NewsPoliticaPrimo piano

Quirinale: urne aperte. Salvini da Draghi poi summit con Letta e Conte. “Dialogo aperto, c’è sintonia”

Il Signor D. cerca di capire il suo destino. E in caso di 'trasloco' al Colle la partita di Palazzo Chigi diventa più importante di quella del Colle

AGGIORNAMENTO Ore 18:45 – Lega e PD in una nota congiunta (fatto mai accaduto prima) parlano di confronto “lungo e cordiale” fra Salvini e Letta, oggi 24 gennaio. “Si è aperto un dialogo“. Fonti del M5S citate dalle agenzie di stampa indicano una “totale sintonia” tra Conte e Salvini. L’obiettivo, spiegano, è “mettere da parte al più presto le schede bianche e scrivere un nome che unisca il Paese“.

Nell’Aula di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, la prima votazione del Parlamento in seduta comune per l’elezione del Capo dello Stato al Quirinale. Al banco della presidenza ci sono i Presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati.

Quirinale, Bossi il primo a votare

In Aula anche i delegati regionali, chiamati al voto a fianco di deputati e senatori. I grandi elettori sono 1008, la maggioranza qualificata obbligatoria con cui eleggere l’inquilino del Colle fino alla terza votazione è di 672. Oggi 24 gennaio lo scrutinio in corso è meramente ‘esplorativo’ e forse neppure. Registra il fatto che non c’è intesa, per cui si prevede prevalgano le schede bianche e nulle. Il primo a essere chiamato a votare è stato Umberto Bossi, quindi hanno votato altri 4 parlamentari costretti sulla sedia a rotelle. Fra i senatori a vita: Giorgio Napolitano era assente, come Carlo Rubbia. Presente invece Liliana Segre. Ogni grande elettore si disinfetta le mani prima di ricevere la scheda, vota e quindi la depone nelle Insalatiere, le urne in vimini e oro rivestite di raso verde (foto in alto).

Matteo Salvini, kingmaker del Centrodestra

Regole più stringenti sulle schede

Nel momento in cui avverrà lo spoglio delle schede per l’elezione al Quirinale – stasera, presumibilmente fra le 20 e le 21 – il presidente della Camera, Roberto Fico, attuerà regole più stringenti. Al fine di evitare ‘giochi’ sulle schede, ‘segnate’ con nominativi a mo’ di sigle in codice per consentirne il riconoscimento al gruppo di appartenenza. In pratica, Fico leggerà solo il cognome del votato ove la scheda rechi solo tale indicazione, ma anche quando, pur riportando altre notazioni, sia comunque univocamente individuabile il soggetto cui si attribuisce il voto. Non leggerà, dunque, altro, affinché la scheda non sia indirettamente ‘riconoscibile’. Leggerà nome e cognome soltanto nel caso in cui entrambi siano riportati nella scheda e la lettura del solo cognome non consenta l’univoca attribuzione del voto.

Ora le trattative accelerano

Ci vorrà ancora tempo per individuare il candidato al Quirinale che diverrà il prossimo Presidente della Repubblica. Tuttavia adesso i partiti accelerano. Nel pomeriggio Matteo Salvini vedrà Enrico Letta e poi Giuseppe Conte, ha fatto sapere la Lega. In mattinata, ha anticipato l’Ansa, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato lo stesso Salvini. E Conte nel pomeriggio ha visto Tajani (Forza Italia). La Lega, come il PD – le due forze sommate assieme vantano un terzo dei grandi elettori – voteranno scheda bianca per ordine di scuderia, non, cioè, un candidato di bandiera.

Doppio binario Chigi-Quirinale

Si tratta di un segnale di disponibilità alla trattativa su un nome ‘alto’, super partes. Il fatto che Draghi abbia ricevuto Salvini è interpretabile a conferma di un doppio binario di possibili intese a larga maggioranza: Quirinale e Palazzo Chigi. Implica però il fatto che il premier traslochi al Colle. In tal caso la partita più difficile si sposta a Chigi. Chi sarà premier? Chi farà il ministro? Chi sosterrà il ‘patto di legislatura’ fino a scadenza naturale di quest’ultima nel 2023?

Conte Letta
Enrico Letta e Giuseppe Conte a colloquio. Foto Twitter @sissiisissi2

LEGGI ANCHE: Primo scrutinio Quirinale: trattative intense, intesa difficile

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button
Privacy