh – Nuove avventure nel bosco dei 100 Acri (2011). Finora sono stati realizzati due film in live action: il primo, Vi presento Christopher Robin, nel 2017 e il secondo Ritorno al Bosco dei 100 Acri nel 2018.

Non solo cinema, ma anche tanta TV. La storia dell’orsacchiotto è stata protagonista di una lunga serie televisiva, intitolata Le nuove avventure di Winnie the Pooh, andata in onda dal 1988 al 1991. A seguire, è stata realizzata un’altra serie, Il libro di Pooh, dal 2001 al 2003 e una terza, intitolata I miei amici Tigro e Pooh, dal 2007 al 2010.

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Cristina Migliaccio

Nata ad Ischia, ha studiato a Salerno dove ora vive Editoria e pubblicistica. Ha vissuto quattro anni a Roma diventando giornalista pubblicista. Appassionata di libri e di tutte le dinamiche dell’intrattenimento televisivo, soprattutto riguardo le serie TV. Si occupa di Moda, analizzando nel dettaglio i red carpet e le tendenze. Sul blog www.velvetgossip.it di VelvetMAG è curatrice di curiosità ignote ai più.
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