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“A casa tutti bene”- La serie tv di Muccino sulla famiglia in conflitto

Il reboot del film del 2018 andrà in onda a dicembre su Sky

A casa tutti bene – La serie, presentata oggi alla Festa del Cinema di Roma, vede il regista Gabriele Muccino tornare sul luogo di un suo “delitto” più volte: perché nasce da un suo film di successo – A casa tutti bene del 2018 -, perché è una storia crime e anche perché il luogo del delitto lo possiamo definire a buon ragione familiare.

La famiglia è un ring che non si è mai perso il suo status di luogo di conflitto nella storia dell’umanità” – ha spiegato il regista romano durante la conferenza stampa di oggi subito dopo la proiezione del primo degli 8 episodi della serie riservato alla stampa. Se non fosse così ha proseguito “oggi vivremmo senza guerra, senza avidità, senza cannibalismo dell’uomo sull’uomo”.

A casa tutti bene La serie

E questo è quello che ha portato in scena nel suo primissimo esordio televisivo, ma allo stesso reboot di uno dei suoi film più amati: “il tema era trasferire la forza che i personaggi avevano dal film alla serie. Per questo bisognava selezionare un cast – che a tratti per me era completamente sconosciuto, anche perché sono tornato in Italia da troppo poco – capace di ricreare la stessa capacità empatica che c’era nel film”. Perché l’obiettivo – raggiunto aggiungiamo noi – era per il regista “mostrare come sarebbe stata la loro vita a Roma nella quotidianità”. E non più nell’occasione festiva dell’anniversario sull’isola della pellicola.

La trama di A casa tutti bene – La serie

La famiglia Ristuccia è proprietaria del ristorante San Pietro, uno dei più rinomati locali romani. Il capofamiglia – padre e padrone come lo dipinge in conferenza sia il regista che Francesco Scianna/Carlo – si chiama proprio Pietro (Francesco Acquaroli) e con Alba (Laura Morante) ha avuto tre figli: proprio Carlo, Sara e Paolo. I primi due lavorano nell’attività di famiglia, il terzo è uno scrittore con un figlio 11, che torna a casa con lui dopo il divorzio. Carlo ha una situazione sentimentale instabile: due figlie avute da due donne diverse, Ginevra la nuova compagna che è considerata la rovina-famiglie (quella con Elettra da cui ha avuto Luna, adolescente problematica).

A casa tutti bene

Sara, il pilastro femminile dei Ristuccia per Pietro, più della moglie, è sposata con Diego, bugiardo e infedele. Il primo episodio si conclude l’avvenimento che farà da motore all’intera prima stagione: Pietro muore e la famiglia Mariani, ramo cadetto e finanziariamente meno fortunato, riceve il 49% dell’attività di ristorazione che ha reso facoltosi i Ristuccia. Mentre ai figli Pietro ha lasciato il 17% per ciascuno, che li porrebbe in maggioranza se agissero uniti. Ma c’è un avvenimento gravissimo, un fatto di sangue, che Paolo bambino ricorda, e che è rimasto un segreto per decenni. Noto proprio a Maria Mariani, sorella di Pietro.

La serie tra dramma familiare e crime story di Muccino

Per la prima serie tv, dunque Muccino, sceglie quello lui stesso ha definito un rischio: una crime story. Ma lo avvolge di quelle vicende familiari, comuni a molte famiglie, ma declinate secondo l’archetipo mucciniano: rifugio, sostegno, acceleratore di fortuna, ma allo stesso tempo catalizzatrici di aggressività, avidità, gelosie. Quel luogo dove, come urla Pietro prima di essere stroncato da un infarto, “si può stare insieme odiandosi per tutta la vita”. 

A casa tutti bene la serie
Courtesy Press Office

Una sorta di luogo dell’infelicità, per cui il regista ha guardato a Cechov, scrivendo il film come fonte di ispirazione, ma che come “dramma delle pareti di casa” è presente anche in Shakespeare. Perché per lui è proprio dell’animo umano che ha “bisogno di reinterpretare quelle tragedie mosse da amore, gelosia, tradimento”, perché il “dramma muove l’arte e muove il cinema che è la somma di tutte le arti”.

A casa tutti bene – La serie: dal grande schermo a Sky

In conferenza stampa lo stesso Muccino ha annunciato che ci sarà una seconda stagione. Segnale che il regista ha trovato il compromesso giusto per non abbandonare il suo linguaggio – a parte l’abbondanza dei primi piani perché cambia la modalità di fruizione dal grande schermo alla tv – e dell’intenzione di Sky e della Lotus Production di ricercare un’altra operazione – da film a serie tv – di successo come lo è stata ad esempio Romanzo criminale. Appuntamento su Sky e Now tv a dicembre prossimo.

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Angela Oliva

Direttore Responsabile
Pugliese di nascita, muove le sue prime esperienze giornalistiche tra Palio, Sport e Cronaca bianca a Siena durante il periodo universitario divenendo pubblicista subito dopo la laurea con lode in Scienze della Comunicazione. Con il trasferimento a Roma inizia il praticantato che la porterà a diventare professionista nel 2008. Si è occupata di gambling, dipendenze, politica estera (ha una seconda laurea sempre con lode in Scienze internazionali e diplomatiche), ippica, economia. Ha collaborato con giornali, TV (Telenorba), l'agenzia di stampa nazionale Il Velino-AGVNews e con diverse realtà specializzate. Diverse le esperienze in agenzie come account ed advisor del settore bancario, di associazioni di categoria, di comunicazione pubblica, turismo, trasporti, cybersecurity, compliance & risk management, telecomunicazioni, 5G e di gaming.
In parallelo si è occupata di Comunicazione strategica e Marketing come manager in azienda - trasferendosi a Rimini - assumendo spesso anche la responsabilità delle Relazioni esterne. Ha approfondito, con due diversi master, anche i temi della Corporate Social Responsibilty e della Sostenibilità.

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